Camorra, maxi-operazione contro il clan Senese: arrestato anche il fratello della senatrice Cirinnà

Martedì 7 Luglio 2020
Senese, maxi-operazione contro il clan tra Roma e nord Italia: sequestrati 15 milioni, 28 arresti

Operazione anticamorra nella Capitale e del nord Italia della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile di Roma che stanno eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare nei confronti di 28 esponenti della famiglia Senese, ritenuti responsabili di estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti. Eseguito un provvedimento di sequestro preventivo di beni e aziende per circa 15 milioni di euro.

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Le indagini sono state coordinate dalla Direzione Distrettuale Antimafia. Impegnati circa 200 tra finanzieri e poliziotti, con l'esecuzione anche di perquisizioni, nelle province di Roma, Napoli, Verona, Frosinone, L'Aquila. Viene contestata anche l'aggravante di aver agito con metodo mafioso agevolando la galassia criminale della camorra campana. Le indagini hanno riguardato la penetrazione della camorra nel tessuto economico e commerciale della capitale.

Tra le persone finite in carcere nell'operazione c'è anche Claudio Cirinnà, 54 anni, fratello della parlamentare del Pd, Monica Cirinnà. In passato Cirinnà era rimasto coinvolto in una indagine che riguardava traffico di carburante. Nei suoi confronti la Procura di Roma contesta i reati di usura, estorsione, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni. Secondo quanto accertato dagli inquirenti l'arrestato non avrebbe legami diretti con il clan Senese ma, sostanzialmente, prestava somme di denaro a soggetti che, a loro volta, erano vittime di usura da parte del clan. Nell'operazione di oggi è coinvolto anche il figlio di Cirinnà, Claudio di 26 anni, per il quale il gip della Capitale ha disposto gli arresti domiciliari.

«Apprendo con amarezza e dolore da notizie di agenzia che mio fratello sarebbe coinvolto in un'inchiesta giudiziaria - scrive sul suo sito Monica Cirinnà, senatrice del Pd - So pochissimo della sua vita travagliata, benché abbia sempre cercato di aiutarlo a mettere sulla giusta via la propria esistenza. Il fatto che avesse accolto in casa nostro padre novantenne mi aveva fatto sperare in un ravvedimento. Se così non fosse ne sarei addolorata e profondamente delusa. Mi auguro che la sua posizione venga chiarita al più presto. Per mi riguarda considero la responsabilità penale personale, così come personale è il dolore che provo in questo momento. Chiedo pertanto che venga rispettato assieme all'intimità della mia famiglia». 

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 07:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA