Il primo «parto» in diretta di una stella

di Chiara Graziani

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Virgo ha indicato un punto d’ombra nell’Universo più profondo, costellazione dell’Idra. E Lovely Rita è nata, prorio lì, bucando il buio. Si è accesa davanti agli occhi dei telescopi a 130 milioni di anni luce nell’esatto quadratino di infinito indicato dal più potente e preciso interferometro del pianeta, Virgo. Rita è una stellina - kilonova in termini tecnici - che brillerà circa dieci giorni e che è nata il 18 agosto del 2017 del tempo terrestre.

Per la prima volta l’uomo prevede la nascita di una stella e la vede venire al mondo. Virgo, l’interferometro che ha contribuito alla scoperta del millennio - le onde gravitazionali previste da Einstein - ci ha detto esattamente dove e quando Rita si sarebbe accesa. Come in una gigantesca battaglia navale gli scienziati di Cascina, Pisa, fra il 18 ed il 19 agosto, hanno indicato ai telescopi del pianeta l’intersezione fra le linee ed hanno chiamato la stella. Rita ha risposto. Il primo parto stellare che ci è dato di vedere. Probabilmente solo la prima delle tante meravigliose novità che può portare l’osservazione dell’Universo attraverso le onde gravitazionali che manda in soffitta il cielo troppo stretto e vuoto di Galileo Galilei e dei telescopi.


Nessuna conferma trapela da Virgo, dove la consegna del silenzio è militare, a partire dall’Infn di Napoli che tanta parte ha nel progetto al lavoro nelle campagne del Pisano. Ma lo stringatissimo comunicato ufficiale, sollecitato dalle indiscrezioni ed anche da un articolo assai prudente de Le Scienze, conferma che la speciale commissione sta esaminando con grande attenzione «candidati promettenti» rilevati insieme all’interferometro americano Ligo, con il quale ha diviso la caccia alle onde gravitazionali. Anche il no comment del coordinatore di Virgo, Fulvio Ricci, a domanda precisa, era parso eloquente. Il segnale gravitazionale del parto stellare, infatti, era intercettabile da tutte e due gli interferometri. Ma solo Virgo, fra i due, era in grado di indicare il punto in cui cercare la stella che si annunciava. La novità davvero importante è che la stellina è nata dalla coalescenza di due stelle di neutroni. Ossia dalla fusione feconda, per restare all’immagine del parto, di due fra i corpi celesti più pesanti dell’Universo, secondi solo ai buchi neri che lo spazio ed il tempo lo inghiottono addirittura.

Un evento catastrofico che il 18 agosto ha emesso una fonte luminosissima di raggi gamma. Era il segnale colto dagli interferometri fra Italia e Stati Uniti. Secondo le previsioni degli scienziati, che dunque non ne avevano la certezza, quel tipo di emissione precede la nascita di una stellina, una chilonana. Un tipo di stella piccina ed effimera. Virgo ha preso i dati ed ha previsto il punto esatto della nascita: Hubble e Chandra della Nasa e i due osservatori terrestri, il Very Large Telescope e Alma, dunque erano puntati lì al momento giusto. Una raffica di flash ha accolto la neonata. E le implicazioni di questa dimostrazione sperimentale sono pesantissime per la fisica dei quanti. Rita brillerà ancora qualche giorno, come previsto dagli scienziati. Poi si spengerà. Ma nell’Universo dei quanti il tempo, msura umana, non serve a niente. Sette giorni o sette miliardi di anni sono la stessa cosa. La lezione di Rita.
Domenica 27 Agosto 2017, 10:21 - Ultimo aggiornamento: 26 Agosto, 23:00
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