Strage in Texas, la mamma del killer: «Non era un mostro». Il padre: «Doveva uccidere me»

Venerdì 27 Maggio 2022 di Gianluca Cordella
Strage in Texas, la mamma del killer: «Non era un mostro». Il padre: «Doveva uccidere me»

Mentre lo choc per la strage lascia nell'opionione pubblica spazio alla morbosità per l'inchiesta che sta accertando le responsabilità della polizia – rea di aver aspettato troppo prima di intervenire, dando così a Salvador Ramos il tempo di copiere la carneficina – alle famiglie delle vittime della strage nella scuola elementare di Uvalde, in Texas, resta solo un dolore sempre più forte e silenzioso. Tra loro ci sono anche i genitori di Salvador: certo, è stato lui a compiere la strage, ma è sempre un figlio che per i propri genitori non ci sarà mai più.

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A rompere il silenzio è stata la mamma del ragazzo, Adriana Reyes, intervistata da Abc News. «Mio figlio a volte poteva essere aggressivo ma non era un mostro», ha raccontato la donna. «A volte – ha spiegato - avevo una sensazione di disagio e gli chiedevo “ehi, che cosa stai combinando?”. Ma tutti noi abbiamo in corpo la rabbia, alcuni ne hanno più di altri. E Salvador poteva essere aggressivo se si arrabbiava davvero». Da mamma, Adriana vorrebbe dire qualche parole di conforte alle altre madri che hanno perso i loro piccoli nell'attacco della Robb ma le lacrime glielo impediscono. «Quei ragazzi... non ho parole... Non so cosa dire...» abbozza, piangendo.

Un dolore misto al senso di colpa comprensibile, che è ancora più evidente nelle parole del papà, Salvador Ramos, come il figlio. «Era una brava persona – ha detto al Daily Beast - Non mi sarei mai aspettato che potesse fare una cosa del genere. Avrei preferito che avesse ucciso me, piuttosto che fare una cosa di quel tipo. Voglio che i genitori dei bambini sappiano che mi dispiace tanto, mi dispiace per quello che ha fatto mio figlio». Ma il finale è lo stesso, anche Salvador Senior scoppia in lacrime e non riesce ad andare avanti.

Secondo il papà, che non viveva più insieme alla madre di Salvador, il ragazzo aveva vissuto molto male il periodo di isolamento legato al Covid. Fattore che aveva anche impedito a padre e figlio di vedersi spesso, l'ultima volta circa un mese fa. «Tempo fa gli avevo anche proposto di trasferirsi qui da me ma non ha voluto perché non c'è il Wi-fi», ha raccontato aggiungendo un dettaglio: «Avevo notato che stava diventando più aggressivo. Tempo fa comprò dei guantoni da boxe e so che li aveva usati in qualche modo in un parco pubblico locale».

Poi erano arrivate le armi, comprate negli otto giorni successivi al compimento dei 18 anni ma di quelle la mamma ha detto di non aver mai saputo nulla. A conferma degli episodi di bullismo subiti dal figlio, il padre ha confermato che il ragazzo litigava spesso con la mamma che non gli comprava i vestiti che voleva e il suo abbigliamento transandato sarebbe stato proprio alla base degli episodi di violenza subiti a scuola. Epidosi che, evidentemente, lo hammo marchiato fino alla disumana reazione di martedì scorso.

 

Ultimo aggiornamento: 20:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA