Trump concede la grazia a Steve Bannon il suo ex stratega accusato di frode

Mercoledì 20 Gennaio 2021
Trump concede la grazia a Steve Bannon il suo ex stratega accusato di frode

Nel suo ultimo giorno da presidente Trump ha concesso la grazia a 73 persone e ha commutato 73 sentenze. . Tra queste, dodici sono persone a lui vicine tra cui il suo ex stratega Steve Bannon  accusato di aver truffato centinaia di migliaia di sostenitori del presidente in una raccolta fondi da 35 milioni di dollari per la costruzione del muro con il Messico. Nel corso delle elezioni 2016 Bannon era stato direttore esecutivo della campagna elettorale di Trump e il 29 gennaio 2017 era diventato membro del Consiglio per la Sicurezza Nazionale della Presidenza Trump. 

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L'ex capo stratega della Casa Bianca era stato incriminato e arrestato ad agosto dai procuratori federali di Manhattan. L'accusa, in concorso con altre tre persone, riguardava la campagna online di raccolta fondi "We Build The Wall" per la costruzione di un muro al confine tra Usa e Messico. In base alle imputazioni contenute nell'incriminazione depositata alla corte federale di Manhattan, Bannon, uno dei principali esponenti dell'alt-right, o "destra alternativa", e i tre soci Brian Kolfage, Andrew Badolato e Timothy Shea «hanno escogitato una truffa ai danni di centinaia di migliaia di donatori» in relazione alla campagna di crowdfunding che ha raccolto oltre 25 milioni di dollari. Bannon era in attesa del processo.

Niente grazia per Assange

Tra le persone graziate, oltre a Bannon, figurano Elliott Broidy, un raccoglitore di fondi per il Partito Repubblicano, che si è dichiarato colpevole a ottobre di lobbying illegale per conto di un uomo d'affari malese che cercava di porre fine a un'indagine federale sullo scandalo 1MDB, il rapper Lil Wayne e l'ex sindaco di Detroit Kwame Kilpatrick. Sono in tutto 147 le persone che hanno ricevuto l'annullamento o la riduzione della pena da Trump ma tra queste non figurano il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, né la talpa dell'Nsa, Edward Snowden.

C'è anche un italiano

C'è l'italiano Tommaso Buti tra le persone che hanno beneficiato della grazia concessa da Trump. «Buti è un cittadino italiano e un imprenditore rispettato», si legge nella nota diffusa dalla Casa Bianca, in cui si sottolinea che «non è stato condannato negli Stati Uniti». 

Nessuna auto-assoluzione

Tra i provvedimenti non c'è nemmeno quello di auto-grazia: Trump aveva ventilato l’ipotesi di perdonare anche se stesso, ma alcuni consiglieri avevano messo in guardia il presidente da quella che sarebbe stata un’azione senza precedenti e non necessaria. Molti costituzionalisti ritengono infatti che il presidente non possa concedersi la grazia, in base a un memorandum del 1974. Sulla questione, la dottrina è però divisa e non ci sono precedenti giurisprudenziali. Il presidente ha escluso dai provvedimenti anche i figli e non ha perdonato nemmeno il suo avvocato Rudolph Giuliani.

 

Ultimo aggiornamento: 14:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA