Lega, il bando ad hoc per il consulente amico e quei conti in Svizzera

Domenica 13 Settembre 2020 di Giuseppe Scarpa
Lega, il bando ad hoc per il consulente amico e quei conti in Svizzera

Il bando cucito su misura come un abito sartoriale. A scrivere la gara alla Lombardia Film Commission per l'individuazione dell'immobile che avrebbe dovuto ospitare la nuova sede della società è stato lo stesso venditore dell'immobile. Un cortocircuito insomma. Ma di fatto è avvenuto così. Michele Scillieri, amministratore di fatto della Andromeda srl, proprietaria del capannone a Cormano, aveva redatto il bando e l'aveva inviato via mail al presidente della Lombardia Film Commission, Alberto Di Rubba. Anche Di Rubba è commercialista come Scillieri e come quest'ultimo molto vicino al Carroccio visto che è il revisore contabile del gruppo al Senato.

A raccontare con dovizia di particolari questa operazione è stata la segretaria di Di Rubba, Michaela Guenzi. La supertestimone sentita dalla guardia di finanza.

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Intanto spunta una fiduciaria panamense domiciliata in Svizzera nell'inchiesta che ha portato ai domiciliari Di Rubba, Andrea Manzoni, revisore contabile per il Carroccio alla Camera, Scillieri e suo cognato Fabio Barbarossa. Parte degli 800mila euro incassati dal «gruppo» con la vendita gonfiata del capannone sarebbe finita in una fiduciaria panamense. Quasi 300mila euro in tutto. È uno dei punti su cui le fiamme gialle vogliono fare luce: qual è la «destinazione finale» di una tranche della «provvista» creata con l'affare sull'immobile?

Per questo motivo è stata avviata una rogatoria nel Paese elvetico per seguire i flussi del denaro nell'ipotesi di fondi neri raccolti dai commercialisti del Carroccio.
 

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È il 29 luglio del 2020 quando la finanza ascolta a sommarie informazioni la segretaria di Di Rubba, Michaela Guenzi. La gara per individuare la nuova sede della Lombardia Film Commission venne scritta dallo stesso proprietario dell'immobile. Ecco ciò che riferisce la donna agli investigatori in merito al bando: Guenzi «dichiara aver ricevuto da Di Rubba il giorno 8 maggio 2017, all'interno degli uffici della fondazione - si legge nell'ordinanza - la disposizione di scrivere una mail a Scillieri, per richiedere a costui una bozza dell'avviso pubblico da indire per la ricerca dell'immobile, di avere prontamente provveduto secondo quanto richiesto; di avere ricevuto il giorno seguente, una mail proveniente da Scillieri, indirizzata per conoscenza a Di Rubba recante in allegato la bozza dell'avviso pubblico; di aver ricevuto, nelle ore successive, una mail proveniente da Di Rubba indirizzata anche a Scillieri, con la quale il primo, dopo aver ringraziato il secondo per il suo operato, le dava le ultime istruzioni utili per il compimento degli spazi vuoti residui, con particolare riguardo alle date di apertura e chiusura dell'avviso pubblico; infine, di aver personalmente verificato la perfetta corrispondenza tra la bozza di avviso inviata da Scillieri e il documento definitivo oggetto di pubblicazione sul sito internet».

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Nel frattempo il procuratore capo di Milano Francesco Greco, in merito a notizie di stampa relative a una cena a maggio «in cui avrebbero preso parte parlamentari» della Lega tra cui Roberto Calderoli e il commercialista Manzoni (arrestato giovedì) ha precisato «che, nel corso di quella cena, non era attivo alcun captatore informatico». Anche perché gli inquirenti hanno inoculato il trojan sui telefoni di Scillieri e del presunto prestanome Luca Sostegni (non presenti) e non su quelli di Manzoni e Di Rubba. «Per quel che mi riguarda quella cena non c'è mai stata», ha spiegato ai giornalisti il vicepresidente del Senato Calderoli.

Ultimo aggiornamento: 12:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA