Siri indagato: «Imparo sulla mia pelle cos'è la politica, deluso da Toninelli»

Siri: «Imparo sulla mia pelle cos'è la politica, Toninelli ha spezzato un rapporto umano»
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di Umberto Mancini

«Da una parte sono allibito, deluso, amareggiato. Dall'altra sono anche fiducioso di poter dimostrare che sono completamente estraneo a questa vicenda. E sono tranquillo perché non ho mai fatto nulla di illegale, nulla di contrario ai miei impegno istituzionali e di cittadino». Parla con un filo di voce Armando Siri al termine di una giornata da incubo.

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E' in aula, in Parlamento, osservato dai colleghi, ma non rinuncia a rispondere, a dire la sua. Anche se lo fa quasi sussurrando per non disturbare. Lui, il teorico della flat tax della Lega, il consigliere economico più ascoltato di Matteo Salvini, il sottosegretario alle Infrastrutture in perenne attrito con il ministro Danilo Toninelli, non si aspettava di finire nella tempesta giudiziaria. E di finirci ora, alla vigilia delle elezioni europee e in un momento in cui i rapporti tra grillini e Lega sono ai minimi termini. Una tempesta che sta scuotendo dalle fondamenta il governo e che rischia di compromettere in maniera irreversibile i rapporti tra i due alleati. «Guardi sono innocente, non ho fatto nulla, mi creda - dice in questa intervista al Messaggero - ora non voglio aggiungere nulla, ci penseranno gli avvocati, sono davvero stupito e dimostrerò quanto sto affermando».

Comunque da questa mattina risulta indagato per pressioni indebite e di corruzione. Si parla di 30 mila euro che lei avrebbe ottenuto per proporre degli emendamenti.
«La blocco. Io non c'entro nulla. E sono tranquillissimo».

Eppure le accuse sembrano pesanti.
«Guardi, non so veramente di cosa stiamo parlando».

Lei, secondo i magistrati che l'accusano, avrebbe avuto frequenti rapporti con un faccendiere impegnato nel settore eolico, su cui indaga proprio la Dia da tempo.
«Non so chi sia questa persona. Non so assolutamente nulla di questa storia e poi di emendamenti me ne chiedono ottocento al giorno, non sto a guardarli tutti. Di certo seguo le regole».

La sua vicenda giudiziaria ha scatenato una vera guerra a tutto campo tra Lega e 5Stelle dopo che il ministro Toninelli ha chiesto l'immediata revoca delle sue deleghe. Di fatto non ha aspettato nemmeno un secondo e appena diffusa la notizia le ha subito tolto la fiducia. Come si sente? Tradito e già condannato?
«Ci sono rimasto male. Mi sembra tutto davvero assurdo. Sono da poco in politica, ma sto imparando sulla mia pelle che ci vuole un pelo sullo stomaco grande così. Ci vuole una freddezza assoluta per evitare che i rapporti umani vengano spazzati via in pochi istanti. Non mi aspettavo questa reazione. E' stato spezzato, ripeto, un rapporto umano».

Senza nemmeno aspettare la conclusioni delle indagini.
«Appunto».

Il vice premier Matteo Salvini le ha espresso invece massima solidarietà, così come tutto il partito che si è scagliato contro il giustizialismo dei 5stelle Questo almeno la rinfranca?
«Mi dà fastidio come sono stato trattato. Di questo caso non conosco i contorni. Come lo devo ripetere? Certo la solidarietà mi ha fatto piacere. Alla fine la verità verrà a galla».

Chiederà alla Bongiorno di farle da avvocato?
«Non lo so. Vedremo. Certo chiederò un consiglio. Voglio dimostrare che non c'entro e vorrei essere ascoltato al più presto per chiarire e spiegare».

Ma lei questo Arata lo conosce?
«Sì, lo conosco. E' uno stimato docente genovese, un professore preparato. Delle altre faccende non so nulla. Ora devo andare, c'è la discussione qui in Senato che prosegue, non voglio che si interrompa. Sono una persona per bene».
Venerdì 19 Aprile 2019, 07:35 - Ultimo aggiornamento: 19-04-2019 17:48
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