Covid Gran Bretagna, Johnson: «Nuova variante più letale»

Venerdì 22 Gennaio 2021
Covid, Johnson: «La nuova variante è più mortale»

La cosiddetta variante inglese del Covid non è solo più contagiosa del ceppo originario, ma stando agli ultimi dati e «segnali» elaborati dagli esperti potrebbe essere anche più mortale. Lo ha detto nella conferenza stampa di giornata a Downing Street il premier britannico Boris Johnson, citando un'indicazione corretta da parte degli scienziati a questo proposito, sulla base di alcune prime evidenze registrate in questo senso.

«Devo dirvi che oggi pomeriggio siamo stati informati che vi sono alcune evidenze sul fatto che la nuova variante, oltre a diffondersi più rapidamente, possa essere associata anche a un più alto grado di mortalità», ha detto Johnson, ribadendo che questa variante ha già portato il numero dei ricoveri negli ospedali nel Regno Unito a 38.562, ossia il 72% in più rispetto al picco della prima ondata della pandemia ad aprile.

 

Il professor Patrick Vallance, consigliere scientifico capo del governo britannico, ha da parte sua precisato che le evidenze riferite da Johnson sono ancora «parziali» e «da confermare». Ma ha rimarcato che alcuni dati sembrano indicare come, nelle fasce di età più colpite dal Covid, il rapporto fra morti e contagiati possa passare da una media di 10 contro 1000 «a 13-14 contro mille». In positivo Vallance ha invece citato dati aggiornati che sembrano confermare l'efficacia dei vaccini esistenti sulla variante inglese del Covid, mentre ha mantenuto un'ombra d'incertezza - in attesa di elementi scientifici attendibili - sulla medesima efficacia nei confronti di altre mutazioni di coronavirus emerse di recente, ossia delle cosiddette «varianti brasiliana e sudafricana».

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«Purtroppo le indiscrezioni sembrano confermate. La variante inglese 'B117' non è 'solò più contagiosa, è anche più letale: 30% in più». Lo riporta su Twitter Giorgio Gilestro, neurobiologo e docente all'Imperial College di Londra. Patrick Wallace, consulente scientifico del Governo, «dice che non c'è differenza di letalità tra gli ospedalizzati, ma c'è differenza di letalità tra i positivi e che l'incremento di rischio del 30-40% è comune a diverse fasce di età. La analisi non sono finali, ma la direzione per ora è questa», conclude Gilestro in un tweet successivo. 

 

Perché il virus è più letale

«Una brutta notizia»: per l'immunologo Sergio Abrignani, dell'Università Statale di Milano, il fatto che la variante inglese sia più mortale del ceppo originario, se fosse confermato dai dati, evoca «lo scenario più negativo». La conseguenza sarebbe infatti un generale aumento della mortalità nei Paesi in cui questa variante sta circolandoUn virus può diventa più mortale per moti motivi, legati al tipo di mutazioni. Per esempio, ha detto l'immunologo Sergio Abrignani, dell'Università Statale di Milano, alcune mutazioni potrebbero essere più efficaci nello scatenare la cosiddetta "tempesta di citochine" responsabile dei casi più gravi, oppure potrebbe legarsi più facilmente ai recettori presenti sulla superficie delle cellule umane, raggiungendo e infettando un maggior numero di cellule e aumentando quindi la gravità della malattia. Un altro possibile motivo, probabilmente fra i peggiori, è che possa sfuggire completamente agli anticorpi generati dal sistema immunitario: quest'ultimo non riesce più a eliminare il virus, che continua a lavorare sottotraccia.

Variante dominante?

Il virolo Fabrizio Pregliasco esprime il suo timore su come la variante inglese possa diventare dominante nei contagi in Italia. Proprio quando, dopo i  focolai sviluppatisi nel sud della Francia, gli esperti iniziano a valutare l'ipotesi della presenza di una variante francese in Europa.

Non stupisce il virologo l'ipotesi di una variante francese di Sars-CoV-2, paventata Oltralpe dove all'ospedale di Compiègne vicino a Parigi si è sviluppato un focolaio che secondo gli esperti non è da attribuire alla variante inglese, ma forse a un mutante autoctono comunque più contagioso rispetto al virus originale. «Si susseguiranno altre varianti», avverte il docente dell'università Statale di Milano, sentito dall'Adnkronos Salute. «È necessario implementare il sequenziamento», torna a ribadire lo specialista che più volte ha evidenziato l'urgenza di mappare sistematicamente i genomi virali, per intercettare tempestivamente eventuali mutazioni e frenarne la diffusione.

«Credo che una restrizione dei viaggi non necessari sia utile», aggiunge Pregliasco dopo che ieri la raccomandazione a evitare gli spostamenti non indispensabili è arrivata sia dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) sia dai leader Ue. E in merito alla previsione di Marco Cavaleri, responsabile Vaccini dell'Agenzia europea del farmaco Ema, che all'Adnkronos Salute ha definito probabile che la variante inglese di Covid, diffusa ormai in tutto il Regno Unito, possa diventare «presente, se non dominante, anche sul continente europeo», il virologo si sente di confermare la previsione: «Temo proprio di sì», afferma. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 23 Gennaio, 12:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA