Abusi, Papa Francesco: «La denuncia è necessaria, chi l'ha fatto con il più piccolo lo ha fatto contro Cristo»

Domenica 6 Settembre 2020 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – Papa Francesco incoraggia a denunciare gli abusi sessuali. Senza specificare se la denuncia vada fatta presso i tribunali diocesani oppure alle forze dell'ordine, oppure in entrambi i casi, il pontefice ribadisce ancora una volta che l'omertà deve essere spezzata. «La necessaria denuncia va sempre accompagnata da un annuncio che farà bene a tutti noi sentire: Vi assicuro che ogni volta che l'avete fatto con il più piccolo dei miei fratelli, l'avete fatto con me» ha affermato, citando il Vangelo di Matteo, nella prefazione che ha firmato a un libro intitolato "Teologia e prevenzione", un approfondito studio teologico interdisciplinare sulla prevenzione degli abusi nella Chiesa, coordinato dal Consiglio latinoamericano del Centro di ricerca e formazione interdisciplinare per la protezione dei minori (CEPROME) della Pontificia Università del Messico.

Si tratta di un testo articolato che raggruppa diversi contenuti a firma di psicologi, sacerdoti, specialisti che, dal punto di vista teologico, invitano ad approfondire «questo doloroso male dell'abuso sessuale avvenuto nella nostra Chiesa cattolica» scrive ancora Bergoglio. Il testo dovrebbe essere anche tradotto in Italiano.

«In quest'ultimo tempo ecclesiale siamo stati sfidati a guardare a testa alta questo conflitto, ad assumerlo e a soffrirlo insieme alle vittime, alle loro famiglie e a tutta la comunità per trovare vie che ci facessero dire: mai più alla cultura dell'abuso. Questa realtà ci impone di lavorare sulla consapevolezza, la prevenzione e la promozione della cultura della cura e della protezione nelle nostre comunità e nella società in generale, affinché nessuno possa vedere la propria integrità e dignità violata o abusata. Lottare contro gli abusi significa promuovere e responsabilizzare le comunità capaci di vigilare e di annunciare che ogni vita merita di essere rispettata e valorizzata; soprattutto i più indifesi che non hanno le risorse per far sentire la loro voce». 

 

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