Papa Francesco in Bahrein, bagno di folla nel cuore dell'Islam: 30 mila cattolici alla messa. «Mai odiare chi limita le libertà fondamentali»

Papa Francesco in Bahrein, bagno di folla nel cuore dell'Islam: 30 mila cattolici alla messa: «Mai odiare chi limita le libertà fondamentali»
Papa Francesco in Bahrein, bagno di folla nel cuore dell'Islam: 30 mila cattolici alla messa: «Mai odiare chi limita le libertà fondamentali»
di Franca Giansoldati inviata a Manama (Bahrein)
Sabato 5 Novembre 2022, 08:18 - Ultimo agg. 18:10
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Manama (Bahrein) – Il Bahrein national stadium, modernissima struttura costruita dal re per i grandi eventi sportivi, è strapieno di cattolici. Le autorità diffondono la cifra di 30 mila presenze. Il drone dall'alto riprende una scena insolita a queste latitudini dove avere una fede diversa dall'Islam è fonte di problemi, discriminazioni se non di persecuzioni, come avviene a mezz'ora d'auto nella vicinissima Arabia Saudita da dove sono arrivati, per partecipare alla messa di Papa Francesco, un migliaio circa di fedeli, soprattutto filippini e indiani, tutti immigrati in condizioni di semi schiavitù per lavorare nelle case dei ricchi sceicchi sauditi. In Bahrein la minoranza cattolica, circa 160 mila fedeli, è invece relativamente più fortunata che altrove visto che può andare a messa la domenica senza problemi, nella nuovissima cattedrale costruita l'anno scorso su magnanima concessione del re Al Khalifa, colui che ha invitato Papa Francesco in Bahrein a partecipare al forum inter religioso sul dialogo. 

Orgoglio, commozione, partecipazione sentita si mescolano palpabili durante la celebrazione eucaristica mentre il coro intona l'Alleluja accompagnato da potenti organi elettrici. Il colpo d'occhio è impressionante. Volti di persone umili e composte, un mosaico di tratti somatici che riflettono una differente provenienza: srilanchesi, malgasci, indiani, filippini, africani per un totale di 111 differenti nazionalità. Un record. Al momento della consacrazione dell'ostia scende un silenzio irreale. Papa Francesco è affiancato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato e dal vicario dell'Arabia, monsignor Paul Hinder. Nella omelia il pontefice tocca il tema della libertà religiosa e del diritto a immigrare. «Il Signore (...) vede e soffre vedendo ai nostri giorni, in tante parti del mondo, esercizi del potere che si nutrono di sopraffazione e violenza, che cercano di aumentare il proprio spazio restringendo quello degli altri, imponendo il proprio dominio e limitando le libertà fondamentali, opprimendo i deboli». Bergoglio invita a non covare risentimenti, a non mettere mai in pratica il detto «occhio per occhio, dente per dente», ma di sostituirlo con il «porgi l'altra guancia». «Amare i nemici» e spezzare «la spirale della vendetta». E' il Vangelo che «chiede di rimanere sempre, fedelmente, nell'amore, nonostante tutto, anche dinanzi al male e al nemico».

Infine il Papa sfiora l'argomento della immigrazione e lo fa prendendo ad esempio il caso del Bahrein dove gli immigrati cattolici non sono discriminati come altrove, benchè il sistema giudiziario si basi sulla legge coranica. «Proprio questa terra è un’immagine viva di convivialità delle diversità, del nostro mondo sempre più segnato dalla permanente migrazione dei popoli e dal pluralismo di idee, usi e tradizioni. È importante, allora, accogliere questa provocazione di Gesù: se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani?»

Monsignor Paul Hinder, a fine messa, legge un breve e sentito messaggio per ringraziare la famiglia reale bahreinita: «Desidero ringraziare Sua Maestà lo Sceicco Hamad bin Isa bin Salman Al Khalifa, insieme alla famiglia reale e ai membri del Governo, che generosamente hanno reso possibile questa Visita e ci hanno concesso questo spazio per una messa pubblica con una così grande folla, non solo di cristiani, ma anche di gente che è vicina al nostro comune sentire. Ringrazio tutte le persone delle chiese di Manama e Awali e di altri Paesi della penisola arabica che hanno lavorato alacremente per rendere possibile questa celebrazione». 

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