Monteverde, case popolari messe a disposizione degli spacciatori e usate come base

Domenica 9 Maggio 2021 di Alessia Marani
Case popolari

Blitz della polizia tra le case popolari di via di Donna Olimpia, a Monteverde. Liberate tre abitazioni occupate, sequestrato oltre un chilo di hashish, arrestato un 30enne romano e denunciate tre persone. Il sospetto è che il racket delle occupazioni sia strettamente funzionale al sistema di spaccio che ruota attorno alle organizzazioni criminali di livello più alto: appartamenti ceduti ai pusher o utilizzati come depositi per la droga a cui attingere quando serve. Case come quella in cui a marzo perse la vita la ventenne Maddalena Urbani, figlia del medico eroe Carlo che scoprì il virus della Sars.

 

La ragazza venne trovata morta all’interno di un appartamento popolare al piano terreno di via Vibo Mariano, stroncata da un mix di sostanze stupefacenti dopo essere arrivata a Roma da Perugia. L’abitazione era in uso a un cittadino siriano di 64 anni che, addirittura, vi stava scontando i domiciliari. L’uomo è considerato uno dei ras delle piazze di spaccio perugine e occupava senza titolo l’alloggio dopo la morte della reale assegnataria. Chi lo aveva messo lì? 
Nello storico caseggiato di Monteverde, dove ai tempi della cosiddetta Banda della Magliana spadroneggiavano i “pesciaroli” di San Giovanni di Dio, ovvero i Proietti, invece, gli inquirenti sospettano che a gestire il racket delle occupazioni via siano esponenti attigui al clan Casamonica, con teste di ponte nel caseggiato e pronti ad attivare squadre d’azione con fabbri specializzati per aprire portoni e fare entrare dentro non famiglie bisognose ma giovani uomini e donne da impiegare come spacciatori. Un modus operandi che ormai si è fatto strada anche in altri quartieri, dal Quarticciolo a Tor Bella Monaca, da San Basilio a Cinecittà. 

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Le perquisizioni della polizia sono scattate nel pomeriggio di venerdì. Gli agenti del XII Distretto Monteverde insieme ai colleghi della VI Sezione della Squadra Mobile della Questura sono entrati nel complesso popolare alla ricerca di sostanze stupefacenti all’interno di alcuni degli alloggi occupati abusivamente. Sette le perquisizioni effettuate nei diversi lotti. Nel corso dell’operazione in due appartamenti è stato riscontrato, anche grazie all’intervento di personale Acea che lo ha certificato, il furto dell’energia elettrica.
In altri due alloggi è stata rinvenuta della droga, in particolare 29,95 grammi di hashish e 0,60 di marijuana, in un appartamento e 1 chilo e 225 grammi di hashish nell’altro.
In quest’ultima abitazione, situata nel lotto I scala F è stato trovato e arrestato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti Fabio D. C., 30enne romano, figlio di Giorgio D. C., anche lui, origini partenopee, residente a Donna Olimpia, e attualmente agli arresti domiciliari per rapina. 


Al termine dell’attività insieme ai dipendenti dell’Ater nei lotti II scala A, lotto I scala A sono state liberate e messe in sicurezza tre abitazioni occupate abusivamente. Case che ora torneranno disponibili nella graduatoria di chi ne ha reale necessità. In una, i due occupanti al momento del blitz non erano presenti ma, identificati, saranno denunciati; una terza persona, una donna, nella cui abitazione è stata trovata della droga, è stata denunciata. 
Nel 2016, sulla scia del piano sgomberi voluto dall’ex commissario straordinario Francesco Paolo Tronca il Comune tentò di riprendersi un appartamento occupato abusivamente in via di Donna Olimpia, dove i vigili si presentarono scortati dai blindati della polizia. Gli inquilini si barricarono in casa, a sostenerli anche esponenti dell’estrema destra.

 

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