CORONAVIRUS

Covid Roma, stretta sulle feste: più multe per la movida. Soldati davanti ai locali

Martedì 13 Ottobre 2020
Covid Roma, stretta sulle feste: più multe per la movida. Soldati davanti ai locali

Più controlli (e multe) per feste, matrimoni, bar e ristoranti. La stretta prevista dal nuovo dpcm, nella Capitale, coinciderà con un rafforzamento massiccio della sorveglianza. Anche l’Esercito dovrebbe fare la sua parte, con i militari dell’operazione Strade sicure trasferiti dal Centro svuotato di turisti alle zone “calde”, a ridosso dei locali. Il prefetto di Roma, Matteo Piantedosi, ieri ha riunito a Palazzo Valentini il Comitato provinciale la sicurezza pubblica. All’ordine del giorno, l’aumento dei contagi nel Lazio - ieri gli «attualmente positivi» hanno superato quota 10mila - e le contromisure per arginare la propagazione del virus a Roma.

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Piantedosi aspetta il nuovo decreto di Palazzo Chigi che metterà nero su bianco le regole per i locali, le cerimonie e gli assembramenti. Anche per questo il vertice è stato aggiornato a domani, in modo che tutti gli attori della partita - alla seduta hanno partecipato i massimi rappresentanti delle forze dell’ordine e l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato - possano avere il testo definitivo delle misure. Ma quello che accadrà già a partire dal prossimo fine settimana è piuttosto chiaro. Chi ha partecipato al comitato di ieri parla di «controlli serrati» a tutto campo. Più pattuglie, non solo per prevenire gli assembramenti, ma anche per staccare le multe da 400 euro a salire.

CENTRI COVID
Al prefetto, l’assessore D’Amato ha illustrato una situazione critica, anche se la regione, ha detto, «sta tenendo rispetto ad altre zone d’Italia». Ma i numeri impressionano: nel Lazio i positivi sono arrivati oltre quota 10mila, mai così tanti nemmeno nelle settimane più nere del lockdown. Più di mille i ricoverati tra degenza ordinaria (927 malati) e terapie intensive (78). Tra una settimana, se la curva continuerà a salire, bisognerà allestire almeno un quarto «hub» oltre ai tre già operativi, cioè lo Spallanzani, il Columbus-Gemelli e l’Umberto I. La Pisana ha spiegato come intende rafforzare la rete dei drive-in per i tamponi, oggi in tutta la regione sono 50, ma non bastano a ridurre drasticamente file e attese record. Ecco perché si è deciso, da una decina di giorni, di aprire ai privati. Oltre 90 laboratori (60 a Roma città) sono stati autorizzati, ma non tutti hanno già a disposizione i kit per i test rapidi. La Pisana spera in un’accelerata, per evitare di sovraccaricare il sistema sanitario regionale ormai allo stremo.

Nel frattempo le forze dell’ordine controlleranno da vicino l’applicazione dei nuovi divieti. In Prefettura sono pronti a far scattare «maggiori servizi», con un impiego potenziato di polizia, carabinieri, vigili urbani. E anche dei militari dell’operazione Strade sicure, del resto già autorizzati a operare in simili contesti dal Viminale, attraverso la circolare firmata in scia all’obbligo di indossare la mascherina all’aperto in tutta Italia. In attesa di leggere la versione definitiva dell’ultimo dpcm, trapelano già le prime indicazioni su Roma. Saranno rafforzati i controlli nelle piazze della movida, in particolare saranno vietati gli assembramenti davanti ai locali. La Municipale si occuperà di far rispettare gli orari di chiusura anticipata per i bar e per i ristoranti: lo stop è alla mezzanotte e dalle 21 non si potrà sostare nei paraggi.

IN CASA
Non saranno previsti servizi ad hoc per le feste private, anche perché il limite di 6 persone è al momento solo una «raccomandazione» da parte del governo. Procedere alle multe, quindi, sarebbe impossibile. Le pattuglie al massimo potrebbero intervenire in caso di segnalazioni per schiamazzi. Discorso diverso per le cerimonie: col tetto a 30 partecipanti per matrimoni, battesimi e funerali, le forze dell’ordine potranno sanzionare chi organizza gli eventi senza tenere conto delle nuove limitazioni e chi non rispetta le distanze. Anche in questo ambito, come per la movida e i locali, la vigilanza sarà rafforzata.
 

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