Luca Sacchi, Anastasia e il giallo dei soldi: «Princi mi diede la busta da mettere nello zaino»

Giovedì 5 Dicembre 2019 di Michela Allegri Giuseppe Scarpa
Luca Sacchi, Anastasia e il giallo dei soldi: «Princi mi diede la busta da mettere nello zaino»

I capelli biondi e il viso nascosti da un cappello rosa e da una sciarpa. Gli occhi azzurri coperti da un paio di occhiali da sole giganti. Anastasia Kylemnyk li toglierà solo davanti al gip Costantino De Robbio, per raccontare la sua verità: «Non sapevo che nello zaino ci fossero settantamila euro, io e Luca non sapevamo nulla nemmeno della droga». Si ferma per asciugare le lacrime, parlando della notte del 23 ottobre, quando il suo fidanzato Luca Sacchi è stato ucciso con un colpo di pistola alla testa sparato da Valerio Del Grosso, in carcere per omicidio insieme a Paolo Pirino e a Marcello De Propris. Poi, scarica la responsabilità su Giovanni Princi, l'ex compagno di scuola di Sacchi, che si trova a Regina Coeli con l'accusa di detenzione di stupefacenti ai fini di spaccio, la stessa contestazione mossa ad Anastasia, che ha l'obbligo di firma alla polizia giudiziaria.

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«Io e Luca non sapevamo nulla - avrebbe ribadito - Giovanni Princi mi ha dato una busta e mi ha detto di tenerla nello zaino». Proprio in quella busta, secondo la ragazza, ci potrebbero essere stati i 70mila euro in contanti, divisi in due mazzette, che sarebbero dovuti servire per acquistare droga: 15 chili di marijuana che Princi aveva commissionato ai pusher di San Basilio, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino. Intanto dai cellulari di Princi e Anastasia potrebbero emergere novità importanti. I 4 smartphone, due a testa, verranno analizzati dagli specialisti nominati dalla procura il 9 dicembre. L'obiettivo è estrapolare conversazioni ed sms. Il giorno successivo verranno analizzati il portafoglio dell'ucraina e il suo zaino. Infine, l'11, l'auto in uso ad Anastasia, la Citroen C1 spostata da Princi in fretta e furia il giorno del delitto, mentre Luca era agonizzante in ospedale.

LO ZAINO
Il giorno dell'omicidio Del Grosso aveva mandato in avanscoperta due intermediari, Simone Piromalli e Valerio Rispoli, per controllare se i ragazzi dell'Appio Tuscolano, che avevano appuntamento con lui davanti al pub John Cabot, avessero abbastanza denaro per l'acquisto. E proprio a Rispoli, secondo l'accusa, Princi, Anastasia e Sacchi avrebbero mostrato le mazzette di banconote, che erano dentro allo zaino della ragazza. Sempre lui aveva avvisato Del Grosso, che si era subito attivato per reperire la droga. L'aveva trovata da Marcello De Propris. Era quindi andato al pub per portare avanti in prima persona la trattativa e per controllare la presenza dei soldi. Anche Del Grosso aveva parlato con Princi, che era contrariato perché pensava di effettuare subito lo scambio. «Ma come frà avevi detto che facevamo qua», è la frase che Princi, sentito da Rispoli, aveva detto al pusher. E lui: «Vado, prendo l'erba e te la porto qua».

LA PISTOLA
Poi, però, Del Grosso aveva deciso di cambiare piano: «Me sta a partì la brocca, non puoi capì quanti sono», aveva detto a De Propris, riferendosi ai soldi. Quindi, la decisione di farsi dare dal fornitore una pistola e «sfilarglieli tutti e settanta», senza procedere allo scambio. Poi, Pirino che colpisce Anastasia con una mazza, Sacchi che reagisce e Del Grosso che gli spara, prende lo zaino e scappa. La ricostruzione della pm Nadia Plastina - che ha chiesto e ottenuto gli arresti - è lineare. Manca un dettaglio: i soldi sono spariti, così come l'arma usata per uccidere Luca. E, almeno per il momento, nessuno degli indagati ha chiarito questi interrogativi. In sede di interrogatorio di garanzia, due giorni fa, Del Grosso, Pirino, De Propris e Princi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. L'unica che ha deciso di rispondere alle domande del giudice è stata Anastasia. Ha respinto le accuse, ha negato di essere coinvolta nel giro di spaccio. «Io e Luca siamo andati lì come spesso facevamo io e lui, come sarà capitato altre mille volte. In questa vicenda di droga noi non c'entriamo nulla».

VIDEO Anastasia al termine dell'interrogatorio

E ancora: «Prima di quel momento Giovanni Princi era un grandissimo amico del mio fidanzato. Questa vicenda ci ha sconvolto e travolti». Ha parlato per mezz'ora, prima di indossare di nuovo il cappello e gli occhiali da sole e farsi largo tra fotografi e giornalisti, scortata dall'avvocato Giuseppe Cincioni. Ed è proprio il difensore della ragazza a sottolineare che la ricostruzione fornita al gip «conferma l'estraneità di Anastasia sull'ipotizzato traffico di stupefacenti». Una ricostruzione che non convince la procura. Secondo gli investigatori, infatti, Anastasia e Princi hanno avuto un «ruolo centrale» nella trattativa con gli spacciatori, mostrando ai pusher il denaro ottenuto da un «finanziatore» ancora da identificare.
  

 
 

Ultimo aggiornamento: 08:29 © RIPRODUZIONE RISERVATA