CORONAVIRUS

Roma, mappa contagio quartieri: più casi in centro, Balduina e Cassia. «Positivi al test il 2,6%»

Martedì 26 Maggio 2020 di Lorenzo De Cicco
Roma, mappa contagio quartieri: più casi in centro, Balduina e Cassia. «Positivi al test il 2,6%»

Il campione ora è significativo: oltre il 10% dei 300 mila test sierologici programmati dalla Regione è stato realizzato. Risultato: nel Lazio il tasso di circolazione del Covid-19 si attesta al 2,36%, dopo 35.622 prelievi del sangue. Dopo i primi 19mila test, il tasso era al 2,17%. A Roma, dove finora sono state sottoposte all'esame 18.417 persone, la percentuale è più alta: 2,61%. E nel distretto della Asl Roma 1, che copre il territorio del centro storico e del quadrante Nord, zona Balduina fino alla Cassia, si registra il livello più alto rispetto alla media regionale: 2,75%.

LEGGI ANCHE Coronavirus, a Roma 9 nuovi casi. Nel Lazio 16 positivi, 4 morti. D'Amato: «Trend allo 0,2%»
 


I prelievi che rintracciano chi è entrato in contatto con il nuovo coronavirus individuando gli anticorpi ridisegnano il raggio di estensione del morbo nella regione. Meno ampio rispetto ai territori più funestati dal Covid, ma decisamente più marcato rispetto ai dati ufficiali sin qui riportati. Anche se gli esperti del Sistema sanitario regionale avvertono: sarebbe un errore proiettare il tasso di circolazione del virus sul totale della popolazione regionale. Cioè ritenere che il 2,4% dei 5,9 milioni di cittadini laziali sia stato infettato. «La sperimentazione si concentra sulla popolazione a rischio: operatori sanitari, personale delle case di riposo, forze dell'ordine a contatto col pubblico». Anche se di sicuro i contagi sono molti di più rispetto ai 7.643 casi annotati nell'ultimo bollettino della Pisana. Perché grazie ai test si stanno rintracciando centinaia di asintomatici, molti dei quali addirittura già guariti senza sapere di essere stati colpiti dal Covid.

​​Coronavirus, ​​in Italia 92 morti e 300 nuovi casi: mai così pochi dal 29 febbraio


I QUARTIERI
I numeri: nella Asl Roma 1 (Centro storico, San Lorenzo, Cassia, Balduina, Monte Sacro, Ponte Milvio), sono stati realizzati 6.690 test sierologici, in 184 sono risultati positivi alle immunoglobuline del virus, anche se solo 17, pur asintomatici, dopo il tampone sono stati trovati ancora malati e contagiosi; per tutti gli altri il Covid aveva già fatto il suo corso. Nella Asl Roma 2 (Tiburtino, Prenestino, i quartieri delle Torri, Ostiense, Laurentino), a fronte di 8.160 prelievi del sangue, in 210 sono risultati positivi alle immunoglobuline e 29 erano ancora affetti dal virus. Il tasso di circolazione del morbo, in questo quadrante, è del 2,57%. Nella Asl Roma 3 (Monteverde, viale Marconi, Ostia), sono stati eseguiti 3.567 test sierologici: in 86 erano entrati in contatto con il coronavirus, ma solo 5 erano ancora positivi dopo il tampone. Il tasso di circolazione è del 2,41%.

IN PROVINCIA
L'hinterland: nella Asl 4 (zona Civitavecchia), dopo 1.406 test, in 26 sono risultati positivi alle immunoglobuline ma nessuno era malato. Tasso di circolazione: 1,85%. Nella Asl Roma 5 (Guidonia e dintorni), 2.397 test e 65 positivi alle immunoglobuline del virus, con 5 ancora positivi. In questo caso il tasso di circolazione è più alto della media: 2,71%. Nella Asl 6, che copre l'area dei Castelli, 2.888 test, 56 positivi alle immunoglobuline 10 tutt'ora malati. Tasso di circolazione: 1,94%.
Finora è stato testato quasi tutto il personale sanitario, spiegano dalla Regione. Sono a buon punto i prelievi sugli 11.491 uomini della Guardia di Finanza (gli esami erano partiti l'11 maggio), da qualche giorno sono iniziate le analisi a poliziotti, carabinieri e vigili del fuoco.
Come spiega Antonio Magi, presidente dell'Ordine dei medici di Roma, «il fatto che il tasso di circolazione del virus in alcune zone sia più marcato rispetto al resto della regione potrebbe dipendere anche dalla presenza più radicata di Rsa e dei famosi cluster, luoghi circoscritti dove il Covid-19 si è moltiplicato». In generale, spiega il numero uno dei camici bianchi, «questi dati rafforzano e confermano la prima tendenza che avevamo registrato nella zona rossa di Nerola, dove abbiamo realizzato i primi test». La maggior parte delle persone sottoposte ai prelievi ha sviluppato le immunoglobuline G, «tipiche di chi ha formato gli anticorpi, quindi è già guarito dal virus e non è contagioso. Chi invece ha più immunoglobuline M, è ancora in fase acuta: la malattia deve fare il suo corso. Ed è contagioso».

Ultimo aggiornamento: 11:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA