Pagani, rapinatore seriale
e prostitute in ospedale

Giovedì 1 Dicembre 2016 di Nello Ferrigno
Pagani, rapinatore seriale e prostitute in ospedale

PAGANI. I carabinieri lo hanno identificato e denunciato. Ma è libero perché manca la flagranza del reato. Così ha disposto la procura della Repubblica dopo che i carabinieri lo hanno fermato. È ritenuto un elemento pericoloso oltre ad essere un seriale perchè avrebbe già commesso simili reati in passato. Sarebbe lui l’aggressore ed il rapinatore di due prostitute. L’identikit indica un giovane ventiquattrenne di Angri che assume abitualmente cocaina e, quindi, è alla continua ricerca di soldi. Nelle prostitute avrebbe trovato una preda facile con pochi rischi collaterali. Gli episodi di cui è accusato risalgono a domenica scorsa.

È sera quando l’uomo, a bordo della sua automobile, si avvicina ad una delle due donne, una giovane bulgara, che si prostituisce nel piazzale del mercato ortofrutticolo a Pagani. Inizia la trattativa, dura pochi secondi. Modi gentili per nascondere il suo reale motivo, certamente non quello di consumare un frugale rapporto sessuale. La ragazza non ha nessun dubbio sul cliente. Sale in macchina dopo aver pattuito la cifra. Si dirigono verso una zona appartata che non manca in quella fetta di territorio circondato da campi agricoli. Appena fermata l’automobile i modi violenti prendono il posto di quelli gentili. Inizia ad offendere la donna, la colpisce al volto strappandole il telefonino cellulare e la borsa. Poi la fa scendere abbandonandola sul posto. Quindici minuti dopo la scena si ripete a pochi chilometri di distanza, ad Angri. Il giovane intravede la sua vittima, anch’essa una giovane bulgara, lungo la strada statale 18 mentre si prostituisce. Il rituale è lo stesso, modi gentili durante la trattativa. Poi una volta in macchina diventa violento. Porta la malcapitata in una zona appartata, la picchia, si fa consegnare tutto quello che ha con sé e l’abbandona sul luogo dove, nelle intenzioni, doveva essere consumato il frugale rapporto sessuale.

Le due, tramite una loro amica, riescono a raggiungere la tenenza dei carabinieri. Ancora con il volto sanguinante raccontano tutto al comandante Angelo Chiantese che dopo aver raccolto la testimonianza delle due donne le fa accompagnare al pronto soccorso di Nocera per farle medicare. Per i sanitari la prognosi è rispettivamente di 10 e 12 giorni per la completa guarigione. Nel frattempo i carabinieri hanno avviato le indagini. Grazie all’identikit fornito dalle donne e alle telecamere di videosorveglianza dell’area del mercato ortofrutticolo di Pagani e di un’azienda di Angri, riconoscono l’automobile usata per i due raid e risalgono al proprietario.
 

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