Sant'Antonio, imbrattata la cappella:
ipotesi sette sataniche a San Severino

Sabato 16 Ottobre 2021 di Antonio De Pascale
Sant'Antonio, imbrattata la cappella: ipotesi sette sataniche a San Severino

Una squilibrata o una satanista? Choc in città per il raid eseguito da una donna ai danni della chiesa francescana dedicata a Sant’Antonio da Padova, in piazza Dante, nel cuore della città. Una donna, alle 11.01, è entrata in chiesa e, con una bottiglietta piena di pittura liquida, ha imbrattato la cappella di Sant’Antonio e quella dell’Immacolata Concezione e le nicchie in cui sono allocate le statue di Santa Chiara d’Assisi e di San Rocco. Ha versato della vernice di colore grigio sugli affreschi della cappella del santo di origini portoghesi e sul volto degli angioletti in marmo posti sopra un tabernacolo. Ad accorgersi del fatto, ma solo mercoledì sera, i frati francescani, che hanno subito allertato i carabinieri della locale compagnia, comandata dal maggiore Carlo Santarpia, ai quali hanno sporto regolare denuncia.

La scena è stata ripresa dalle telecamere interne alla chiesa. Il filmato, acquisito dai militari dell’Arma, non è però molto nitido. Si riesce a vedere, comunque, che ad agire è stata una donna, la quale ha approfittato dell’assenza temporanea dei collaboratori parrocchiali che vigilano sulla struttura. Il fatto ha rattristato i frati: padre Giulio Marcone (parroco), padre Guido Malandrino (guardiano), padre Romeo Amato e padre Tarcisio Manta e l’intera comunità sanseverinese, legatissima alla chiesa di Sant’Antonio. Tutti si chiedono il perché di tale gesto. «Siamo addolorati – dice padre Giulio – ma le cappelle e le statue, prima o poi, torneranno al precedente splendore con l’aiuto dei fedeli». Parte già la raccolta delle offerte per riparare i danni. Secondo il professore Massimo Del Regno, docente all’istituto superiore Virgilio, esperto e autore di libri di storia locale, «gli affreschi dedicati a Sant’Antonio furono dipinti da Clemente Arneri, in un periodo databile tra la fine dell’800 e il 1920. Arneri ha firmato opere anche nelle chiese di Santa Maria Capua Vetere e di Casavatore».

 

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