Violentata in clinica dall'operatore:
«Mi hanno detto di stare zitta»

di Carmela Santi

VALLO DELLA LUCANIA - Le diceva che era una bella donna, l’ha riempita di complimenti poi si è trasformato in un mostro. È ancora sotto choc la 55enne rumena, vittima di stupro, arrivata qualche giorno fa al pronto soccorso dell’ospedale San Luca di Vallo della Lucania. Nella denuncia presentata ai carabinieri c’è la ricostruzione minuziosa della violenza subita all’interno della clinica privata di Agropoli. Era ricoverata da qualche giorno per degli esami quando un operatore socio sanitario l’ha costretta ad avere un rapporto sessuale. 

«È venuto in camera - ha denunciato la donna - con la scusa di accendermi il televisore. Poi è tornato per portarmi dei fazzoletti di carta. Li ha sistemati in bagno e mi ha chiamato con la scusa di farmi vedere una cosa. Quando ho messo piede in bagno ha chiuso la porta e mi ha obbligato ad avere un rapporto sessuale. Sentivo le sue mani dappertutto. Piangevo ma lui è andato avanti fin quando ho visto che perdevo sangue dalle parti intime. Quando ha finito si è pulito e se n’è andato senza dire nulla». Secondo la ricostruzione della vittima l’uomo dopo qualche ora sarebbe tornato nella camera, avrebbe tentato di violentarla una seconda volta ma non riuscendoci l’ha spinta contro un muro costringendola a toccarlo nelle parti intime fino a soddisfarlo. Una descrizione minuziosa della violenza subita e subito riferita al personale medico in servizio presso la clinica. I medici le hanno dato un antidolorifico poi la 55enne ha raccontato quanto le era accaduto alla direzione della clinica. «Mi hanno chiesto di non denunciare il fatto assicurandomi che l’operatore socio sanitario sarebbe stato licenziato». 
Giovedì 12 Luglio 2018, 06:30 - Ultimo aggiornamento: 12-07-2018 06:30
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1 di 1 commenti presenti
2018-07-12 07:10:30
La conclusione è semplice: licenziamento, carcere e pagamento di tutti i danni, anche morali!

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