Joe Farruggio, il “pizza man” e la sua vita da film: a tavola con la leggenda italiana di Washington

«Mi piace pensare che possa essere di ispirazione per molti giovani»

Joe Farruggio, pizza man
Joe Farruggio, “pizza man”
di Luca Marfé
Venerdì 1 Dicembre 2023, 18:00
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WASHINGTON - Un’autentica leggenda tra gli italiani a Washington.

Joe Farruggio, dal Sud a New York, da New York alla capitale degli Stati Uniti d’America. Era il 1970, partito da zero e fatto da solo, a dimostrare a se stesso e al mondo che, sì, il Sogno Americano è ancora vivo. Ed è lui: è in qualche modo lui in carne e ossa.

Cameriere, aiuto cuoco, poi pizzaiolo, oggi imprenditore. Titolare de “Il Canale”, tra i più noti ristoranti di DC, frequentato abitualmente dai grandi protagonisti della politica, del cinema, e dello sport.

Sulle pareti non c’è letteralmente più spazio per appendere quadri e fotografie dei divi.


“My name is Joe and I am a pizza man” è il suo libro biografia, scritto a quattro mani con l’autore già best seller Thierry Sagnier, in cui racconta il suo percorso, le sue accelerazioni, le sue frenate, i suoi successi, ma anche i suoi fallimenti. Quella capacità di rialzarsi, di ripartire, che rendono la sua storia oggettivamente degna di un romanzo, della sceneggiatura di un film a Hollywood.

«Mi piace pensare che possa essere di ispirazione per molti giovani», riflette ad alta voce Joe davanti a un calice pieno di bollicine, «molti giovani che come me sognavano ieri e sognano oggi di farcela, di fare le cose in grande, nonostante tutto, nonostante le mille difficoltà della vita».

E ne racconta tante, a tavola e proprio nel suo libro, tra amori, matrimoni, divorzi, alcool e droghe. Giornate in cui ha avuto il mondo in pugno, e giornate in cui non riusciva nemmeno ad alzarsi dal letto. Ma con al centro del suo mirino, delle mirino della sua ambizione, sempre il duro lavoro, sempre il guizzo del genio, sempre un’idea nuova.

L’ultima si chiama “90 seconds”, 90 secondi appunto. Ed è un rivoluzionario concetto di pizza, da inventare ad arte e su misura sul posto, che in America sta già spopolando.

«È la mia ultima creatura, ci tengo molto», sorride fiero Joe mentre apre una location dopo l’altra, mentre a Washington non si parla d’altro.

L’ennesima rivoluzione di un uomo appassionato di tante cose: di pizza e di cibo, di cultura e di politica, più in generale della vita. Della sua e di quella di tutti coloro che sono passati per di qua, cui Farruggio ha sempre teso una mano, un po’ come se l’avesse tesa e continuasse a tenderla a quel sé giovane, rimasto sospeso da qualche parte in qualche tempo americano.



Tante persone che gli riconoscono tanta gratitudine, in primis in una storia che, sì Joe, è davvero di grande ispirazione. Per tutti, per tutti quanti noi.

Un brindisi al successo. Di chi ha saputo anche perdere, ma senza mai perdersi.
Di chi, tra tanti ricordi passati ma anche tra tanti sogni ancora vivi, ancora sogna, ancora sogna di vincere.

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