La pelliccia? All'Italian Fashion Night ricorda l'arte di Jeff Koons

di Cristina Cennamo

Terza terza edizione per Italian Fashion Night, la sfilata-evento ospitata dal Fashion Hall di Milano ed organizzata all’interno del calendario eventi della fashion week milanese da organizzata da TheOneMilano in collaborazione con l’associazione italiana pellicceria.

Iniziata con un cocktail di gala, la kermesse ha visto sfilare in passerella nomi importanti della pellicceria Made in Italy: da Fabio Gavazzi a Rindi. Da Pajaro a Giorgio Magnani Luxury, Grandifur e Malamati. A questi, si è aggiunto Kopenhagen Fur, l’azienda danese scelta come main sponsor della sfilata, che sottolinea come l’approccio della fur industry sia sostenibile, come recita il loro manifesto: «la pelliccia è un prodotto naturale totalmente bio degradabile. I capi fur durano più a lungo e sono facilmente riciclabili; la filiera produttiva sostiene altre industrie green, come per esempio la produzione di bio-diesel». E proprio i capi creati dalle grandi maison con le pelli prodotte da Kopenhagen Fur, sono stati i protagonisti del défilé sostenibile scelto per il gran finale.
 
 

«Questa sfilata è un messaggio di grande importanza, rivolto ai Buyer di tutto il mondo che arrivano per il nostro salone e per i compratori presenti in città per la kermesse della moda milanese – dichiara Norberto Albertalli, presidente di TheOneMilano – L’Italia è fashion leader e sa di doverlo dichiarare non solo con l’eccellenza creativa del prodotto: tutte le collezioni in passerella sono interamente made in Italy, firmate da aziende che sanno parlare il linguaggio della trasparenza, della serietà produttiva, della responsabilità sociale. Su questa passerella guardiamo al presente del nostro essere impresa, ma anche del futuro, cioè a quello che immaginiamo e costruiamo non solo per noi ma anche per le prossime generazioni».

L’arte pop di Jeff Koons risuona del resto nelle creazioni che con ritmo serrato si avvicendano in passerella.
Rivoluzionaria e di stampo progressista, la collezione racconta un vicino futuro in cui occorrerà essere equipaggiati, ma con stile. Ecco che la pelliccia diventa sport couture: stripes catarifrangenti, capi zippati, colli e tasconi in piumino, persino i fiori sono destrutturati e gonfiati, come quelli di Koons. Nel segno della totale sostenibilità, come ha sottolineato Fabio Gavazzi: zibellini, visoni, volpi, cashmere, chiffon e tessuti man-made ispirati all’arte pop, al rock, al punk, agli anni '80 rivisitati in chiave glamour e romantica hanno fatto quindi la parte del leone tra linee fluide e minimali, colori primari, accostati - ha spiegato infine Giorgio Magnani - a metallici secondari di grande forza.
Lunedì 26 Febbraio 2018, 12:35
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