Golden Globe: niente diretta tv né attori. Proteste contro la giuria per molestie e discriminazione

Sabato 8 Gennaio 2022 di Leonardo Jattarelli
Golden Globe: niente diretta tv né attori. Proteste contro la giuria per molestie e discriminazione

Dopo gli Oscar, per l’importanza del riconoscimento che spesso è un apripista per la stessa corsa alle statuette, ci sono i celebri Golden Globe che ogni anno, per cinema e tv, vengono assegnati a Los Angeles. Quest’anno però accade qualcosa di veramente increscioso per il riconoscimento che ha già fatto parlare i media: una cerimonia sottotono, domani 9 gennaio: niente pubblico, nessun presentatore e addirittura niente diretta tv, dopo che l’emittente Nbc ha deciso di boicottare l’appuntamento.

 

 

L’edizione virtuale del 2021
Già lo scorso anno i Golden Globe, a causa dell’emergenza sanitaria, erano stati consegnati in modo virtuale, con i soli presentatori e organizzatori in presenza e una cerimonia condotta tra New York e Los Angeles. Ma la vera ragione del “silenzio” che regnerà in questa edizione è un’altra: oltre alla pandemia, ovviamente, ci sono le continue polemiche che hanno coinvolto l’HFPA, l’associazione della stampa estera, giuria della premiazione. 
La Hollywood Foreign Press Association è infatti accusata razzismo a causa della assenza di almeno un giornalista di colore tra i circa novanta membri che ne fanno parte, e di corruzione, per via della mancanza di trasparenza nei criteri nell’assegnazione dei premi.

Le accuse alla giuria
Già lo scorso anno, la giuria fu bersaglio di pesanti accuse di discriminazione, sessismo e molestie. Ma l’HFPA ha deciso di andare avanti comunque con la cerimonia di domenica prossima al Beverly Hills Hotel, proprio per sottolineare il “lavoro filantropico” dell’associazione. Si legge nel comunicato ufficiale degli organizzatori: «Negli ultimi 25 anni, la Hfpa ha donato più di 50 milioni di dollari a vari enti di beneficenza, per il restauro di film, programmi di borse di studio e iniziative umanitarie; organizzazioni di incredibile importanza, molte delle quali sono state duramente colpite negli ultimi due anni a causa della pandemia».

Helen Hoehne, la giornalista tedesco-americana da poco presidente della associazione, nell’annunciare le nomination, il 13 dicembre scorso, aveva detto: «Si è trattato di un anno di cambiamento e riflessione. Abbiamo lavorato per otto mesi su un nuovo codice di condotta e nuove regole che ci dessero una prospettiva nuova e fresca grazie anche all’introduzione di 21 nuovi membri». Ma questo cambio di rotta da alcuni è stato visto come un tentativo di contenere i danni e la polemica prosegue, tanto che star come Scarlett Johansson e Mark Ruffalo hanno denunciato pubblicamente le riforme come insufficienti e Tom Cruise ha rimandato indietro i suoi tre Golden Globes come forma di protesta. E anche colossi come Warner Bros, Netflix e Amazon hanno dichiarato di non voler più lavorare con la HFPA fino a quando non saranno apportati cambiamenti significativi nella associazione.

Non è ancora chiaro come verranno comunicati i premi, probabilmente via social media e se fino a qualche giorno fa l’evento era previsto in live streaming sul sito ufficiale goldenglobes.com, oltre che sul canale YouTube dei Golden Globe 2022, ieri è cambiato tutto anche su questo versante. La cerimonia infatti non verrà trasmessa in streaming: «Sarà un evento privato», ha indicato all’Hollywood Reporter un portavoce della Hollywood Foreign Press, l’associazione della stampa estera nella mecca del cinema che da quasi otto decenni attribuisce i premi considerati a torto o a ragione un barometro degli Oscar. «Daremo aggiornamenti in tempo reale sui vincitori attraverso il sito dei Golden Globes e i nostri social», ha detto il portavoce. La cerimonia durerà 90 minuti e sarà in parte dedicata a evidenziare le attività filantropiche della Hollywood Foreign Press. I film con più nomination sono “Belfast” di Kenneth Branagh e “Il potere del cane” di Jane Campion, entrambi con sette candidature, mentre la serie tv in pole position è “Succession”, attualmente alla terza stagione. Per l’Italia è presente “E’ stata la mano di Dio” di Sorrentino.

La bagarre
Ma come è nata l’incredibile bagarre? Il Los Angeles Times, già nel febbraio 2021, registrava alcune lacune nell’associazione della stampa straniera di Hollywood, a capo dei Golden Globe. In particolare, l’inchiesta del Los Angeles Time accusava la Hollywood Press Association di comportamenti poco etici, oltre che a conflitti di interesse al limite della scorrettezza. Ad aver destato l’indignazione della testata, in particolare, è stata la decisione di mandare 30 membri della HFPA sul set di “Emily in Paris” a Parigi, nel 2019: la serie TV – da molti giudicata mediocre – avrebbe poi ricevuto ben due nomination ai Golden Globe, contrariamente a diverse serie acclamate dalla critica. 

Come se non bastasse, poi, i riflettori della polemica hanno fatto luce sul fatto che, come detto, tra gli 87 votanti dei Golden Globe non ci sia nessun rappresentante di colore da oltre vent’anni. Al sollevarsi della polemica, dunque, l’HFPA era grossolanamente corsa ai ripari, introducendo una nuova diversity policy in grado di difendere l’organizzazione dalle critiche. Alla protesta, ai giganti dello streaming si è aggiunta anche la storica emittente dei Golden Globe 2022: lo scorso 10 maggio, infatti, la NBC aveva annunciato ufficialmente che non avrebbe trasmesso i Golden Globe 2022. 

Ultimo aggiornamento: 9 Gennaio, 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA