Britney Spears è libera, il padre rinuncia alla tutela della cantante: così 13 anni fa iniziò l'incubo tra droghe e ricoveri

Mercoledì 8 Settembre 2021 di Veronica Cursi
Britney Spears è libera, il padre rinuncia alla tutela della cantante: così 13 anni fa iniziò l'incubo tra droghe e ricoveri

Britney Spears è libera. Jamie Spears, il padre che per 13 anni è stato supervisore della vita e delle finanze della figlia (un patrimonio di circa 60 milioni di dollari),  ha depositato un'istanza con cui chiede la fine della propria tutela. Nelle carte che ha presentato ieri al tribunale di Los Angeles, il padre della cantante ha scritto che sua figlia «ha diritto a che questa corte consideri seriamente se questa tutela non sia più necessaria».

«Voglio il meglio per mia figlia»

La Spears ha cercato di rimuoverlo dal ruolo di tutore per due volte negli ultimi due anni, descrivendo il genitore e la loro relazione come «abusiva» e rifiutandosi di esibirsi sotto la sua gestione. «I recenti eventi relativi a questa tutela hanno messo in dubbio se le circostanze siano cambiate a tal punto che potrebbero non esistere più i motivi per l'istituzione di una tutela», si legge nel documento presentato alla Corte Superiore di Los Angeles. «La sig.ra Spears ha detto a questa corte che intende riavere il controllo della sua vita senza le barriere di sicurezza di una tutela», si legge ancora nell'istanza, nella quale viene sottolineato il fatto che la Spears ha espresso il desiderio di supervisionare le proprie cure mediche e finanziarie. «Come il signor Spears ha detto più e più volte, tutto ciò che vuole è ciò che è meglio per sua figlia - prosegue il documento - Se la signora Spears vuole porre fine alla tutela e crede di poter gestire la propria vita, il signor Spears crede che dovrebbe avere questa possibilità». 

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Come tutto iniziò

Era il 1999 quando una sensualissima teenager, che già veniva dal mondo della tv (come l'allora fidanzato Justin Timberlake), apparve al mondo con la divisa del liceo e i codini di peluche rosa al grido di "Baby one more time". Da allora Britney Spears divenne negli anni Duemila la più popolare giovane cantante pop e per lungo tempo tra le più pagate al mondo. Ma la popolarità ha il suo prezzo e Britney l'ha pagato altissimo. La fine della storia con Timberlake la destabilizzò molto. «Il suo status di metà di una coppia d’oro era diventata parte integrante della sua identità, e dopo la separazione la sua vita sessuale divenne un argomento regolare delle news», scrive il New Yorker.  «I paparazzi erano fuori controllo, litigavano per gli scatti, si spingevano a vicenda. Era travolgente e spaventoso», ha ricordato a proposito di quel periodo la ricca ereditiera americana Paris Hilton, con cui Spears, insieme alla cantante e attrice Lindsay Lohan, cominciò a uscire sempre più spesso.

 

La droga e i paparazzi

«Aveva dei piccoli crolli, piangeva sempre, dicendo “voglio essere normale”», ha detto una delle sue prime truccatrici, ricordando i programmi di lavoro «folli» a cui Spears era sottoposta, tra prove di danza, sessioni di registrazione in studio, servizi fotografici e concerti negli stadi. In quel periodo, scrive il New Yorker, Spears faceva uso di marijuana e di cocaina. Era stata talmente «protetta» fino a quel momento, secondo una persona vicina a quel giro, che Paris Hilton aveva dovuto mostrarle come usare Google.

Il matrimonio con Federline

Spears e il ballerino e rapper Kevin Federline si conobbero in un night club nella primavera del 2004, e sei mesi più tardi si sposarono, ma senza che Spears avesse pensato a un accordo prematrimoniale. Questo ritardò il matrimonio legale. Il contratto matrimoniale fu firmato tre settimane dopo la cerimonia, quando Federline accettò di limitare la sua partecipazione nel patrimonio di Spears. E dieci mesi dopo, nacque il primo figlio della coppia, Sean Preston. I paparazzi continuarono a seguire Spears ogni volta che usciva di casa, anche quando portava con sé il figlio. A settembre 2006 nacque il secondo figlio, Jayden James, e a novembre Spears fece richiesta di divorzio. «Dammi i miei figli, stronza!», scrisse Federline sul muro del bagno di un night club a Las Vegas, durante una festa con gli amici. Lui chiese l’affidamento completo dei figli: Preston aveva poco più di un anno, Jayden non era ancora svezzato. Tra Spears e Federline, che vissero da separati e condivisero i doveri genitoriali in attesa della sentenza di divorzio, fu Spears a diventare il «bersaglio dello sport violento dei tabloid», ricorda il New Yorker. A febbraio 2007, si rasò completamente la testa e pochi giorni dopo attaccò con un ombrello l’auto di un paparazzo, fatti che consolidarono nella narrazione dei tabloid l’idea che Spears fosse una «matta».

Il ricovero e l'inizio della tutela legale

A gennaio del 2008, alla fine di uno dei giorni in cui poteva stare con i suoi due figli Preston e Jayden, Spears iniziò a piangere e rifiutò di lasciarli andare con la guardia del corpo arrivata a casa di Spears per riportarli a casa di Federline. Alla fine, in violazione dell’accordo di affidamento, Spears lasciò andare Preston ma si chiuse in bagno con Jayden, rifiutando di uscire. In poco tempo arrivarono polizia e vigili del fuoco, secondo Lutfi chiamati dall’avvocato di Federline.

La complicata vicenda tra l'artista e suo padre risale proprio a questo anno. Ed è una storia portata avanti a colpi di accuse, lacrime e appelli. Tanto che sul web i fan della cantante diedero il via alla campagna  #FreeBritney che si mobilitò per sostenere la sua battaglia. Jamie Spears assunse la tutela della figlia nel 2008 per ordine del tribunale, dopo che la cantante era stata ricoverata in ospedale per preoccupazioni sulla sua salute mentale.  Dal 2008, l’anno in cui fu stabilita la tutela, Spears ha pubblicato quattro dischi, ha fatto tournée mondiali – da cui ha incassato 131 milioni di dollari – e ha tenuto per quattro anni spettacoli fissi (i cosiddetti residency show) a Las Vegas, come molti cantanti a fine carriera. I suoi tutori, tra cui il padre Jamie, hanno controllato le sue spese, le sue comunicazioni e le sue decisioni personali per tutto questo tempo. Nel 2019, in seguito ad alcuni problemi di salute per cui ha rischiato di morire, Jamie si è dimesso dal ruolo di tutore per ciò che riguarda le scelte personali di sua figlia, rimanendo tutore del patrimonio. A occuparsi degli affari personali è subentrata l’amministratrice legale Jodi Montgomery, che gestisce i suoi affari medici e personali. La natura dei problemi di salute mentale della cantante non è mai stata rivelata pubblicamente. 

 

I farmaci contro la sua volontà

La popstar, idolo degli anni 2000, aveva detto alla corte a giugno che l'accordo iniziato nel 2008 era abusivo e umiliante e aveva presentato documenti legali chiedendo che suo padre fosse immediatamente rimosso come sovrintendente del suo patrimonio da 60 milioni di dollari. Nel corso di un'udienza in tribunale Britney lanciò un attacco violento contro il padre dicendo che "abusava" della sua tutela e che stava controllando la sua vita da 13 anni. «Mio padre mi controlla al "100mila per cento" - disse - mi ha negato il diritto di avere altri figli e mi ha fatto assumere uno psicofarmaco, il litio, una medicina comune per il disturbo bipolare, contro la mia volontà».

«Voglio porre fine a questa tutela senza essere giudicata», disse la Spears ai giudici in un discorso di 20 minuti in collegamento video. «Merito di avere una vita, ho lavorato tutta la mia vita. Merito di avere una pausa di due o tre anni». La Spears, madre di due figli, aggiunse inoltre che voleva sposare il suo ragazzo e avere un altro bambino, ma il padre non glielo avrebbe permesso.  Oggi, dopo anni di sofferenze, per Britney si apre un nuovo capitolo. 

Ultimo aggiornamento: 1 Ottobre, 11:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA
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