Cesare Cremonini incanta Eboli: l'abbraccio dei settemila cuori al Palasele

Foto di Alfonso Maria Salsano
di Lucia Gallotta

Tra i “possibili scenari” della sua vita c’era anche il matrimonio ma «arrivato a 38 anni, per me, ormai l’argomento è chiuso. Ti fanno pressione con mille domande: quando ti sposi? Quando ci fai un nipotino? Con una vita divisa tra lo studio di incisione e il palco non è facile costruire relazioni durature che portino al matrimonio, ad avere dei bimbi. Avrei potuto fidanzarmi con una corista, per 20 anni ne ho avuta una e… l’ha sposata lui (indica il chitarrista Andrea Morelli)» racconta scherzandoci su.

Il pretesto è una delle canzoni in scaletta nell’unica tappa campana del “Cesare Cremonini Live Tour”,  curata da Anni 60 Produzioni, che ieri ha riempito il Palasele di Eboli in un caloroso sold out da 7 mila presenze. Cantando “Una come te”, eseguita piano e voce con intermezzi di tromba, sax e trombone, tra ispirazioni jazz e blues, il cantautore bolognese ripensava alla sua ex, musa ispiratrice di testo e musica.

«Mi è tornato in mente - sottolinea - che lei è sposata col mio migliore amico. Non vi sto a raccontare tutti gli altri disastri. Trauma dopo trauma poi arrivi a 38 anni con la consapevolezza che con il matrimonio è una storia finita. Ogni delusione però è stata un’esperienza che mi ha portato a scrivere canzoni. La stessa musa, ad esempio, mi ha fatto scrivere “Marmellata #25”. Tu che ridi, con la fidanzata che ci prova con me sotto il palco, sei anche tu single?», ironizza. In realtà, poi confessa, il sogno di una famiglia tutta sua per Cesare Cremonini è uno scenario più che aperto: «Credo nel matrimonio e credo che a questo mondo sia possibile trovare qualcuno con cui condividere la vita. È necessario». Perché, in fondo, “All you need is love” canta insieme alle migliaia di fan presenti al Palasele citando i Beatles. 
 
 

Molto autoironico quanto appassionato, accompagnato dall’intro di “Cercando Camilla”, Cremonini ha aperto il concerto con il singolo che dà il titolo al suo ultimo album, “Possibili scenari” appunto, da domani disponibile in una nuova versione incisa la scorsa estate solo per piano e voce. Ha incantato il pubblico che si è poi galvanizzato sulle note rock, miste a un sound elettronico che strizza l’occhio al funky, di “Kashmir-Kashmir”. La serata si è man mano animata sempre di più trasformando il concerto in un vero e proprio rito collettivo che trasfigura sentimenti, angosce, senso di appartenenza e di identificazione nella sincronizzazione di più voci in un unico canto, nella sequenza di brani che va da “PadreMadre”, “Il comico (sai che risate)”, “La nuova stella di Broadway”, “Latin Lover”,  “Lost in the weekend”, “Un uomo nuovo”, “Buon viaggio (share the love)” ripercorrendo vecchi e nuovi successi di questi 20 anni di carriera. “Mi fa stare bene cantare insieme a voi. Cosa si può chiedere di più? Questa sera resterà nel tempo, grazie per questo sold out. Divertiamoci”.

Su “Momento silenzioso”, pezzo contenuto nell’album “Maggese”, Cremonini si è emozionato: «È sempre commovente sentirvi cantare questo brano e ricevere applausi su questa canzone uscita 13 anni fa. Appartiene a un periodo un po' meno positivo di quello attuale, quando ai concerti non c’erano così tante persone. È stata però una fase importante per me perché è proprio dai momenti più difficili che ho imparato a dare tutto me stesso a questo mestiere. Dedico questa canzone alle persone che in quel periodo mi hanno sostenuto. Siamo arrivati qui insieme e quindi grazie». 
 

Tra coreografie psichedeliche di luci che interagiscono con lo spazio quasi a formare la tela di un ragno, coriandoli e fuochi pirotecnici che fanno esplodere di emozioni il Palasele seguono i brani “Vieni a vedere perché”, “Le sei e ventisei”, “Mondo”, “Logico #1”, “GreyGoose”, “Dev’essere così”, “Il Pagliaccio”. Torna poi l’argomento matrimonio: “Quando ti squilla il cellulare ed è la tua ex a chiamarti vuol dire che sta per invitarti alle sue nozze. In una frazione di secondo ti risalgono i ricordi, pensi a un ritorno di fiamma ma non è così. È finita. Sai cosa sta per chiederti e tu sai cosa rispondere. Verrò al tuo matrimonio”. E così parte la marcia della nuziale 'vendetta' cantata chitarra e voce. 

Fuori scaletta l’esecuzione di “Vorrei” che riporta il pubblico del Palasele ai tempi dei “Lùnapop”: “Il mio bassista, Nicola ‘Ballo’ Balestri è diventato padre. È stato un avvenimento che ha emozionato tutti quelli che con me lavorano a questo tour. È la prima canzone che ho scritto nella mia vita, la dedico a questa bimba appena nata e al suo papà”. Ballo si è materializzato poi sul palco prima dell’esecuzione di uno dei loro più grandi successi, “50 special”. I due si sono stretti in un abbraccio: “Ci siamo incontrati al liceo, lui suonava nel gruppo ‘20 barrato’. Ci siamo innamorati e da lì è partito il nostro sodalizio. Dal 1999 a oggi molte cose sono cambiate ma certe emozioni restano immutate. Ora mettete tutti in tasca il cellulare, vogliamo vedere le vostre mani volare verso l'alto e ballare con noi”. Un’ondata di adrenalina ha scatenato il Palasele, ha aperto il cuore ai ricordi, alla possibilità di portare indietro la macchina del tempo. 

Con questo tour prodotto e organizzato da Live Nation Italia, il cantautore bolognese è tornato a Eboli dopo il concerto di tre anni fa e il “Più che logico live tour”.  Con “Poetica” e “Nessuno vuole essere Robin”, testi e musica sono un vero e proprio capolavoro, si è arrivati al finale di una esibizione durata quasi tre ore dense di magia, intimità ma anche forza, vitalità che si propaga nell’atmosfera della festa, condensate in una performance intensa e coinvolgente che conferma l’ascesa di Cremonini quale artista in perenne crescita umana e professionale.  

Cremonini ha chiuso lo show, sintesi tra uno spettacolo e un concerto, con il brano “Un giorno migliore” e la promessa di riportare presto la sua musica nell’abbraccio del Palasele, che ha salutato l’artista e i suoi musicisti intonando ‘O surdato ‘nnamurato.  
 
Giovedì 6 Dicembre 2018, 15:14
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