House of Gucci, Lady Gaga nei panni di Patrizia Reggiani: «Ho avuto bisogno di un'infermiera psichiatrica»

Venerdì 17 Dicembre 2021 di Elena Fausta Gadeschi
Lady Gucci.

Sono bastate poche settimane nei panni di Patrizia Reggiani perché Lady Gaga capisse di avere bisogno di un supporto psicologico durante le riprese di House of Gucci. Come ogni vera artista, la star di Hollywood sente e vive sulla propria pelle i ruoli che interpreta, per questo negli ultimi giorni di lavoro ha chiesto di essere affiancata da una professionista.

Una psichiatra per Lady Gaga

«Avevo un'infermiera psichiatrica con me verso la fine delle riprese – ha confessato la cantante in un'intervista a Variety –. Mi sentivo come se dovessi farlo. Sentivo che era più sicuro per me». La completa identificazione con Patrizia Reggiani ha portato Lady Gaga a parlare e comportarsi come lei anche fuori dal set. «Non credo che nessun attore dovrebbe spingersi a quel limite. Ero perennemente Patrizia. Parlavo continuamente con il suo accento, anche se mi riferivo a cose non inerenti al film. Stavo comunque vivendo la mia vita, ma semplicemente la vivevo con i suoi occhi, come se la stesse vivendo lei».

Il trauma giovanile di Lady Gaga

Per Lady Gaga salire sul set e interpretare un personaggio significa prima di tutto mettersi a nudo, ma per chi come lei a 19 anni ha subito uno stupro per mano di un produttore musicale l'identificazione può essere molto dolorosa. «E mi chiedo continuamente perché lo faccio – prosegue l'attrice –. Ho fatto alcune opere d'arte piuttosto estreme nel corso della mia carriera – cose alle quali ho sottoposto il mio corpo e la mia mente. È come se sentissi una noce di tristezza nel mio stomaco mentre ne parlo. Non so perché sono così. Penso che la migliore risposta che potrei dare è che ho una sorta di relazione romantica con la sofferenza per l'arte che ho sviluppato da ragazza, e a volte questo va troppo oltre. E quando accade, può essere difficile tornare sui propri passi da soli».

L'impegno di Lady Gaga a favore della salute mentale

L'attrice, da anni impegnata a favore di associazioni che si occupano di salute mentale, cerca ogni giorno di veicolare messaggi positivi e rompere tabù, nella speranza che le sue esperienze possano essere utili al pubblico. «Va bene chiedere aiuto. Se vi sentite così, chiedete aiuto», ha detto la diva durante l'intervista.

«Non è un segreto che farei qualsiasi cosa per l'arte – ha aggiunto l'artista, confermando la propria intenzione a continuare a lavorare nel cinema, almeno fino a quando non sarà madre –. Probabilmente cambierò completamente questo mio lato quando avrò un figlio, ma non ho ancora un figlio. Per i miei figli voglio essere disponibile e presente».

Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre, 07:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA