Judo, Scampia sul tetto d'Italia
con i guerrieri di Maddaloni

Martedì 15 Giugno 2021 di Diego Scarpitti
Star Judo Club

Fabulous Four. E anche Scampia ha il suo quartetto delle meraviglie. Vince, convince, stravince la Napoli del judo con gli allievi del maestro Gianni Maddaloni. Ai Tricolori juniores a Velletri i guerrieri della Star Judo Club lasciano le briciole agli avversari. Varia la categoria, non muta l’esito finale. Bright Nosa Maddaloni (81 kg), Antonio Bottone (60 kg), Martina Esposito (70 kg) e Antonietta Palumbo (63 kg) sul gradino più alto del podio.

«E’ la prima vittoria con i colori del gruppo sportivo della Polizia di Stato. Da due mesi alle Fiamme Oro. Sono molto felice», commenta Bright, per la terza volta campione d’Italia. «Sul tatami ho reso onore alle Fiamme Oro. Inizialmente ho avvertito ansia ma mi sono divertito nei quattro incontri. Semifinale impegnativa ma grazie al supporto di mio padre Gianni (Maddaloni) e al tecnico Enrico Parlati sono riuscito a svolgere il match con molta calma», osserva soddisfatto il classe 2003, vero gigante d’ebano. Alle sue spalle Leonardo Piccolo (Accademia Torino), Nicolae Bologa (Shidokan 2018) e Manuel Vici (Banzai Cortina Roma). Ritrova stimoli e motivazioni, superando imprevisti dell’ultimo momento, Bottone, che esulta da scugnizzo. Mano destra sul petto ed espressione da leader del tatami. «Punto alla Coppa Europa a Coimbra, in Portogallo, dopo aver messo in bacheca il secondo titolo italiano», spiega il judoka-pianista classe 2001. Due ippon in altrettante sfide, segue il derby con Daniele Di Capua (Nippon Club), «nonchè mio grandissimo amico», terminato con wazari e poi analogo risultato in finale. Si lascia dietro Simone Aversa (Banzai Cortina Roma), Michele Botta (Kodokan Lucania Brienza) e Di Capua

 

Incontrastata «veterana» la «tigre» di Scampia al suo settimo titolo nazionale in carriera. «Finalmente ritrovo il successo dopo quasi due anni e dopo vari infortuni che mi hanno fermata ai box», racconta Martina (2001), atleta tesserata con i Carabinieri. Sfodera tutto il suo repertorio sulla materassina. Ippon di sodetsouri, e ancora wazari di ouchigari, wazari di sodetsouri, ippon di strangolamento. In finale prevale con due wazari (il primo di morote e il secondo di taiotoshi) su Cecilia Betemps (Akiyama Settimo). Terze Maria Chiara Antonelli (Banzai Cortina Roma) e Raffaella Lelia Ciano (Fitness Club Nuova Florida). Il duello tutto familiare con il fratello Fabrizio (2004) è di perfetta parità, perchè di recente alle finali nazionali cadetti ad Ostia ha messo al collo la medaglia d’oro. Quartetto che diventa dunque quintetto.

Si rallegra Antonietta Palumbo (2003) per la prima volta sul tetto d'Italia. «Dopo tanto tempo sono ritornata a gareggiare, non potevo iniziare la stagione nel modo migliore. Difficile gestire la tensione. Adesso punto a vincere le prossime gare. Ringrazio il maestro Gianni Maddaloni, che mi ha seguito, ringrazio Francesco Aiello per il supporto, e dedico il trionfo alla mia famiglia, che ha creduto in me». Soddisfatto il fratello Gaetano, altro judoka della Star Judo Club. A seguire Dias Thauany David Capanni (Judo Preneste Castello), Giulia Frosoni (Centro Scuole Judo) e Sara Lisciani (Banzai Cortina Roma). Insuperabili davvero i guerrieri di Scampia. Fantastici quattro più uno.

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