Lazio-Sarri, dove eravamo rimasti?
Il tecnico pronto a dire sì al rinnovo

Giovedì 4 Novembre 2021 di Alberto Abbate
Lazio-Sarri, dove eravamo rimasti? Il tecnico pronto a dire sì al rinnovo

Dove c’eravamo lasciati? Alla bella prova di Bergamo, al rimpianto di un successo esterno mancato solo per colpa della zampata beffarda di De Roon nel recupero. E alla soddisfazione di Lotito: «Abbiamo dominato con l’Atalanta. Peccato per il gol finale, ma questa è la conferma che abbiamo preso un grande tecnico». Il presidente ci credeva anche quando non andava tutto per il meglio. Per questo, dopo la debacle Verona, in ritiro, gli aveva comunque già offerto altri due anni di rinnovo. Sino al 2025, con ampi poteri manageriali alla Ferguson. Retroscena confermato ieri da Sarri, pronto addirittura a firmare durante la sosta, se avrà le garanzie che chiede per il suo progetto: «Alla Lazio sto benissimo, mi piacciono le persone che lavorano in società e ho un buon rapporto col patron. La prossima settimana ci metteremo seduti a parlarne a un tavolo. Ora penso solo alla difficile sfida qui a Marsiglia nell’immediato». Per completare la rinascita della Lazio. Perché l’ultima vittoria stagionale in trasferta rimane ancora quella di Empoli del 21 agosto. Un problema che questa squadra si trascina ormai da troppo tempo, Sarri lo ha analizzato e sottolineato. Non bastano le ultime due gare contro Fiorentina e Atalanta per cambiare il passo. Anzi, Marsiglia rappresenta ancora di più un salto in un passato a cui va dato definitivamente un taglio. Perché in Europa, bisogna tornare addirittura al 25 ottobre 2018 per trovare un successo all’estero. Ironia del destino, al Velodrome si può e si deve chiudere un terribile ciclo europeo di 10 gare senza i 3 punti (7 sconfitte e 3 pareggi) lontano dall’Olimpico. Lì, esattamente tre anni fa, la Lazio ottenne l’ultimo trionfo: terza gara di Europa League, i biancocelesti piegarono l’allora squadra di Rudi Garcia grazie ai gol di Wallace, Caicedo e Marusic. In mezzo la punizione perfetta di Payet, che stasera alle 21 sarà ancora titolare nel 3-3-3-1 di Sampaoli nel quarto turno di questa nuova edizione del torneo. Sarri vuole prendersi il primo posto del Galatasaray e interrompere il trend negativo di Inzaghi, proseguito sotto la sua gestione a Istanbul lo scorso 16 settembre (1-0). 

Riparte l’operazione trasferta in formato europeo. Sabato poteva interrompersi la maledizione a Bergamo, stavolta non è ammesso alcun passo falso. Perché la Lazio ha appena 4 punti e il Marsiglia è a 3 col fiato sul collo, pronto al sorpasso: «Può essere la gara decisiva contro un avversario davvero tosto», assicura Sarri. Ed è il motivo per cui è orientato a spremere gli uomini migliori col minimo turnover ragionato. Inzaghi spesso faceva giocare le riserve in Europa League, aveva modificato atteggiamento solo l’anno scorso e centrato gli ottavi di Champions. Maurizio ha deciso di giocarsela allo stesso modo, pur sapendo di non avere una rosa adeguata per farlo: «Dopo le gare di Europa League abbiamo fatto un solo punto in campionato, ma ormai siamo in ballo e dobbiamo giocarcela sino in fondo». Il tecnico lo ha promesso a Lotito, che gli ha chiesto il massimo sforzo, anche in vista del prossimo mercato. Serve denaro fresco, da aggiungere alle uscite, per centrare almeno due colpi (il centrale e la mezzala richieste) già a gennaio.  

Questa Coppa può portare un mini-tesoretto. Con un pari (210mila euro) e una vittoria (630mila euro), la Lazio ha già incassato quasi 4,5 milioni, compresi i 3,63 della quota di partecipazione al torneo. Se i biancocelesti dovessero qualificarsi come primi del girone E, accederebbero direttamente agli ottavi con un bonus di 1,1 milioni e 1,2 per il passaggio del turno. Se invece arrivassero al secondo posto, il premio si dimezzerebbe (1,5 milioni totali) e la squadra di Sarri se la dovrebbe vedere poi ai sedicesimi (ora si chiamano spareggi) con una delle terze qualificate nei gironi di Champions. Insomma, c’è parecchia differenza fra un gradino e un altro. Sarri ha in mano anche il suo futuro: per firmare il prolungamento, vuole rinforzi utili per il suo gioco, ma il mercato passa pure da questo bivio europeo. 

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