Da Zalayeta a Milik: la lunga lista
delle rapine ai calciatori del Napoli

Giovedì 4 Ottobre 2018 di Gennaro Arpaia
Da Andrea Russotto ad Arkadiusz Milik, la criminalità napoletana non ha risparmiato davvero nessuno. Panchinari, titolari o campionissimi, episodi spiacevoli come quello che stanotte ha coinvolto l’attaccante polacco derubato del Rolex si sono purtroppo ripetuti negli ultimi anni in città. I calciatori azzurri sono da sempre sotto la lente di ingrandimento della malavita, i ricchi contratti e la popolarità ne fanno obiettivi sensibili più che in altri casi, ma per fortuna il tutto si è sempre risolto in un grande spavento e nulla più.

L’ultimo episodio proprio con Arek Milik, derubato del Rolex alle 2 di questa notte dopo il match contro il Liverpool del San Paolo. Lasciata Fuorigrotta, il polacco era andato a cena e rientrava in casa, quando due malviventi a bordo di uno scooter gli si sono avvicinati in auto e, sotto minaccia di una pistola, gli hanno portato via un Rolex modello Daytona del valore di 7000 euro. Episodio simile a quello registrato due anni fa con Lorenzo Insigne, il napoletano intercettato in pieno centro città (viale Gramsci ndr) e rapinato direttamente in auto insieme alla moglie Jenny. Bottino finale: un Rolex appartenente al calciatore, due bracciali della moglie e denaro in contanti. Come Lorenzo, nessuno sembra essere risparmiato dalla mano lunga della criminalità: negli anni precedenti era toccato anche ad uno dei simboli azzurri, Marek Hamsik, che si è visto portar via tre orologi in tre diverse occasioni tra il 2007 e il 2013.
 

A scatenare il caos mediatico, però, fu Yanina Screpante, compagna di Ezequiel Lavezzi, alla quale fu tolto il Rolex in via Petrarca nel 2011. «E poi dicono che in Argentina non c’è sicurezza. Mi hanno rubato l’orologio a mano armata», commentò la modella, chiosando poi con un «Napoli ciudad de mierda». La reazione non piacque ovviamente ai tifosi azzurri e mise in imbarazzo il Pocho che avrebbe lasciato poi l’azzurro qualche mese più tardi. Qualche giorno più tardi fu la stessa Yanina a ritrattare. «Chiedo scusa a tutta la città di Napoli, il mio è stato lo sfogo di una ragazza impaurita dopo una rapina con una pistola in faccia. Se mi fosse capitato in Argentina in quel momento avrei scritto lo stesso. Napoli e napoletani vi chiedo di comprendere il mio sfogo, non potrei mai odiare o sparlare di un città così bella».

Ma sono tante le compagne dei calciatori colpite in questi anni. Soledad Cavani, allora compagna del Matador, scelse di non rientrare mai più nella bella villa di Lucrino che era casa sua dopo il furto del 2011 ed essere stata rapinata anche a Fuorigrotta. Nel mirino dei malviventi ci finì anche Martina, moglie di Hamsik alla quale fu sottratta un’auto, così come le mogli dei difensori Salvatore Aronica e Ignacio Fideleff. Case svaligiate durante la permanenza azzurra anche per i due argentini Navarro e Fernandez, meno bene andò a Marcelo Zalayeta, addirittura narcotizzato nella lussuosa villa sul lago D’Averno che occupava durante l’esperienza napoletana nel 2009. 

Zuniga e Behrami chiudono un cerchio troppo grande per essere sottovalutato. Sui vari episodi degli scorsi anni aprì un'indagine anche la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, procedimento dal quale emerse un quadro preoccupante. Le rapine ai danni dei calciatori del Napoli, secondo le dichiarazioni del pentito Salvatore Russomagno, sarebbero state portate avanti da gruppi di ultrà intenzionati a punire i giocatori che non partecipavano alle varie manifestazioni organizzate dai tifosi. Scoperte che fecero scalpore, ma poi tramutatesi in un nulla di fatto. Con la speranza di registrare sempre più raramente episodi come quello dell’ultima notte, un caso su cui si è già mossa la Digos. © RIPRODUZIONE RISERVATA