CORONAVIRUS

Cei appoggia piano di vaccinazione di massa, disponibili gli ambienti parrocchiali utili

Domenica 14 Marzo 2021 di Franca Giansoldati
Cei appoggia piano di vaccinazione di massa, disponibili gli ambienti parrocchiali utili

Città del Vaticano – Via libera della Cei a mettere a disposizione del generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario straordinario, locali parrocchiali, asili, teatri parrocchiali, oratori su tutto il territorio nazionale (eccezion fatta per i luoghi di culto) al fine di accelerare la vaccinazione di massa degli italiani. Finora la disponibilità della Chiesa era stata manifestata a livello locale o diocesano, a seconda la disponibilità o delle richieste che erano arrivate ad alcuni sacerdoti o vescovi.

In assenza di direttive uniformi in alcuni casi erano state rese disponibili anche alcune chiese, e così la Cei è intervenuta per fare chiarezza e dare un ulteriore impulso a livello nazionale a tutte le sue strutture a mettersi a disposizione con velocità se interpellate. 

 La linea di apertura e di collaborazione della Cei resta totale ed è stata presa a livello di vertice al fine di favorire il piano di immunizzazione della popolazione in tutti quei comuni o in quei quartieri dove potrebbero effettivamente rivelarsi utili locali ampi e idonei di sua proprietà per ospitare il maggior numero di persone.

Il cardinale Gualtiero Bassetti è intervenuto con una nota per sottolineare che «il tempo della responsabilità della Chiesa italiana non è terminato. La Chiesa saprà dare un ulteriore segno concreto di prossimità. Con la campagna vaccinale, infatti, abbiamo la possibilità tangibile di fornire un nuovo contributo di carità». 

La messa a disposizione di luoghi – ha precisato Bassetti - non sono quelli liturgici, ma tiene conto di vari fattori, non ultimo la continuità di un cammino già avviato in molti territori. Sono numerose, infatti, le diocesi che hanno consentito e consentono l’utilizzo delle proprie strutture per medici, infermieri, Protezione civile, persone in quarantena, ammalati, poveri e quanti soffrono a causa del Covid.

«Anche questa – afferma il Cardinale – è testimonianza autentica di un servizio alla persona, agli ultimi in particolare, a chi è in prima linea nella cura dei malati e, quindi, al Paese intero. Tutti insieme, uniti, possiamo costruire orizzonti di speranza».


 

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