CORONAVIRUS

Coronavirus, morto l'imprenditore Giuseppe Richetti: aveva rilevato l'industria Malavolta

Venerdì 8 Gennaio 2021 di Teodora Poeta
Coronavirus, morto l'imprenditore Francesco Richetti: aveva rilevato l'industria Malavolta

Il coronavirus si è portato via Giuseppe Antonio Richetti, detto Pippo, imprenditore 59enne siciliano, originario di Ramacca in provincia di Catania, che aveva scelto proprio Teramo per i suoi investimenti nell’industria del settore dolciario e finger food. Da fornitore, all’epoca, di Aristide Malavolta quando ancora a Sant’Atto esisteva l’omonimo gruppo, dopo il tracollo di Malavolta ha prima preso in affitto un ramo d’azienda, per poi acquistare e realizzare un proprio capannone con grandi investimenti, dove ha sviluppato la linea di punta che è quella delle fette al latte ma anche il cosiddetto finger food.

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Già da diverse settimane, ormai, Giuseppe Richetti era risultato positivo al test del Covid-19, ma mai ci si sarebbe immaginati questo triste epilogo. Il decesso è avvenuto, l’altra notte, all’ospedale Cannizzaro di Catania dove era stato ricoverato a causa di un improvviso peggioramento delle sue condizioni respiratorie. Eppure, anche da lì, ha sempre continuato a mantenere i rapporti telefonici con i suoi collaboratori più stretti, com’era solito fare, proprio per dare indicazioni e avere ragguagli in merito all’azienda, la Richetti spa di Sant’Atto.

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«La sua dedizione al lavoro lo ha sempre contraddistinto», raccontano oggi alcuni amici imprenditori di Teramo. Ed è proprio da ambienti imprenditoriali che è venuta fuori la notizia. In azienda, ieri, si sono susseguite le riunioni. Importante sarà adesso mantenere fermo il controllo di una realtà produttiva importante per il territorio con oltre 140 dipendenti tra stagionali e fissi. Nel lavoro Richetti era affiancato da uno dei tre figli, Francesco, e dalla moglie. Eppure tutti avevano scelto di continuare a vivere in Sicilia, a Ramacca, un paese a 30 chilometri da Caltagirone, sua terra d’origine, e viaggiare. 

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Eppure tutti avevano scelto di continuare a vivere in Sicilia, a Ramacca, un paese a 30 chilometri da Caltagirone, sua terra d’origine, e viaggiare. A giugno del 2017 l’imprenditore si è ritrovato a dover affrontare i danni di un imponente rogo che si era sviluppato proprio nello stabilimento di circa 10mila metri quadrati. Un danno milionario con prospettive allarmanti anche per le sorti dei dipendenti. Ma grazie alla sua tenacia è riuscito a farcela. Tutti, adesso, si chiedono chi prenderà le redini della società. Un’azienda alimentare tra le realtà più importanti nel territorio teramano dove si spera non ci siano ora ripercussioni per l’intero indotto della Richetti spa, né tanto meno per i suoi dipendenti. I funerali si svolgeranno, oggi pomeriggio, alle 16, nella chiesa madre di Ramacca in Sicilia. «Senza di lui – commenta un collaboratore di Teramo – l’azienda non sarà più come prima. Oggi ho perso un caro amico oltre che un maestro».

Ultimo aggiornamento: 13:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA