Arco di Traiano, in arrivo
​l'ultimo sì per il Lapidarium

Lunedì 29 Novembre 2021 di Paolo Bocchino
Arco di Traiano, in arrivo l'ultimo sì per il Lapidarium

Manca solo l'ultimo sì al museo dell'Arco di Traiano. Il «Lapidarium», come viene definito nel progetto varato dall'ufficio Pics del Comune che lo ha trasmesso nei giorni scorsi alla Soprintendenza, si candida a ospitare i tanti reperti lapidei finora mai esposti. Pietre, suggestive e onorate pietre, come quelle che compongono l'Arco trionfale eretto in città tra il 114 e il 117 dopo Cristo. Ed è proprio la continuità tra ciò che si andrà a realizzare nei giardini e il monumento simbolo della città a caratterizzare l'idea progettuale redatta per il Comune dallo studio «Constructura consulting» di Mercogliano.

Come si ricorderà, le dimensioni del manufatto e l'impatto che avrebbe avuto sulla percezione visiva del monumento avevano indotto la Soprintendenza a negare in prima battuta l'assenso alla proposta inserita nei Pics del Comune con la denominazione «Emozionare è valorizzare». Già in precedenza l'organismo ministeriale di tutela aveva cassato l'ipotizzata realizzazione di una passerella pedonale che avrebbe avvolto l'Arco, consentendo ai visitatori una privilegiata visione ravvicinata dei bassorilievi. È partita quindi una serrata interlocuzione tra il responsabile dell'ufficio Programmi complessi di Palazzo Mosti Antonio Iadicicco e il funzionario ministeriale Gennaro Leva per la rimodulazione degli impianti spaziali e dei materiali di costruzione. Dialogo che sembra aver imboccato finalmente il viale d'arrivo: «Ci incontreremo in settimana con i responsabili del Comune per discutere i dettagli del progetto ancora da definire» conferma Leva annunciando l'incontro previsto nei prossimi giorni che potrebbe rivelarsi decisivo. In municipio c'è comunque ottimismo circa la favorevole evoluzione del confronto: «Abbiamo già avuto con la Soprintendenza una prima interlocuzione - anticipa il dirigente Iadicicco -. Ci sono residui aspetti da concordare, principalmente in ordine ad alcuni elementi realizzativi, ma le questioni sostanziali appaiono ormai superate».

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A favorire la probabile intesa è stata la rimodulazione dello schema in direzione minimalista, con netto ridimensionamento dei volumi e ampio ricorso a materiali green e poco impattanti: «Le dimensioni complessive del crepidoma (basamento, ndr) e della sua copertura piana - spiega la relazione tecnica del progetto - sono 7 metri per 15, sotto cui la teca, completamente in vetro, di 5 metri per 13, ospita il Lapidarium. Sul perimetro del crepidoma elementi puntuali ed esili, in acciaio, consentono la percorrenza perimetrale al Lapidarium che si inserisce chirurgicamente in uno spazio che oggi è di attraversamento per cui, senza stravolgimenti alle preesistenze, si inserirà il nuovo corpo dalle dimensioni contenute e posto in posizione arretrata, immediatamente alle spalle delle essenze arboree esistenti». L'opera sorgerà nella porzione destra dei giardini guardando l'Arco da via Traiano. Oltre a utilizzare materiali in gran parte naturali come vetro e acciaio, sarà la cortina verde degli alberi in parte già impiantati a garantire la compenetrazione gentile del nuovo edificio in un'area che definire sensibile è riduttivo. È previsto anche il restyling della pavimentazione circostante, anche sul lato opposto, con rimozione degli attuali ciottoli che creano disomegeneità stilistica e hanno fruttato al Comune negli scorsi anni anche una condanna per la negata accessibilità alle persone con handicap motori.

I firmatari del progetto puntano molto sulle nuove tecnologie per migliorare la fruibilità della struttura museale: «Il Lapidarium potrà essere visitato anche quando la struttura è chiusa - rimarcano i progettisti -. Un sistema di 2 vetrine multimediali consentirà al visitatore di vedere i reperti e le riproduzioni delle scene di guerra e pace dell'Arco. Con un sistema Q-code, si azionerà l'illuminazione interna puntuale del reperto o la gigantografia selezionata, e sarà visualizzata sulla vetrina multimediale. Quando il Lapidarium sarà aperto, un table-touch con sistema Q-code consentirà di visionare i reperti e le scene dell'Arco, con l'analisi scientifica delle testimonianze esposte».
 

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