Scienza in cammino: al Mann le cure di Galeno alle ferite dei gladiatori, dal mondo antico messaggi alla pandemia attuale

Mercoledì 17 Novembre 2021 di Donatella Trotta
Scienza in cammino: al Mann le cure di Galeno alle ferite dei gladiatori, dal mondo antico messaggi alla pandemia attuale

Era noto come “il medico dei gladiatori”. Ma fu anche un uomo eclettico, di vasta e profonda cultura: capace di coniugare scienza e filosofia, architettura e astrologia, agricoltura e astronomia, matematica e psicologia, anatomo-fisiologia e linguistica influenzando, con le sue teorie e prassi, tredici secoli di storia della medicina occidentale, almeno fino al Rinascimento. Una figura affascinante, Galeno di Pergamo (129-201 d.C. circa), in grado di offrire ancora oggi, in tempi di pandemia, suggestioni preziose dall’antichità ai contemporanei. «Nato sotto il regno dell’imperatore Adriano, proprio agli inizi della sua carriera fu medico dei gladiatori», spiega Gennaro Rispoli, medico umanista e chirurgo, collezionista esperto di beni storico-artistici sanitari e direttore del Museo di Storia della Medicina e delle Arti Sanitarie da lui istituito nel complesso monumentale di Santa Maria del Popolo degl’Incurabili che domani (giovedì 18 novembre, ore 16) al Mann terrà una conferenza proprio su «Galeno e i gladiatori. Le cure di una scienza in cammino», curata nell’ambito della XXVII edizione degli incontri di archeologia dal servizio didattico del Museo Archeologico Nazionale di Napoli: dove, dal 31 marzo, è in corso una mostra sul mondo dei gladiatori che offre al pubblico la possibilità di addentrarsi nei dettagli di vita quotidiana di quegli antichi guerrieri/atleti: dalla dieta alimentare, all’allenamento ai giochi fino alle tecniche di combattimento.

Mens sana in corpore sano, dicevano gli antichi: di qui l’interesse per la salute che, intesa in senso olistico, ci riguarda tutti molto da vicino. Ieri come oggi. E di qui anche la presenza del professor Rispoli, per motivare l’attualità di molti spunti legati a quel mondo antico che ha ancora tanto da insegnarci: «La partecipazione del Museo di Arti Sanitarie, che fa parte della rete ExtraMANN, è legata al mondo della medicina che ruotava intorno agli eventi dei gladiatori» sottolinea Rispoli. E aggiunge: «Le ferite e i traumi bellici sono un tema cruciale del passato, in quanto occasione per la medicina di validare sistemi di cura e compiere studi e sperimentazioni su nuovi protocolli terapeutici. Nel caso del mondo antico, costituiscono una opportunità per indagare non solo il rapporto tra le armi impiegate da gladiatori e legionari e il tipo di ferite da trattare ma anche ciò che Galeno - giunto a Roma nel 162 d.C, all’età di 33 anni, con una consumata esperienza nel trattamento di traumi e ferite che lo portò a divenire un principe della medicina scalando tutte le tappe sino a diventare medico dell’imperatore Marco Aurelio - scoprì dietro tali ferite».

Qualche esempio? «Galeno sistematizzò, grazie alle sue esperienze sulle lesioni e i traumi dei gladiatori che lui definiva le ‘finestre’ sul corpo, ma anche grazie alla pratica dissettoria da lui sperimentata su scimmie e maiali, tutta la disciplina anatomica. Studiò così le funzioni di cervello, cuore, muscoli, rene e fegato e descrisse il nervo laringeo ricorrente che prende appunto il suo nome». Ma, come spesso accade nella vita, anche il grande e sapiente Galeno non fu esente dagli strali dell’invidia: tanto che, per evitare l’ostilità dei colleghi, fu costretto a lasciare Roma per un breve periodo. Ma il sistema dottrinario da lui messo in piedi, partendo dagli assiomi aristotelico ed ippocratico, tenne banco per molti secoli e l’autorevolezza del suo nome resiste nel lascito culturale da lui lasciato non a caso anche in altri ambiti come, nella farmacologia, le cosiddette preparazioni galeniche, o negli studi sulla circolazione del sangue e sulla pratica del salasso. «E ancora oggi alcune sue indicazioni per la cura di lesioni, traumi e ferite sono più che valide: non a caso, Galeno era convinto che non si può essere un buon medico, senza esser prima un buon filosofo, ovvero avendo alle spalle una solida paideia di uomo colto», conclude Rispoli. Un monito da rilanciare, in tempi di tecnocrazia senz’anima. E l’appuntamento al Mann è così una preziosa occasione per approfondire questi temi: accanto al focus di storia della medicina con la lezione di Rispoli sulla cura delle ferite e dei traumi dei gladiatori, la sezione didattica comprende infatti anche le riproduzioni di strumenti chirurgici di epoca antica a confronto con gli strumenti moderni, per capirne a fondo l’evoluzione. 

Ingresso libero ma su prenotazione e Green Pass obbligatori. Info: Servizio Educativo del Mann (tel. 081- 4422329, lunedì-venerdì ore 9,30-15.00).

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