Bonus bici, caos per il rimborso acquisti già fatti: l'ipotesi dell'autocertificazione

Mercoledì 1 Luglio 2020 di Roberta Amoruso
Bonus bici, caos per il rimborso acquisti già fatti: l'ipotesi dell'autocertificazione

Il bonus bici è ancora in panne e l’avvio del portale rischia di slittare oltre luglio. Dov’è finito il decreto attuativo per accedere allo sconto fino a 500 euro? A 59 giorni dall’apertura della finestra di acquisto prevista dal Decreto Rilancio (era il 4 maggio) non sono ancora chiare le modalità per ottenere il rimborso per gli acquisti già fatti di biciclette nuove o usate (classiche o con pedalata assistita), di un monopattino o di un segway. Né tantomeno si conoscono le modalità per accedere al beneficio battendo la seconda strada possibile, e cioè l’utilizzo di un buono da presentare presso i rivenditori aderenti una volta che sarà partita la piattaforma Sogei. Tutto è ancora nelle mani nel ministero delle Infrastrutture per la conclusione della procedura di concertazione.

Il punto è che il decreto attuativo ha già ottenuto da tempo il via libera del Mef, ma è da oltre due settimane arenato al Mit. Sul tavolo c’è un nodo non da poco da sciogliere. Quando il documento è arrivato all’attenzione del ministro delle Infrastrutture, Paola De Micheli, il testo prevedeva il rimborso degli acquisti già effettuati attraverso l’utilizzo di una app apposita sulla quale caricare la fattura di acquisto della bici. Nel corso delle settimane si è poi convenuto di rendere meno rigida la procedura, chiedendo quantomeno la presentazione di uno scontrino «parlante» che attestasse l’effettivo acquisto oltre a indicare il codice fiscale dell’acquirente. Ma il ministro De Micheli ha ora condizionato l’ok al decreto all’estensione del beneficio a tutti coloro che presenteranno lo scontrino semplice, senza la necessità si un riferimento «parlante».

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Dietro l’obiettivo, anche nobile, di non lasciare indietro nessuno, si possono però nascondere facili abusi. Dunque, per non rischiare di escludere chi in buona fede ha fatto l’acquisto nei primi giorni di maggio, magari a fronte del semplice scontrino quando ancora non erano chiare le modalità dell’eventuale rimborso, si rischia di perdere letteralmente il controllo della platea potenziale. Di qui lo scontro tra Trasporti e Ambiente, che se da una parte ha sempre assicurato le risorse per accontentare tutti i possibili beneficiari (tra i 210 milioni già disponibili e quelli previsti dalla Legge di Stabilità), sembra ora preoccupato da un possibile assalto alla diligenza entro il quale possono avere gioco facile i professionisti della gabola.

IL BOOM SULLE ASPETTATIVE
I numeri dell’Ancma certificano dall’avvio della Fase 2 un aumento delle vendite del 60% rispetto allo stesso periodo di un anno fa per le biciclette tradizionali e a pedalata assistita. L’aumento stimato è di 200 mila unità in più acquistate dagli italiani rispetto a maggio 2019. In un mese sono state vendute più di 540 mila biciclette, secondo l’Ancma, che ha già invitato il governo a evitare una corsa ad ostacoli sul bonus. Di qui le assicurazioni del ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, che ha escluso il click day. Per il Mit, invece, è la battaglia dello scontrino a tutelare le aspettative del settore e dei consumatori a partire dal 4 maggio. Si lavora al compromesso. Domani ci potrebbe essere il confronto cruciale sul tema in occasione del Consiglio dei ministri. E una delle ipotesi è l’autocertificazione da accompagnare allo scontrino. Ma l’Ambiente chiede la certificazione del rivenditore, non basta l’autocertificazione dell’acquirente.

Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 11:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA