Cashback, è flop: poche adesioni e rimborsi parziali. Le regole per il 2021

Sabato 2 Gennaio 2021 di Francesco Bisozzi
Cashback, è flop: poche adesioni e rimborsi parziali. Le regole per il 2021

ROMA Speravano di ripagarsi il cenone della vigilia con il cashback, invece i rimborsi di Stato basteranno appena a coprire le spese per panettone e prosecco. Hanno aderito all'extra cashback di Natale 5,8 milioni di cittadini, che hanno maturato un risarcimento potenziale di 200 milioni di euro, ossia circa 35 euro a testa in media. Una cifra molto distante dai 150 euro promessi in partenza dal governo.

 

 

Il cashback ha acceso i motori l'8 dicembre, ma tra zone rosse, gialle e chiusure a corrente alternata, gli italiani non hanno avuto molte occasioni di sfoggiare carte e app di pagamento nei negozi, e così oggi il montepremi finale ha il sapore di una mancia. Non hanno aiutato tra le altre cose le disfunzioni dell'app Io, principale porta d'accesso ai rimborsi, che si è rivelata ancora troppo grezza per compiere un simile salto.

Numerosi strumenti di pagamento sono rimasti inoltre tagliati fuori dal piano Italia cashless in questo periodo sperimentale, basti pensare alle difficoltà riscontrate sul fronte dei pagamenti contactless. Risultato? In molti per adesso hanno snobbato il programma anti-evasione del governo. Solo il 60 per cento circa di quelli che hanno scaricato l'app Io sui loro dispositivi hanno poi aderito al cashback. Ieri i partecipanti al cashback che hanno aperto l'app Io non hanno più visto comparire sulla schermata del loro smartphone o tablet il rimborso a cui hanno diritto: l'app dello Stato comunicherà entro il 10 gennaio il calcolo definitivo delle transazioni valide e del rimborso accumulato nell'arco del periodo sperimentale di dicembre.


I timori


Il flop del cashback preoccupa il governo, disposto persino a utilizzare le risorse del Recovery fund per promuovere i pagamenti digitali. L'ultima versione del piano di resilienza italiano destina proprio al cashback 4,75 miliardi di euro: lo Stato insomma è pronto a indebitarsi con l'Europa pur di finanziare i rimborsi del 10% sugli acquisti senza contante. Ma non è affatto scontato che il cashback riesca a spostare gli italiani dal contante al cashless.

Le associazioni dei commercianti già in precedenza avevano fatto notare che i rimborsi previsti sono troppo esigui. Confesercenti per esempio ritiene che un premio da 150 euro per chi fa acquisti senza contante non sia sufficiente a spianare la strada alle transazioni elettroniche. I partecipanti all'extra cashback di Natale riceveranno il risarcimento che spetta loro a febbraio. A partire da quest'anno si avrà diritto invece a 150 euro di rimborsi a semestre (a patto di spendere nel periodo almeno 1500 euro in modalità cashless) oltre a un premio di 1500 euro riservato ai centomila utilizzatori di carte e app di pagamento che effettueranno per primi il maggior numero di acquisti.

I dati diramati mercoledì scorso da Palazzo Chigi, sotto il cui controllo opera PagoPa, la società partecipata dallo Stato specializzata in pagamenti digitali verso le amministrazioni pubbliche, che gestisce anche l'app Io, parlano di 9,6 milioni di strumenti di pagamento attivati, più di 49,6 milioni di transazioni elaborate, di un cashback effettivo da erogare ai cittadini che già hanno acquisito il diritto a riscuotere i rimborsi pari a 157 milioni di euro e di un cashback potenziale maturato superiore ai 198,4 milioni di euro. Non tutti gli iscritti riceveranno il cashback: chi a dicembre non ha effettuato almeno dieci acquisti senza contante non vedrà un euro.

Ultimo aggiornamento: 15:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA