Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Polizze Rc auto più care con la spinta dell'inflazione. Allarme dell’Ivass

Martedì 28 Giugno 2022 di Francesco Bisozzi
Polizze Rc auto più care con la spinta dell'inflazione

Polizze auto più care per effetto dell’inflazione. Allarme dell’Ivass, l’Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni. Attesa una crescita delle tariffe, dopo anni di ribassi. Dal 2014 a oggi i prezzi dell’Rc Auto sono calati del 30% e del 6,3% nel solo 2021, emerge dalla relazione annuale dell’istituto. Per i contratti stipulati nel primo trimestre del 2022 il costo medio è pari a 353 euro, una cifra comunque tra le più alte d’Europa.

Così il presidente dell’Ivass, Luigi Federico Signorini: «La marcata crescita dei prezzi sta generando un netto rialzo dei costi del comparto danni per l’incremento degli oneri per i sinistri. Soffre soprattutto il ramo Rc auto, che in termini di premi rappresenta il 34% del comparto». 

Il Sud 

Al Sud gli assicurati pagano in media 57 euro in più per la polizza auto rispetto a quelli del Nord Ovest, dove si registrano i prezzi più bassi. I primi versano in tutto 388 euro in media, mentre i secondi si fermano a 331 euro. Bene la scatola nera: è stata adottata da più del 20 per cento degli automobilisti assicurati e ha contribuito alla riduzione dei prezzi dell’Rc Auto, incentivando l’adozione di comportamenti di guida responsabili. Attenzione però al rovescio della medaglia. Come fatto notare dall’Ivass, la sostanziale intrasferibilità tra una compagnia e l’altra dei dati sulle abitudini di guida fa sì che per l’assicurato dotato di scatola nera la probabilità di cambiare compagnia alla scadenza del contratto si riduca di circa il 60 per cento. Viene meno in questo modo la spinta concorrenziale e ci sono compagnie che approfitterebbero della situazione, aumentando i premi con il crescere degli anni di permanenza.

Le assicurazioni italiane a fine maggio avevano un indice di solvibilità medio pari al 234%, segno che le tensioni degli ultimi mesi sui mercati non le hanno messe in crisi. Le esposizioni del settore verso emittenti di Russia e Ucraina, ha ricordato poi Signorini, sono ridotte e non tali da determinare situazioni di instabilità per singoli operatori o per il mercato. Tuttavia, oltre all’inflazione e all’impatto che questa sta avendo sul comparto sinistri, destano allarme lo spread sovrano e i tassi in crescita. Le assicurazioni italiane hanno in pancia titoli di Stato tricolori per 310 miliardi di euro, dunque la loro esposizione alle oscillazioni del differenziale è significativa. «Il rialzo dei tassi inoltre non si riflette positivamente sul valore delle passività assicurative e genera effetti sul valore di mercato dei titoli in portafoglio, dapprima riassorbendo eventuali plusvalenze, poi generando perdite di conto economico», ha spiegato il presidente dell’Ivass. L’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni ha anche proposto al governo di trasformarsi in ente strumentale della Banca d’Italia. 

 

Ultimo aggiornamento: 29 Giugno, 14:50 © RIPRODUZIONE RISERVATA