CORONAVIRUS

Famiglie alla prova, come convivere senza liti tra figli e smart working

Sabato 14 Marzo 2020 di Maria Lombardi

Eroi sul divano. Si combatte da fermi il nemico invisibile. La nostra guerra si fa da casa, ai nostri nonni - ricorda qualcuno sui social - li mandavano al fronte. Genitori a tempo pieno, tra home schooling app e chat, bambini da intrattenere e adolescenti da trattenere, mariti e mogli al lavoro sullo stesso tavolo. La vita è tutta qui, in quei metri quadrati da condividere che prima si attraversano in fretta, a volte senza incontrarsi, e adesso devono contenere: ufficio, scuola, parco giochi, palestra. Si rischia di ritrovarsela in casa, la guerra. Il nemico è fuori ma pure dentro, ognuno a combattere la privatissima battaglia per conquistare spazio ed espugnare il divano. Gli effetti della clausura da coronavirus, prevede chi di dinamiche familiari se ne intende, saranno boom di nascite e molte più separazioni.
LE TENSIONI
Il fatto è che stiamo vivendo «un trauma collettivo», le cui conseguenze ci vorrà tempo per scoprirle. Intanto, bisogna modificare tutte le abitudini e adattarsi al nuovo affollatissimo ménage. Il rischio conflitti è molto alto, si può arrivare alla rottura oppure riscoprire il valore della vicinanza. «In simili circostanze, ci si ritrova tutti uniti contro un nemico esterno e si stabiliscono patti di solidarietà: è la reazione primitiva del gruppo quando viene attaccato», sostiene Anna Nicolò, presidente della Società psicoanalitica italiana. Rinviare il conflitto, per quanto si può. Ecco qualche consiglio: fare delle cose insieme, dalla pulizia della casa alla cucina, commentare le notizie, giocare con i figli e non solo con loro, cantare, ascoltare musica. «Tutto si può trasformare in gioco e il gioco trasforma ogni cosa e spegne l'aggressività. Modulando la tensione ci proteggiamo anche dal contagio perché chi si sente sotto pressione può scappare, uscendo, o per il nervosismo toccare ogni cosa con il rischio di infettarla. Bisogna trovare strade alternative all'attacco e alla fuga, che generano comportamenti imprudenti». L'isolamento mette a dura prova le coppie ai ferri corti, con il rischio di farle scoppiare. «Bisogna resistere e fronteggiare il persecutore reale che è esterno e non dentro casa», conclude la psicoanalista.
Niente è come prima, meglio cambiare in fretta e ritrovare nuovi equilibri. Per non litigare, bisogna stabilire delle regole di convivenza e rispettare i confini. Bene che siano i genitori a farlo. Se mamma e papà lavorano, non si gioca in salone ma in un'altra stanza. Le lezioni online non si seguono sul divano, dando fastidio a tutti. Si pranza e si cena insieme, non ognuno come crede. Gli spazi vanno definiti come gli orari, magari è un buon esercizio per ristabilire confini e non solo fisici.

I BAMBINI
Finalmente tanto tempo per loro, ma come occuparlo? Semplicemente non preoccupandosene. «I bambini possono essere resi partecipi di tutte le attività della casa, collaborare nella cucina e nella pulizia», suggerisce Pietro Lucisano, ordinario di Pedagogia sperimentale alla Sapienza. «E possono essere coinvolti negli interessi e negli hobby dei genitori, dalla musica alla pittura. Non è necessario che si pensi di fare qualcosa per i bambini, mentre è importante non trasferire loro il panico. I genitori devono insegnargli ad essere prudenti senza diventare ossessivi. Godersi insieme questa pausa, senza mettere i bambini al centro della vita della casa».

E può diventare un'occasione per tante nuove scoperte. «Ci troviamo a reinventarci una vita di relazioni all'interno della famiglia», spiega Valentina Grimaldi, pediatra e psicoterapeuta infantile. «Riuscendo a superare la paura, si può riscoprire il piacere della convivialità, tante volte trascurato. A cominciare dalla colazione, finalmente si può fare insieme, come consigliamo da sempre noi pediatri. E si può approfittare di questo momento per togliere ai figli cattive abitudini, tipo il biberon del latte al bambino di 3 o 4 anni che alcune mamme continuano a dare per fare più in fretta la mattina». E parlare, parlare più di prima. «É un'occasione per riscoprire il dialogo tra figli e genitori. Gli adolescenti risentono più degli altri della "clausura", ma rendendoli partecipi in modo attivo di quello che sta accadendo si può far crescere il loro senso di responsabilità. Troppo spesso le famiglie hanno delegato la genitorialità ad altre figure, adesso è il momento di rivalutare la relazione con i figli.

Cose da fare in casa ce ne sono tante, il cantautore Mannarino ne fa un elenco su Instagram: «Leggere, scrivere, fare lavoretti, aggiustare cose... sconfiggere i virus che ti porti dietro da una vita, scegliere di essere felice, buttare le cose inutili e decidere cosa vuoi fare davvero quando uscirai di casa».

Ecco i consigli degli esperti

Gli orari: vanno rispettati per evitare litigi
Stabilire orari e rispettarli. C'è il momento delle lezioni online, quello del pranzo e della cena, del lavoro dei genitori e della tv. Devono essere i genitori a stabilire le regole della convivenza per evitare caos e litigi. A cominciare dall'ora della colazione che si potrà fare insieme.

Gli spazi: dividere bene le aree
Lo stesso vale per gli spazi, da definire e rispettare. Ci devono essere quelli dedicati al lavoro, allo studio, alle lezioni on-line e al gioco. Senza rigidità e con molta tolleranza, è bene stabilire dei confini altrimenti si corre il pericolo di sentirsi continuamente invasi e essere completamente privati della libertà in casa.

Il gioco per allentare la tensione
Fare più cose possibili insieme, coinvolgere i bambini e anche gli adolescenti nella cucina, nella pulizia della casa e nei propri hobby. Giocare insieme è importante perché allenta le tensioni e le trasforma. Ma anche ascoltare musica, cantare, riscoprire vecchi giochi ed oggetti dimenticati, leggere e parlare.

I conflitti vanno rinviati: il nemico è fuori
Rinviarli, se è possibile. Lasciare che le tensioni si accumulino ed esplodano è rischioso anche perché ci può esporre al contagio. Evitare l’attacco e la fuga, due possibile reazioni al conflitto. Bisogna capire che il nemico in questo momento non è dentro casa ma è fuori e va affrontato insieme.

 

Ultimo aggiornamento: 16 Marzo, 02:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA