CORONAVIRUS

Coronavirus, Ong italiana lavora in Ecuador per frenare la violenza sulle donne

Martedì 5 Maggio 2020

 Anche in Ecuador il fenomeno della violenza di genere sta diventando il dramma nel dramma, è aumentato con l’arrivo del Covid19.  In un mese di isolamento forzato in casa, sono giunte al numero nazionale delle emergenze  6.819 chiamate di aiuto da parte di donne che denunciavano violenze di genere. Una media di circa 235 chiamate al giorno; il 55% di queste provenienti dalle province di Guayas e Pichincha (la provincia della capitale, Quito), quelle  più colpite dalla pandemica.  Le donne sono poco più del 50% di quasi 17 milioni della popolazione complessiva del paese. 

Di fronte a questa situazione, gli organismi di rappresentanza delle donne  chiedono maggiore attenzione e che le loro voci siano presenti  nei tavoli dove si assumono decisioni sul contrasto del Covid19.

Il contrasto alla violenza di genere è parte del lavoro che nel paese sta realizzando una ong italiana, il CISP (Comitato Internazionale per lo sviluppo dei popoli), che a causa della pandemia, e non solo qui, sta riconvertendo le sue attività per venire incontro alle necessità del momento.  Parte del Equipo Humanitario Pais (gruppo di lavoro  inter-istituzionale promosso dalle Nazioni Unite), il CISP sta collaborando ad azioni a favore dell’empowerment e della cura di sé delle donne nelle comunità. In primo luogo, ha contatti quotidiani con le famiglie sulla disponibilità del cibo e delle condizioni di lavoro; informazioni che permettono anche l’individuazione di canali per le denunce delle violenze.

Attraverso poi un accordo con la Segreteria dei Diritti Umani (SDH), il CISP  sta fornendo prodotti per pulire e disinfettare i locali di due Case rifugio dove sono ospitate persone vulnerabili, e fra queste donne vittime di violenza. Queste case accolgono circa 30 donne con i loro figli e sono o vittime di violenza o della tratta di persone. Inoltre, sempre con la SDH, il CISP sostiene la campagna contro la violenza domestica che diffonde un video finalizzato alla promozione della cura, del rispetto e della tolleranza in casa, durante l’isolamento. Un video che contiene anche la traduzione del linguaggio dei segni e quindi permette una maggiore accessibilità.  

 

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