Russia, addio a Oleg Baklanov, fra i protagonisti del tentato golpe contro Gorbaciov

Giovedì 29 Luglio 2021
Russia, addio a Oleg Baklanov, autore del tentato golpe a Gorbaciov: aveva 89 anni

È morto Oleg Baklanov, l'ultimo che nell'agosto del 1991 cospirò intentando un golpe nella Russia di Mikhail Gorbaciov. «Oleg Dmitrievich Baklanov, che ha diretto la nostra industria spaziale e il ministero delle Costruzioni Meccaniche dell'Urss, è morto oggi», ha scritto ieri su Twitter il direttore dell'agenzia spaziale russa Roscosmos, Dmitry Rogozin, subito ripreso dai media russi e internazionali.

Baklanov aveva 89 anni. Era nato nel 1932 a Kharkiv, nell'Ucraina sovietica, e dal 1983 al 1988, come ministro delle Costruzioni meccaniche, aveva rivestito un ruolo guida in diversi programmi spaziali dell'Urss. Nel 1991, quando era vice presidente del Consiglio di Difesa divenne uno degli autori del tentativo di golpe contro Gorbaciov che di fatto finì con l'accelerare il crollo dell'Unione Sovietica.

L'ascesa di Gorbaciov

Gorbaciov arrivò al vertice dello Stato nel 1985, in un periodo complesso per l'Urss. Il prezzo del petrolio è in calo e le spese militari eccessive perché si deve far fronte alla corsa agli armamenti con gli Stati Uniti e alla guerra in Afghanistan. Fu quindi necessario modernizzare l'economia e l'apparato burocratico.

Gorbaciov puntò quindi sulla distensione nei rapporti internazionali e su un'apertura ai valori democratici e all'economia di mercato. I suoi cavalli di battaglia sono la perestroika, la ricostruzione del sistema politico e sociale, e la glasnost, la trasparenza. Negli ultimi anni dell'Urss si rafforzano però le spinte centrifughe.

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I dettagli del tentato golpe

Gorbaciov il 20 agosto del 1991 avrebbe dovuto firmare il Nuovo trattato dell'Unione concedendo maggiore autonomia alle singole repubbliche sovietiche ma preservando l'Urss. È proprio in quei giorni che alcuni esponenti di spicco del Pcus, del governo e dell'esercito tentano di esautorare Gorbaciov per portare al potere i comunisti conservatori. Baklanov è uno degli otto membri del GKChP, il sedicente Comitato statale per la situazione di emergenza che si autodefinì governo provvisorio nell'agosto di 30 anni fa. Ma i leader del tentato colpo di Stato erano in tutto 11.

Gorbaciov venne posto agli «arresti domiciliari» dai congiurati nella sua dacia in Crimea. Il 19 agosto la tv mandò in onda le ballerine del Lago dei Cigni e i carri armati invasero il centro di Mosca. Ma migliaia di russi scesero in strada per innalzare barricate a difesa del Parlamento. Una figura chiave nella lotta diventa presto Boris Yeltsin, da poco eletto presidente della Repubblica Russa. Le immagini di Yeltsin in piedi su un carro armato rimangono ancora oggi un simbolo della resistenza di Mosca. Le forze speciali non obbedirono ai golpisti e alla fine i tank si ritirano. Il 21 agosto, passati appena tre giorni, il tentato putsch fu dichiarato ufficialmente fallito. Gorbaciov fu di nuovo libero e i congiurati vennero arrestati. L'impero che per decenni aveva governato mezzo mondo si sgretolò così in pochi mesi mentre le varie repubbliche si dichiarano indipendenti.

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La fine dell'Urss

Il 24 agosto Gorbaciov lasciò l'incarico di segretario del Pcus e appena quattro mesi dopo, il giorno di Natale, si dimise da presidente di un'Unione Sovietica che era ormai solo una scatola vuota. Baklanov fu rilasciato nel 1993 e nel febbraio dell'anno dopo la Duma concesse l'amnistia ai leader del tentato golpe.

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