Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Arzano, nuova aggressione per Ousselle Gnegne a 3 anni dal tentato omicidio: «rischia di perdere il 50% dell'udito»

Sabato 21 Maggio 2022
Arzano, nuova aggressione per Ousselle Gnegne a 3 anni dal tentato omicidio: «rischia di perdere il 50% dell'udito»

Nuova aggressione contro Ousselle Gnegne ad Arzano dopo il tentato omicidio subito nel 2019, ora rischia di perdere 50% dell’udito. «Ousselle Gnegne è stato aggredito di nuovo, nello stesso modo di 3 anni fa, con la stessa vigliaccheria. Mentre andava a lavoro in sella alla sua bici, alle 3 di notte, in quanto custode notturno della palestra Imperial di Arzano, è stato affiancato da un’auto in corsa e qualcuno, sporgendosi dal finestrino, lo ha violentemente colpito all’orecchio sinistro.» ha dichiarato il consigliere regionale di Europa Verde Francesco Emilio Borrelli.

«Dopo questo gesto ignobile, che qualcuno vorrà minimizzare come una semplice bravata, Gnegne rischia di perdere il 50% dell’udito. E’ assurdo quanto successo e chiedo alle forze dell’ordine, in particolare ai carabinieri, i primi a raccogliere la testimonianza del giovane ivoriano, di attivarsi immediatamente e di individuare questi criminali attraverso le registrazioni delle telecamere di sorveglianza. Il timore è che questa nuova aggressione possa essere una vendetta nei confronti di Gnegne, forse perché ritenuto colpevole, da questi delinquenti, di aver denunciato chi tre anni fa lo aveva investito e gli aveva rotto un braccio a seguito di una agghiacciante “caccia all’immigrato”.

 

«I colpevoli devono essere subito individuati e assicurati alla giustizia perché Gnegne è un cittadino per bene che vive da anni in Italia, lavora con un contratto regolare, non ha mai fatto del male a nessuno e non può vivere nel terrore rischiando di essere pestato senza motivo» ha concluso Borrelli.

Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 09:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA