Bipiani in amianto a Ponticelli: riparata la perdita, torna l'acqua agli «invisibili»

Giovedì 23 Luglio 2020 di Alessandro Bottone

È tornata l'acqua potabile al «campo bipiani» di Ponticelli, quartiere nella periferia orientale di Napoli. Questa mattina una squadra di operai, per conto della Napoli Servizi, ha riparato il tubo perforato e del tutto usurato. Dopo quattro giorni di importanti disagi le famiglie che risiedono nei prefabbricati in amianto di Napoli Est possono utilizzare nuovamente la risorsa pubblica.

L'intervento, durato circa due ore, ha previsto lo scavo di circa un metro per raggiungere il tubo danneggiato. La perdita, oltre a far sprecare tantissimi litri di acqua, aveva lasciato a secco la maggior parte degli alloggi nei quali era impossibile utilizzare i servizi igienici e gli elettrodomestici. In alcuni container il flusso d'acqua, pur presente, era del tutto insufficiente per gli usi quotidiani. Per tamponare l'emergenza nel tardo pomeriggio di ieri è arrivato un mezzo dei vigili del fuoco per rifornire numerose famiglie. Trattandosi di acqua non potabile era comunque necessario ripristinare l'impianto idrico dell'intero complesso costituito da 104 alloggi che insistono in gravi condizioni igienico-sanitarie.
 

 

A denunciare la situazione era stata la consigliera municipale Tina Formisani che, per sollecitare un intervento, ha presentato anche un esposto alle forze dell'ordine. Riparata la perdita più importante, però, i residenti fanno notare perdite d'acqua in altri due punti del campo e sono preoccupati per la precarietà degli allacci, molti dei quali realizzati in assoluta autonomia dai cittadini.
 

Il «campo bipiani» di via Isidoro Fuortes resta una delle situazioni più difficili da risolvere in città. In questi mesi è in corso la validazione del progetto esecutivo di smantellamento e bonifica dell'intero complesso voluto dal Comune di Napoli, competente in materia. Ci sono anche le risorse economiche per procedere ma il problema resta la necessità di trasferire i residenti, molti dei quali occupanti senza titolo degli alloggi fabbricati in amianto per rispondere all'emergenza post terremoto.

Discariche a cielo aperto sorgono in più punti della stessa strada. L'area di fronte al complesso ospitava altri bipiani smantellati all'inizio degli anni Duemila. Oggi lo spazio pubblico è ridotto a una giungla con rovi alti due metri e rifiuti speciali e pericolosi sversati all'interno. Una zona utilizzata da tossici e coppiette in cerca di intimità oltre che da sversatori seriali di "monnezza". Una parte di questa enorme area, di cui si intravedono ancora le basi su cui poggiavano i prefabbricati, è stata recintata e occupata e viene utilizzata occasionalmente per diverse attività non autorizzate.

© RIPRODUZIONE RISERVATA