​Delfini e capodogli amano il mare di Napoli: avvistati 60 esemplari tra Ischia e Ventotene

Giovedì 3 Marzo 2016 di Gerardo Ausiello

Delfini e capodogli amano il mare di Napoli. E' il risultato del lungo e complesso studio realizzato da Oceanomare Delphis Onlus (Odo), organizzazione non profit per lo studio e il monitoraggio dei cetacei nel bacino del Mediterraneo, che ha pubblicato i risultati della campagna di raccolta dati 2015 del programma “Ischia Dolphin Project”  svolto tra maggio e novembre nelle acque tra Ischia e Ventotene. 

Il progetto ha impegnato i ricercatori e i volontari Odo in 86 uscite in mare, percorrendo 4044 km e totalizzando 662 ore di attività di ricerca e monitoraggio. Durante la campagna sono stati realizzati 60 avvistamenti di cetacei di 4 specie diverse: capodoglio (Physeter macrocephalus), grampo (Grampus griseus), stenella striata (Stenella coeruleoalba) e tursiope (Tursiops truncatus), con una durata totale di 74 ore di osservazione e di 337 km percorsi con gli animali. Con 22 avvistamenti, il capodoglio è stato il protagonista indiscusso della stagione 2015, con 9 nuovi individui fotoidentificati, di cui 4 immaturi e 5 appartenenti a una nuova unità sociale (femmine con i piccoli). La presenza di una nuova unità sociale - composta da un animale di piccole dimensioni (8-9m), Diogene, un giovane, una femmina e altri due individui adulti (possibilmente femmine) - è di particolare rilevanza considerando che l'area è frequentata principalmente da giovani maschi che utilizzano le ricche acque del Canyon di Cuma come sito di alimentazione. 

A fare capolino nelle acque di Ischia, dopo 5 anni di assenza, il capodoglio Aletes, che fu censito quale bachelor, ma che oggi dall’analisi visiva e acustica può essere classificato come prossimo alla maturità sessuale. Aletes è stato riavvistato solitario, nei giorni successivi all’avvistamento dell’unità sociale. Riavvistare esemplari già fotoidentificati e constatare la crescita costante nel numero totale degli individui in catalogo, a oggi 80 esemplari, di una specie che in Mediterraneo è classificata come "endangered" nella lista rossa delle specie in pericolo dell’Iucn (Unione internazionale conservazione natura) fa sperare in una ripresa di questa specie, grazie anche ai frutti della moratoria europea sull’uso delle spadare in atto dal 2002. 

La campagna 2015 ha anche apportato nuovi dati su una specie poco conosciuta, il grampo (Grampus griseus), classificata da Iucn come "data deficient" in Mediterraneo. Nelle acque di Ischia questa specie viene osservata quasi ogni anno, a partire dal 1999. I ricercatori Odo hanno potuto censire in totale 63 esemplari, tra cui 47 adulti, 9 subadulti e 7 giovani. Le analisi fotografiche dei 3 avvistamenti realizzati nel 2015 hanno consentito di appurare che 15 esemplari sono stati "ricatturati" cioè riavvistati (tra cui un giovane, Gaudi e la sua famiglia), confermando la loro fedeltà al sito, e che 6 individui sono invece stati censiti in zona per la prima volta.

È stato possibile ricostruire la linea matriarcale di Gaudi, che è risultato essere figlio di "Vasari", e nipote di "Modigliani". Mamma e nonna infatti furono fotoidentificate per la prima volta nel 2005, quando Vasari era ancora un piccolo, e sono state riavvistate con regolarità nel corso degli anni, fino a oggi con il loro nuovo membro di famiglia.
La campagna Idp 2015 ha visto la partecipazione di una squadra di 12 ricercatori e di 86 volontari da tutto il mondo: Germania, Australia, Usa, Irlanda, Austria, Svizzera, Spagna, Francia, Israele, Singapore, Gran Bretagna, Lussemburgo, Canada, Italia.
 

Ultimo aggiornamento: 4 Marzo, 08:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA