Napoli, 150 anni fa si prosciugava il lago d'Agnano per combattere l'epidemia

Martedì 27 Ottobre 2020 di Antonio Cangiano
Napoli, 150 anni fa si prosciugava il lago d'Agnano per ragioni sanitarie

«Nel villaggio di Fuorigrotta il 13 agosto scorso dove da 10 giorni si erano manifestati sopra una popolazione di 6000 abitanti ben 1000 casi di febbri periodiche perniciose, a forma tifoidea specialmente. Fino al 7 settembre successivo il numero dei malati in Fuorigrotta salì a 3000 con 20 soli morti: altri 2496 casi con 3 morti si sono registrati in 3 comuni vicini: Posilipo, Pianura e Soccavo: in totale si ebbero in poco più di 4 mesi 5496 casi di febbre con 23 morti: circa la metà di quella popolazione avrebbe pagato il suo tributo durante quell'epidemia». 

Scriveva, nel 1868, il dottore Lodovico Pascale, della Commissione Municipale di Sanità di Napoli, nel suo personale rapporto intorno alla relazione sul lago d'Agnano e sue influenze morbose sulla popolazione. Sempre dal rapporto si legge che «La Commissione inviata sul luogo per studiare la malattia dominante ha tosto adottate energiche misure atte a prevenire una maggior diffusione dell'epidemia. Ha fatto sì che l'acqua non facesse più difetto, chiamò altri medici ed altre suore di carità; curò l'impianto d'un ospedale, ed instituì presso il Municipio un servizio sanitario col quale venne assicurata di giorno e di notte una pronta assistenza».

 

Quella speciale Commissione all’epoca lavorò sulle proprietà delle acque e sull’aria di Bagnoli e del lago di Agnano allo scopo di risolvere due grandi quesiti formulati dall’allora  Sindaco di Napoli: Quali cause hanno dato origine all'epidemia palustre che infestò nel 1867 il villaggio di Fuorigrotta e dintorni? 

L’imputato di epidemia dell’epoca non era il coronavirus, ma l’aria e l’acqua ritenute infette.

I risultati conseguiti fecero giungere la sollecitazione al governo del neonato Stato Unitario a completare i lavori di bonifica della conca di Agnano, attraverso l’invio delle acque infette a mare attraverso un tunnel, lavori fermi da tempo sia per difficoltà tecniche sia per mancanza di fondi.

Il cav. Domenico Martuscelli, banchiere napoletano che nel 1865 si era impegnato ad accollarsi le spese per l’essiccamento dell’antico lago. Negli accordi per la concessione dei lavori, il Cavaliere avrebbe avuto la proprietà dei terreni essiccati e bonificati.

Da un giornale dell’epoca, ancora, si legge: «Nell’ottobre del 1865 una brillante festa campestre adunava sul deserto lido una folla di gente, che colla sua occorrenza indicava il piacere con quale assisteva a questa funzione. S’inauguravano i lavori di prosciugamento di questo lago».

Pochi mesi dopo il Martuscelli, per le notevoli difficoltà riscontrate nell’avanzamento dei lavori per le caratteristiche vulcaniche del suolo, ma specialmente per mancanza di fondi, si vide costretto a sospendere le opere di scavo. Chiese e ottenne, ma non senza aspre dispute parlamentari sulla concessione del credito pubblico, un fondo dal Governo unitario per il completamento del tunnel che da Agnano potesse inviare l’acqua del lago nel mare di Bagnoli. Ottenuto il prestito di 400.000 lire, il Concessionario napoletano alla fine completò l’opera il giorno 28 ottobre 1870. Esattamente 150 anni fa.

Così la notizia sulla Gazzetta Piemontese del 29 ottobre 1870: «Ieri al lago di Agnano ebbe la funzione già annunciata della inaugurazione dello scolo delle acque del lago al mare. Nonostante il cattivo tempo, la folla era moltissima, ed oltre alle autorità civili e militari si notavano non poche signore».

Prosciugato il bacino, due circostanze sorpresero tutti. Il rinvenimento di molte sorgenti termominerali, che diedero inizio all’epoca delle terme di Agnano e in più la meraviglia della comparsa dei resti di un tempio greco del IV-III sec. a.C. dedicato ad Igea, dea della salute e dell’igiene. Prova che ad Agnano hanno avuto inizio le cure termali più antiche d’Italia.

Un convegno celebrativo “28 ottobre 1870-28 ottobre 2020”, era previsto per l’occasione della scomparsa del lago di Agnano. Si sarebbe tenuto al Parco San Laise di Bagnoli (ex base NATO), in una sede messa a disposizione dalla Fondazione Banco di Napoli per l’Assistenza all’Infanzia. Incontro nel quale sarebbe stato presentato, per l’occasione, un contributo storico illustrato da Aldo Cherillo, cultore di storia locale e componente dell’Associazione LUX in FABULA. Il meeting su questa celebrazione per la memoria dei luoghi, inserito nell’ambito della rassegna culturale dei “Giovedì Culturali del Museo del Mare”, è stato purtroppo rinviato a momenti migliori causa pandemia in corso.

Prevista, era anche l’affissione di una targa ricordo sul terminale dell’emissario di Bagnoli da parte del Consorzio di Bonifica della Conca di Agnano e dei Bacini Flegrei da parte dell’ing. Paolo d’Alba, alla presenza del Presidente della X Municipalità di Napoli il dott. Diego Civitillo. Tutto rinviato al prossimo 15 marzo 2020, epoca in cui ricorreranno i 150 anni dallo svuotamento completo di un bacino, inserito in un geosito ricco di cultura e meta obbligata dei viaggiatori del Grand Tour. Luogo nel quale è passata anche una febbre epidemica, vinta con tecniche adottate da scelte sensate e coraggiose.

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