La chiesa di San Potito riapre con l'Accademia per i giovani. Crowdfunding per ristrutturare la sacrestia

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di Emanuela Sorrentino

Riapre a due passi dal Museo Archeologico di Napoli la chiesa di San Potito, chiusa al culto dal terremoto del 1980. E al suo interno si realizzerà un'Accademia permanente, punto di riferimento dei giovani e fucina dei talenti nel campo della musica, della comunicazione, delle arti visive, dello spettacolo. L'iniziativa rientra nel progetto voluto dal cardinale Crescenzio Sepe avviato in occasione del Giubileo per Napoli del 2011, che ha affidato in questo caso la chiesa di San Potito in comodato d'uso gratuito pluriennale al maestro Carlo Morelli, creatore e guida del città di Napoli che con la sua associazione «Ad Alta Voce» realizzerà una serie di progetti formativi per i ragazzi inclusi proprio nell'Accademia.
 
 

Parte con i giovani e per i giovani, quindi, la valorizzazione dei beni architettonici della città, per trasmettere un messaggio di speranza e positività. Sarà poi la piattaforma di crowdfunding Meridonare (prima piattaforma del Sud per finanziare progetti sociali con la raccolta fondi online) con «Ad Alta Voce» a occuparsi della raccolta fondi per restaurare la sacrestia della chiesa in modo che possa essere destinata alla formazione in aula, con l'istituzione di laboratori musicali, recitazione e management dello spettacolo. A dare il benvenuto ai tantissimi intervenuti alla cerimonia di apertura, tra cui l'assessore comunale ai Giovani Alessandra Clemente, il coro della città di Napoli che si è esibito sul sagrato della chiesa famosa per le tele di Andrea Vaccaro, Luca Giordano e Niccolò de Simone. 
Venerdì 23 Giugno 2017, 09:49 - Ultimo aggiornamento: 24 Giugno, 20:05
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