Whirlpool Napoli, dopo due giorni al Mise il Consorzio è ancora lontano: «Troppe incertezze dalle istituzioni»

Venerdì 26 Novembre 2021 di Alessio Liberini
Whirlpool Napoli, dopo due giorni al Mise il Consorzio è ancora lontano: «Troppe incertezze dalle istituzioni»

«Alla fine di un confronto estenuante in un primo momento con il Governo e infine con Whirlpool, è emerso che c'è la disponibilità aziendale a cedere a condizioni di vantaggio il sito di Napoli al Consorzio impegnato nel progetto di reindustralizzazione; inoltre si sta trattando sulla possibilità di alzare l'incentivo di buonuscita». E’ quanto si legge in un comunicato congiunto diramato nella serata di ieri da Fim, Fiom e Uilm dopo il tavolo-maratona sulla vertenza Whirlpool di Napoli andato in scena dalle ore 14 di mercoledì (24 novembre) e fino alle 19 circa di ieri (25 novembre). Nel frattempo, sempre nella giornata di ieri, in diverse occasioni prima i dirigenti dell’esecutivo e poi i sindacati hanno incontrato, in videoconferenza, i vertici della multinazionale statunitense. Oggi, invece, alle ore 10 e 30 lavoratori e sindacati si sono uniti nel Cral di via Argine per una nuova assemblea, mentre lunedì prossimo saranno a Ponticelli anche i segretari nazionali delle parti sociali per discutere il da farsi dal momento che la complicatissima vertenza sembra tutt’altro che terminata.

Dopo oltre 900 giorni di tira e molla tra sindacati, azienda ed istituzioni ad oggi l’unica novità concreta per il futuro dei 320 metalmeccanici di Napoli - che ormai hanno già avuto le lettere di licenziamento e sono prossimi alla Naspi (la disoccupazione) dove resteranno per almeno alcuni mesi – è che oggi ( 26 novembre) esecutivo e multinazionale «firmeranno un accordo condiviso che apre la volontà della Whirlpool a cedere il sito, una sorta di precontratto che vale 40 giorni. Entro questo tempo il consorzio dovrebbe acquisire la fabbrica». Lo si apprende da fonti sindacali rientrate a Napoli dal ministero dello Sviluppo Economico solo intorno alle 23 di ieri, dopo quasi 48 ore di presidio nella capitale.

«Il consorzio - precisano le parti sociali - già esiste, è il Consorzio Campania Sistema, di cui fanno parte 54 aziende con Adler (del noto imprenditore campano Paolo Scudieri ndr) come capofila. Hanno bypassato alcune partiche per accelerare i tempi. Si inizia così a fare il grosso poi si genererà difatti un nuovo consorzio che acquisirà il sito per creare la riassunzione dove ci sarà anche Invitalia che farà parte di tutto questo. Manca però la soluzione ( di continuità occupazionale ndr) per sostenere i lavoratori che garantiva il ministro Orlando nel corso degli ultimi incontri istituzionali».

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Mentre, per quanto si apprende dalle sigle sindacali, la data di presentazione del Consorzio prevista dal governo - promessa agli stessi operai in fabbrica direttamente dalla viceministra del Mise, Alessandra Todde solo lo scorso 26 ottobre -  per il prossimo 15 dicembre sembra chiaramente una lontana utopia, o un qualcosa di quanto meno realisticamente irraggiungibile.

«Entro quel giorno – spiega Vincenzo Accurso Rsu del sito di Napoli Est - non hanno tutte le carte pronte, ma si sono giustificati di ciò dicendo che Whirlpool non voleva cedere tutto il sito» motivo per cui è stato necessario l’incontro di ieri con l’azienda che da subito ha, nuovamente, chiarito la volontà di andare via da Napoli in ogni costo e ad ogni circostanza.

«La vertenza – scrivono ancora i sindacati di Fiom,Fim e Uilm - è evidentemente ancora complicatissima. Apprezziamo il potenziale coinvolgimento nel progetto di reindustrializzazione di un'impresa campana importante come Adler, ma ci sono ancora troppe incertezze sul percorso che dovrebbe portare al reimpiego dei trecento lavoratori ex Whirlpool di Napoli. Va sottolineato che quanto comunicato e relazionato in ambito tecnico dal Ministero dello Sviluppo economico avrebbe richiesto un coinvolgimento del livello politico dei Ministeri del Lavoro e dello Sviluppo economico per garantire e rafforzare quanto emerso. Registriamo con insoddisfazione e preoccupazione quest'assenza ostentata con freddezza che non permette di valorizzare appieno le potenzialità del progetto industriale».

Il tavolo del 24 novembre scorso  – il 30esimo della lunghissima vertenza - che andato avanti a oltranza per ben 2 giorni fino alla serata di ieri era stato convocato, infatti, inizialmente per lo scorso venerdì 19 novembre prima di essere spostato dall’esecutivo solo intorno alle 22 della sera prima (18 novembre). Le ragioni dello slittamento erano state motivate – da come precisano i sindacati -  per avere più garanzie sulle sorti del consorzio e sulla presenza del Governo lo stesso che tuttavia ha ricollocato l’incontro nel giorno del Consiglio dei ministri dando difatti l’impossibilità ad Orlando e Giorgetti di raggiungere il summit.

«Non è possibile – tuona Accurso in rappresentanza dei circa 320 lavoratori dell’area orientale della città -  spostare un ennesimo tavolo e metterlo in un giorno in cui i ministri non si presentano perché hanno il Consiglio, loro ci hanno convocato in quel giorno. Non abbiamo avuto la possibilità di parlare con  nessuno, neanche la Todde che abbiamo incontrato quasi per scambio ieri perché abbiamo fatto la notte al ministero. “Poi verro ad incontrarvi” ci ha detto».

«Il ministro Orlando – chiarisce l’operaio di Ponticelli - ieri in occasione della celebrazione della festa contro la violenza sulle donne si è dimenticato che al ministero ha lasciato una donna a dormire abbandonata nella saletta del Mise. Mentre parlava dei diritti delle lavoratrici e dei diritti delle donne noi eravamo a dormire quasi all’addiaccio nel dimenticatoio generale. Poi vanno a fare i comizi parlando di noi quando ci hanno lasciati da soli al ministero senza risposte».

«Il ministero del lavoro – ha spiegato lo stesso titolare del dicastero Andrea Orlando nella giornata di ieri a margine del "Uil tour 2021”, mentre in contemporanea da circa 12 ore Rsu e sindacati attendevano la sua presenza al tavolo del Mise -  ha messo in campo tutti gli strumenti a sua disposizione per affrontare questa crisi industriale ora il punto su cui fare chiarezza sono le modalità e i tempi di partenza del consorzio».

«Noi glieli abbiamo chiesti, in sede istituzionale, quali sono questi strumenti, ma sono solo chiacchiere perché non ci sono» spiegano amareggiati e stanchi i lavoratori oggi nel corso dell’ennesima assemblea a margine di un incontro ministeriale.

Ultimo aggiornamento: 17:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA