Napoli, a «Nuova repubblica napoletana» l'installazione sonora di Marco Messina

Lunedì 4 Aprile 2022
Napoli, a «Nuova repubblica napoletana» l'installazione sonora di Marco Messina

L’installazione tecnologica è di Marco Messina e si trova in uno dei luoghi più suggestivi della città «Nuova Repubblica Napoletana». Maria Teresa Annarumma è invece la curatrice del progetto visitabile per tre mesi fino all’8 giugno 2022, il complesso museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco affidato a Francesca Amirante, che si pone al centro dell’offerta culturale e turistica di Napoli, dalla vigilia delle festività pasquali fino all’estate.

«Guardando la storia del complesso museale Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco - spiega Marco Messina – ho pensato al mio lavoro come un contributo per costruire una nuova Napoli e quindi un mondo nuovo. Nuova Repubblica Napoletana è un’opera che parla di una città che mantiene le sue radici ma, aprendosi alle influenze della contemporaneità, cerca di rinnovarsi mantenendo uno sguardo critico sul passato e sul presente. Credo che la strada per il cambiamento debba partire dalle donne, coloro che soffrono ancora il grave peso di ineguaglianze sociale e culturali». E aggiunge: «L’ultima volta in cui la tradizione si è fusa con il contemporaneo è stato con La Gatta Cenerentola del maestro Roberto De Simone e con la musica de ‘E Zezi, che traslavano verso le storie dei lavoratori delle fabbriche, quelle che erano le canzoni popolari dalla tradizione agricola. La Napoli della Nuova Repubblica Napoletana riesce a mantenere salda la tradizione, svecchiando i preconcetti di una cultura che gronda di maschilismo e patriarcato. Il mio lavoro vuole essere un manifesto che rende le donne protagoniste di questa necessaria rivoluzione culturale e sociale, senza nessuna melanconia per il passato, ma usando la storia come mezzo per costruire questo nuovo mondo». 

L’artista ha composto un’opera di ben quattro ore per rendere quanto più vario il tappeto sonoro anche all’orecchio di chi visiterà l’installazione site specific più volte. Marco Messina, docente dell’Accademia di Belle Arti di Napoli, si è avvalso della collaborazione di un gruppo di studenti del corso di Fotografia e Cinema dell’ateneo. «Marco Messina, famoso membro dei 99 Posse, e compositore per il teatro e per il cinema - scrive Maria Teresa Annarumma - ha una storia segnata dal suo impegno civile fatto di attivismo, protesta e resistenza e che vede, nel lavoro installato presso l’Ipogeo del Complesso Museale Santa Maria del Purgatorio ad Arco, una nuova tappa radicale del suo percorso. Un’opera di profondo impatto, così come lo è molto del non raccontato di Napoli e dei suoi suoni, e traccia una narrazione, troppo spesso nascosta e perduta sotto i luoghi comuni e le fiction che riducono la città ad un racconto stereotipato. Dai canti popolari fino ad arrivare alle esortazioni di Marx ed Engels, Messina costruisce un’opera che si presenta come un manifesto creato per la Nuova Repubblica di Napoli: la repubblica delle donne e delle loro storie, vivide e in cerca di ascolto».

Senza enfasi, si tratta di un diario appassionato e feroce, di un amore senza illusioni, una costruzione di un suono e di uno spazio, un collage di impressioni ed affermazioni, come un atto di fede. Questa opera è un messaggio di Messina alla sua città, alle sue memorie, le sue speranze ed al presente». L’installazione rientra nel progetto «Comizi di donne», ispirato a Pier Paolo Pasolini a 100 anni dalla sua nascita.

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«La sound installation di Marco Messina - prosegue Annarumma - oltre ad avere una forza narrativa sua, ci aiuta anche come punto di svolta per il nostro programma, perché ci trasporta dalle considerazioni sui principi del lavoro di Pasolini verso il presente delle donne, le nostre protagoniste, coloro che sono ancora sotto il peso di diseguaglianze sociali, in una società ancora fortemente basata sullo sfruttamento del lavoro femminile e su modelli patriarcali. Una società oppressiva verso le donne, proprio come era oppressiva verso la classe lavoratrice ai tempi di Pasolini. Forse il mondo è cambiato, ma le diseguaglianze sono diventate ancora più evidenti e con una forza acceleratrice feroce, così come ricchezza e potere sono sempre più concentrate nelle mani di pochi, mentre i poveri sono sempre più lasciati alla deriva».

Ultimo aggiornamento: 5 Aprile, 07:52 © RIPRODUZIONE RISERVATA