CORONAVIRUS

Luca Zaia in diretta oggi, «In terapia intensiva solo non vaccinati». Nuovo piano di Sanità pubblica in Veneto: scattano i tamponi a pagamento Le tariffe

Lunedì 9 Agosto 2021 di Beatrice Mani
Luca Zaia in diretta oggi

Luca Zaia torna in diretta oggi, lunedì 9 agosto 2021, per le ultime notizie sulla pandemia da Covid in Veneto. Scatta dalla mezzanotte di oggi il nuovo piano di Sanità pubblica nella nostra Regione: il piano è stato approvato stamani dalla Giunta. La novità principale riguarda i tamponi: non saranno più gratuiti per tutti, ma molti cittadini dovranno pagare per la prestazione, secondo le tariffe stabilite a livello nazionale dal generale Figliuolo. Il dottor Michele Mongillo, Prevenzione - Sanità pubblica, ha rivelato quali saranno le categorie che continueranno ad avere i test in forma gratuita e quelle che dovranno metter mano al portafoglio. «Stiamo anche preparando un nuovo piano di Sanità pubblica per le scuole - ha annunciato Zaia -, ma è ancora in fase di elaborazione». Il presidente ha lanciato un ulteriore appello afffinché chi vuole prenoti il vaccino durante il mese di agosto - «ci sarà la disponibilità di un milione di dosi» - e non aspetti l'autunno quando si rischieranno tempi di attesa più lunghi.

 

Zaia in diretta oggi

Covid Veneto, il bollettino di oggi

Tamponi molecolari fatti ad oggi 6milioni 107mila, test rapidi 5milioni 948mila, superati i 12 milioni di tamponi fatti in Veneto. Incidenza 3.20%. I nuovi positivi nelle ultime 24 ore sono stati 425. Gli attualmente positivi sono 13.779. Il totale dei ricoverati in ospedale è 206 pazienti (-2), 24 in terapia intensiva (+1) - «e sono praticamente tutti non vaccinati», ha rivelato Zaia -, 182 in area non critica (-3). Due vittime nelle ultime 24 ore.

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Le ultime novità

«Abbiamo positivi ogni giorno, ma non c'è l'assalto agli ospedali: la storia inglese non si sta ripetendo - ha commentato Zaia -. Il virus c'è, ma oggi possiamo dire che la proposta di rivedere i parametri ci ha dato ragione: ad oggi saremmo quantomeno in zona arancione. Invece abbiamo modificato i parametri in sicurezza, siamo al 2% in terapia intensiva negli ospedali e al 2% in area non critica. Da un lato non facciamo tragedie, dall'altro non liquidiamo questa pandemia come un'influenza. Ma se il numero dei contagiati cresce sempre di più abbiamo un 5% di contagiati che finisce in ospedale, e questi rischiano di intasare gli ospedali», ha ammonito ancora il governatore. 

Vaccini

I vaccini: questa settimana ci sono 165mila vaccini Pfizer, dalla prossima arriviamo a 270mila arrivi e 285mila la successiva. Anche Moderna sale a 70mila e poi 90mila. «Abbiamo ad agosto almeno un milione di vaccini disponibili. Quindi chi vuole prenotarsi può farlo, non aspettate settembre o ottobre perché rischia di esserci il caos - ha ribadito Zaia -. Alle Ulss abbiamo dato indicazioni di restare aperte anche a Ferragosto con il centro vaccinale, se le prenotazioni ci sono. Inoculiamo Pfizer e Moderna. Lo stato delle cose in Veneto oggi, lo si deve a tutti i cittadini che si sono vaccinati, piaccia o non piaccia». Abbiamo superato 5milioni e 800mila somministrazioni di vaccino oggi. Copertura: abbiamo superato il 65% della popolazione totale coperta da almeno una dose. Se consideriamo il ciclo completo, siamo al 56,7% della popolazione totale.

Nuovo piano di Sanità pubblica in Veneto

Stamani la Giunta regionale ha approvato il nuovo piano di Sanità pubblica. «Non possiamo avere code di 5 ore - sottolinea - è un problema anche a livello nazionale». Il nuovo piano di Sanità pubblica che entra in atto dalle ore 24 di oggi, e introduce alcune novità. «Intanto i tamponi non saranno più ad accesso libero come è stato fino ad oggi (chi non avrà la documentazione dovrà pagarsi il tampone), perché il sistema rischia di andare in crash - a Treviso è successo proprio questo negli scorsi giorni -, inoltre chi fa i tamponi sono i nostri sanitari che abbiamo distolto dagli ospedali. E' una gestione molto complicata. Inoltre oggi dobbiamo allinearci all'accordo nazionale: Figliuolo ha siglato un accordo con le farmacie per il prezzo dei tamponi (8 euro, 15 euro, 22 euro). 

LE TARIFFE
Il protocollo firmato dal commissario all'emergenza Francesco Paolo Figliuolo, Federfarma, Assofarm e Farmacie Unite stabilisce un prezzo calmierato a 8 euro per chi ha meno di 18 anni, e 15 euro per chi ne ha di più. Ma solo fino al 30 settembre.

«Ultimo aspetto è che occorre garantire - ha proseguito Zaia - il servizio efficiente per il contact tracing, agli ammalati, ai non vaccinati con patologie. Non possiamo pensare di continuare a fare 50mila tamponi ogni giorno, questo è un dato di fatto».

La questione turisti: «La Germania per i non vaccinati ha chiesto il tampone in ingresso, nelle località turistiche non escludiamo di organizzare punti tampone a 22 euro». Ci dovrebbe essere almeno un Covid point per ogni Ulss, per quelle a vocazione turistica ci sarà più di un punto, con la possibilità di pagamento senza contanti, con Pos.
 

Cosa cambia: i tamponi a pagamento

Il dottor Michele Mongillo, Prevenzione - Sanità pubblica, spiega nel dettaglio i cambiamenti inerenti al nuovo piano approvato dalla Giunta. «Sono comunque gratuiti i test per tutti gli esclusi dalla campagna di vaccinazione, sotto i 12 anni, o hanno un esonero formale certificato dall'Ulss dalla vaccinazione». Serve un appuntamento per fare il tampone? «Non è ancora chiaro - ha affermato Mongillo - vediamo nei prossimi giorni l'impatto concreto sui vari punti territoriali, attualmente resta accesso libero con priorità e criteri qua sotto elencati».

Test, per chi restano gratis

  • Under 12
  • Chi ha una certificazione dell'Ulss
  • I tamponi fatti in caso di indicazioni cliniche (chi ha sintomi sospetti, indagini epidemiologiche, contact tracing, ricoveri programmati, accesso al Pronto soccorso)
  • Lo screening periodico degli operatori della Sanità
  • Operatori e ospiti delle strutture sanitarie e sociosanitarie territoriali, e anche per i visitatori e ospiti
  • L'area della disabilità (operatori, familiari, care giver)
  • Area di servizi ricreativi o educativi per minori
  • Le Ulss potranno inviare gruppi di popolazione ulteriori di interesse

Test, chi deve pagarli

  • Per chi deve fare un viaggio all'estero o per il rientro in Italia
  • Per chi lo chiede per fini personali, compreso l'accesso ai servizi che richiedono il Green pass
  • I test per esigenze lavorative
  • Per la partecipazione e frequenza in contesti ricreativi

 

 

Sanitari non vaccinati, cosa succederà?

Il dottor Flor, dg della Sanità regionale, ha parlato della situazione dei sanitari non ancora vaccinati, Zaia ha così commentato: «Io sono un inguaribile ottimista, penso che coloro che non possono per motivi di salute devono essere ascoltati, poi ci saranno anche quelli che lo fanno perché hanno preso questa decisione, ma le misure devono essere prese dai direttori della Sanità veneta. Ogni direttore troverà la miglior soluzione, nel rispetto della libertà di queste persone che hanno un contratto che non prevede la vaccinazione». Il Presidente del Veneto punta l'indice sulle regole per le nuove assunzioni dei sanitari, che non terrebbero conto del tema delle vaccinazioni obbligatorie. «Mi risulta che stiano facendo nuove assunzioni - rileva - con le modalità di prima».

Green pass in Veneto

«Penso che in questa fase non debba diventare una guerra di religione, la situazione va gestita con buonsenso sia dagli avventori che dai gestori che dalle forze di Polizia. Non può diventare una caccia estrema». Lo ha affermato il presidente del Veneto Luca Zaia, precisando peraltro che «è inquietante» la moda tra i giovani di non dire di essere positivi pur di non rientrare dalle vacanze. Per il Governatore «ci vuole un periodo di assestamento. Non voglio portare avanti le tesi di nessuno perché abbiamo tanti casi di vaccinati che non riescono ad avere il Green pass: se tu applichi una legge - chiarisce - lo devi fare sapendo che tutti possano essere nelle condizioni di poter dimostrare la loro condotta legale rispetto a quello che viene chiesto». Inoltre, per Zaia, «non si può scaricare sui gestori il controllo totale. In teoria il Green Pass non è un documento di identificazione. I gestori - conclude - sono lì per fare pesce alla griglia e bistecche non i poliziotti».

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Visite nelle Rsa

Si potrà tornare a far visita agli ospiti? «I visitatori delle case di riposo rientrano fra le categorie che potranno fare il tampone gratis, noi recepiamo tutte le direttive (il riferimento è all'ultima che prevede il ritorno delle visite nelle Rsa per 45 minuti una volta a settimana). Ma ricordo che le case di riposo non sono gestite dalla Regione Veneto - ha sottolineato Zaia -. Visto cosa è accaduto, mi rendo conto che i gestori sono in posizione di autodifesa, per evitare che scoppino focolai».

Il modello matematico del Veneto, cosa prevede?

Il modello con le proiezioni dei contagi "cigola", a quanto pare, e la colpa sarebbe della variante Delta: «Con questa variante il vecchio modello matematico non funziona più - ha affermato Zaia -, dobbiamo "registrarlo"».

 

Ultimo aggiornamento: 10 Agosto, 10:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA