Squalo-aquila, scoperto fossile della misteriosa specie che nuotava 93 milioni di anni fa

Lunedì 5 Aprile 2021 di Remo Sabatini
Squalo-aquila, scoperto fossile della misteriosa specie che nuotava 93 milioni di anni fa

La scoperta è strabiliante. Così come le immagini di questo incredibile predatore dei mari che, ricostruite da Oscar Sanisidro e pubblicate su Science, stanno facendo sognare studiosi e appassionati. Sì, perchè uno squalo del genere non si era mai visto.

Scoperto in Messico, la storia di questo squalo che somiglia ad una manta o, come suggerisce il nomignolo affibiatogli, ad un'aquila, ha una storia lunga, anzi, lunghissima. Tutto era iniziato nel 2012 quando, a Vallecillo, in Messico, un minatore aveva trovato dei fossili del tutto particolari successivamente studiati da un team internazionale di ricercatori. Fossili tanto particolari che ci sarebbero voluti quasi dieci anni per scoprire a quale animale appertenessero.

Di certo c'erano quelle pinne pettorali tanto lunghe da sembrare ali di quasi due metri, la bocca gigantesca e quelle dimensioni che, seppur ragguardevoli, era lungo un metro e sessantacinque centimetri, lo facevano sembrare più un bizzarro rapace marino che un semplice pescione.  Così, finalmente, ecco l'Aquilolamna milarcae, lo squalo-aquila. Nonostante aspetto e descrizioni che potrebbero trarre in inganno, sembra che questo squalo vecchio di ben 93 milioni di anni, fosse pressochè innocuo.

Più che all'odierno squalo bianco, infatti e almeno in fatto di dieta, somigliava al cugino planctivoro che oggi conosciamo come squalo elefante (Cetorhinus maximus). Così come lo squalo elefante, infatti, anche lo squalo-aquila, sembra ormai accertato, era fornito di denti minuscoli e si nutriva di plancton. E allora, quelle lunghissime pinne pettorali a cosa servivano? Indubbiamente stabilizzatori di grande efficacia, quelle pinne che somigliano a vere e proprie ali lo accomunano alle mante o alle razze ma anche allo squalo volpe dove, però, la lunga coda che lo contraddistingue, viene usata per tramortire i banchi dei pesci dei quali si nutre. Probabilmente lento nel nuoto, l'Aquilolamna, letteralmente "volava sott'acqua filtrando con la grande bocca i nutrienti", ha affermato il noto paleontologo Romain Vullo.

Certo, per molti versi, nonostante le attenzioni degli studiosi, per molti versi la realtà di questa nuova specie di squalo è ancora da confermare. Il fatto, ad esempio, che non siano stati rinvenuti denti, è un elemento non di poco conto che avrebbe potuto facilitare non poco lo studio. In ogni caso, se lo squalo-aquila dovesse essere davvero un parente dello squalo elefante, potrebbe voler dire che nella sua epoca, vivevano chissà quante altre strane creature e squali dall'aspetto inimmaginabile che aspettano soltanto di essere riportati alla luce per raccontare quel mondo che non c'è più.

© RIPRODUZIONE RISERVATA