CORONAVIRUS

Lockdown, il dpcm: anziani a casa, ma è braccio di ferro Conte-Regioni. Verso stop a spostamenti

Domenica 1 Novembre 2020
Lockdown, tre Regioni a Conte: «Limitare spostamenti over 70». Bufera Toti. Boccia: chiusure automatiche con Rt sopra soglia

Lockdown locali nel dpcm di martedì, ma anche il coprifuoco. Governo, Regioni, Province e Comuni si sono confrontati a lungo, oggi, sulle misure allo studio per cercare di arginare la seconda ondata del coronavirus. Una riunione riservata, sottolinea in serata la Conferenza delle Regioni, che invita a prendere con le molle le indiscrezioni trapelate. Si tratta solo di ipotesi, al momento, e l'incontro continuerà anche domani. 

Domani il premier Giuseppe Conte illustrerà al Parlamento l'orientamento che intende dare al nuovo Dpcm su cui il governo sta lavorando in questi giorni. Ma - a quanto si apprende da fonti della maggioranza - la firma vera e propria del testo potrebbe non arrivare domani sera ma martedì. Questo per consentire di risolvere i nodi che ancora sono aperti con le Regioni.

Sul lockdown si misura il braccio di ferro fra Regioni e Governo. Non volendolo nominare, però, per adesso la discussione si basa sulla «durezza» di un coprifuoco da far scattare alle 18: il ventaglio va da uno stop alle attività commerciali alla proposta più hard di alcuni governatori, come Michele Emiliano e Stefano Bonaccini, di vietare la circolazione tout court. Sul tavolo, anche un freno agli spostamenti fra le regioni, la chiusura dei centri commerciali nei weekend e limitazioni per le persone che hanno più di 70 anni, le più esposte al contagio. «Con i passi avanti che faremo chiuderanno anche i musei», afferma il ministro della Cultura Dario Franceschini su Raiuno.

Le Regioni vorrebbero che venissero stabilite restrizioni di carattere nazionale, anche nel caso in cui si dovesse optare per un nuovo lockdown generale. Il presidente del consiglio Giuseppe Conte è invece orientato su provvedimenti calibrati in base alla diffusione del covid, con zone rosse e didattica a distanza. Un'ipotesi allo studio del governo è quella di prevedere, nel nuovo dpcm, alcune limitazioni da far scattare al superamento territoriale di un certo livello di contagi. «Lavoriamo insieme alle Regioni - è il ragionamento nel governo - ma non possono sottrarsi alle evidenze scientifiche». Una riflessione che la ministra dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, ha fatto fuori dai denti: «A indici di rischio differenti devono corrispondere misure diverse. Ognuno si assuma le sue responsabilità». Questo il rieilogo delle misure principali.

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Lockdown

È il punto più controverso. Il governo sta valutando l'ìpotesi di zone rosse mirate nelle aree dove il virus circola di più, i governatori sono divisi tra chi auspica misure uniformi a livello nazionale, come Attilio Fontana (Lombardia) e Stefano Bonaccini (Emilia Romagna), e chi invece vorrebbe il proprio territorio esentato dalla chiusura, come Luca Zaia (Veneto).

Coprifuoco dalle 18

Sarebbe questa la vera novità emersa dal vertice con gli Enti locali: tutti a casa per quell'ora in tutta Italia, tranne motivi di lavoro o di salute o di estrema necessità. La misura sarebbe sostenuta dal governatore dell'Emilia Romagna Bonaccini, presidente della Conferenza delle Regioni, che parla di «stop alla circolazione dopo un certo orario». Bar e ristoranti chiusi anche a pranzo nelle regioni con tasso di contagi a rischio. Le zone critiche sono Lombardia, Piemonte e Calabria. Poi coprifuoco alle 18, con chiusura delle attività commerciali e per la cura alla persona, salvo farmacie, parafarmacie e alimentari. In base a quanto si apprende da fonti della maggioranza, sono alcune delle misure allo studio del governo per il nuovo dpcm. Sempre nelle aree a rischio, chiusi anche i musei e stop ai distributori automatici. Smart working nella Pubblica amministrazione, salvo i servizi pubblici essenziali.

Scuola, Dad dalla terza media

Il governo valuta la didattica a distanza (dad) estesa anche alla terza media, i governatori non sarebbero contrari, Michele Emiliano in testa. «Dobbiamo salvaguardare le scuole, soprattutto le elementari e medie - dice il governatore del Lazio Nicola Zingaretti, segretario del Pd -. ma credo che fare la dad per un mese può salvare l'anno scolastico». Per il ministro Francesco Boccia «non si deve prendere una decisione univoca, ma deve dipendere dal grado di Rt (indice di contagiosità, ndr) in ogni regione». 

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Anziani a casa

L'espressione «lockdown generazionale» è stata coniata di recente e indica l'idea di confinare gli anziani per metterli al riparo dal contagio. Secondo l'Istituto per gli studi di politica internazionale (Ispi), che ha condotto una ricerca specifica, permetterebbe di salvare migliaia di vite, vista l'altissima mortalità tra gli ultra ottantenni. Il governatore ligure Giovanni Toti - nella bufera per un tweet infelice - propone di tenere a casa gli over 75, appoggiato dai colleghi della Lombardia e del Piemonte.

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Stop a spostamenti tra regioni

Il governo lo sta valutando e i sindaci non sono contrari. «Il governo è al fianco delle Regioni per eventuali ulteriori restrizioni condivise», ha detto il ministro Boccia, secondo il quale «ogni presidente di regione può intervenire in base alle esigenze e criticità del proprio territorio».

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Assistenza sanitaria a domicilio

Collegata alla riduzione della mobilità, è stata esplicitata come richiesta dal presidente della Regione Sicilia Nello Musumeci, che ha auspicato «l'adozione di piani terapeutici/farmacologici, limitando la pressione sugli ospedali».

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Chiusura centri commerciali

È una proposta dei Comuni per bocca del presidente dell'Anci Antonio Decaro, sindaco di Bari. L'obiettivo è evitare gli assembramenti che si creano nei centri. Chiusura sportelli scommesse. Sempre da una proposta di Decaro, considera che in questi esercizi si sposta il flusso di chi trova chiuse le sale scommesse, creando mini-assembramenti potenzialmente favorevoli al contagio.

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Il tweet di Toti. Scoppia intanto un caso sugli anziani ai quali il governatore Toti propone di limitare il lockdown con un tweet finito nella bufera ('Si tratta di persone per lo più in pensione, non indispensabili allo sforzo produttivo del Paese, ma essendo più fragili vanno tutelate in ogni modò). 'Sono stato frainteso - precisa poi Toti - I nostri anziani sono i più colpiti dal virus, sono persone spesso in pensione che possono restare di più a casa e essere tutelate di più'.

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Boccia: chiusure automatiche con Rt sopra soglie. Non si deve prendere una decisione univoca sulla scuola ma deve dipendere dal grado di Rt (indice di contagiosità, ndr) in ogni regione». Lo avrebbe detto il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia al vertice con gli Enti locali sul nuovo Dpcm e le restrizioni in arrivo, secondo quanto si apprende. «Il documento dell'Istituto superiore di sanità (Iss) e il sistema di monitoraggio che abbiamo condiviso con scienziati e Regioni ha una serie di ipotesi che devono scattare automaticamente. Se un Rt (indice di contagiosità, ndr) supera un certo livello .- oggi ci sono 11 Regioni oltre 1,5 e 2 regioni oltre 2 -, allora alcune misure già previste dal piano che abbiamo condiviso e aggiornato insieme devono scattare in automatico». Lo avrebbe detto il ministro delle Autonomie Francesco Boccia al vertice con gli Enti locali sul nuovo Dpcm in gestazione.

 

 

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Chi ha partecipato al vertice. Tra i governatori erano collegati, tra gli altri, Bonaccini (Emilia Romagna, presidente della Conferenza delle Regioni), Fontana (Lombardia) Fedriga (Friuli Venezia Giulia) Toti (Liguria), Toma (Molise) Emiliano (Puglia) De Luca (Campania) Tesei (Umbria), Marsilio (Abruzzo) Cirio (Piemonte), Giani (Toscana), secondo quanto riferito. Inoltre Antonio Decaro, presidente Anci, e Michele De Pascale (Upi). Boccia ha riconvocato la riunione domani alle 9. 

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Lockdown, i timori di Speranza

«La curva epidemiologica è ancora molto alta. Mi preoccupa il dato assoluto, che mostra una curva terrificante. O la pieghiamo, o andiamo in difficoltà». Così il ministro della Salute Roberto Speranza in un colloquio con il Corriere della Sera. «Abbiamo 48 ore per provare a dare una stretta ulteriore», evidenzia Speranza, secondo il quale c'è ancora troppa gente in giro. Il ministro poi rassicura sulla tenuta delle terapie intensive, e sulla scuola spiega che va difesa il più possibile, ma in un contesto di epidemia «non è intangibile».

La protesta di Salvini

«Serve un governo che pianifichi, non si può improvvisare di settimana in settimana di decreto in decreto, apri e chiudi, apri e chiudi». Lo ha detto Matteo Salvini in una diretta Instagram. «Hanno perso sei mesi a parlare di nulla, e mentre aprivano i confini agli altri, sono costretti a richiedere gli italiani in casa. Faccio e faremo di tutto per evitare un'altra chiusura totale generale che sarebbe un disastro, le persone si possono curare a casa: terapia a domicilio, cure a domicilio, telemedicina, tampone a domicilio», ribadisce Salvini. Bisogna proteggere, se serve tenendo a casa i più anziani, i più fragili, i più esposti».

Fontana: servono misure uniformi

«La diffusione del virus è uniforme in tutto il Paese. Le differenze riguardano l'ampiezza del tracciamento che varia da regione a regione. E' evidente che, una volta verificato l'impatto delle misure già adottate sulle curve del contagio, ulteriori azioni di contrasto al virus dovranno a loro volta essere uniformi». Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, spiegando «il senso della discussione di stamattina fra Regioni, Anci e Upi con il governo». «Una serie di interventi territorio per territorio, polverizzati e non omogenei, sarebbero probabilmente inefficaci e anche incomprensibili ai cittadini, che già oggi sono disorientati», ha aggiunto, spiegando che «le istituzioni, a partire dal governo devono dare segnali coerenti, forti e credibili. Le Regioni sono, come sempre, pronte a collaborare».

 

Ultimo aggiornamento: 2 Novembre, 10:37 © RIPRODUZIONE RISERVATA