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CORONAVIRUS

Zona gialla: Lombardia, Veneto e Calabria cambieranno colore. Lazio bianco, Friuli verso l'arancione

Martedì 7 Dicembre 2021 di Mario Ajello
Zona gialla: Lombardia, Veneto e Calabria cambieranno colore. Lazio bianco, Friuli verso l'arancione

Il Veneto segna un balzo preoccupante dei casi positivi al Covid: Sono 2.960 contro i 1.709 di ieri. Attualmente i postiivi sono 40.648. Crescita costante dei contagi e primi casi Omicron. Le terapie intensive sono già sopra soglia (al 12%) mentre i ricoveri ordinari hanno raggiunto quota 11%. «Se guardiamo in prospettiva e manteniamo questi incrementi quotidiani sicuramente per Natale il Veneto sarà in zona gialla». Lo dice il presidente regionale Luca Zaia. E ancora: «Siamo preoccupati per questa inesorabile crescita dei parametri. Da un lato il vaccino sta facendo il suo lavoro, ora abbiamo un quarto dei ricoverati nelle precedenti ondate, ma dall'altro lato i parametri in parte sono da zona gialla». Ed è destinato a crescere entro Natale il numero di regioni in zona gialla. Dopo Friuli Venezia Giulia e Alto Adige, anche la Calabria si avvia lunedì prossimo ad abbandonare la fascia bianca.

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Friuli verso l'arancione

Un cambio cromatico senza impatto concreto nella vita dei cittadini (dal momento che le regole in zona bianca e gialla sono le stesse anche con il super green pass, a parte l'obbligo di mascherina anche all'aperto) ma che preoccupa in quanto rivelatore di un aumento di pazienti Covid ospedalizzati. Non solo. Si avvicinano al giallo anche Lombardia e Veneto. Mentre il Friuli Venezia Giulia prosegue la sua marcia verso l’arancione. La Calabria ha già numeri da zona gialla. Malgrado un'incidenza di contagi al di sotto della media nazionale (siamo a 113 nuovi casi ogni 100mila abitanti, a fronte di una media di 171) i ricoveri in terapia intensiva sono saliti al 12% e quelli nei ordinari al 16 per cento. Entrambi i parametri per il passaggio in giallo sono stati dunque superati (rispettivamente 10% in rianimazione e 15% in area media). Se il trend non cambia il monitoraggio settimanale dell’Iss, venerdì prossimo, non potrà che certificare la zona gialla. Da tenere d’occhio a causa di un trend in crescita minore ma comunque significativo, ci sono Liguria ed Emilia-Romagna. Che invece potrebbero approdare in zona gialla nel 2022.

 

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Lazio bianco

Si stima invece un lieve calo dei tassi di ospedalizzazione in Basilicata, Puglia, Sardegna e Toscana. Salvo invece il Lazio, che dovrebbe rimanere in zona bianca a Natale e anche a Capodanno. Il caso Lombardia intanto dice questo. La storia non si fa con i «se», ma le previsioni sì. E allora, dati alla mano: se la crescita dei tre indicatori che trasferiscono una regione in zona gialla proseguisse con la stessa tendenza dell’ultima settimana, nel giro di sette giorni tutti (tasso di occupazione dell’area medica, delle terapie intensive e incidenza settimanale ogni 100mila abitanti) oltrepasserebbero la soglia d’allarme e quindi la Lombardia entrerebbe in zona gialla. Premessa: per chi ha il super green pass non cambia nulla, può accedere ad attività e servizi che altrimenti sarebbero limitati o sospesi. Eppure sempre dai dati, dal loro confronto settimanale e dall’indice Rt ospedaliero, arriva un segnale di speranza: il passaggio si potrebbe evitare (la Regione ha appena aumentato i posti letto in area medica, per affrontare la crescita dei contagi).

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I numeri della situazione ospedaliera lombarda sono questi: oggi abbiamo un tasso di occupazione dell’area medica del 14,7% (la soglia è al 15) e dell’8,17% nelle terapie intensive (soglia al 10), insieme a un’incidenza ormai sopra il limite di 50 dal 10 novembre (oggi è di 167,3). La crescita rispetto a una settimana fa, lunedì 29 novembre, è stata del 20,4% per i ricoveri, del 26,28% per gli ingressi in terapia intensiva e del 22,8% per l’incidenza. Se si replicasse la stessa progressione, arriveremmo tra una settimana a un tasso di occupazione del 17,7% in area medica, del 10,3% in terapia intensiva e a un’incidenza di 205,4. Uguale: zona gialla. Ecco però la speranza: la progressione registrata negli ultimi sette giorni sulle terapie intensive è di gran lunga minore rispetto a quella della settimana precedente. Dal 22 al 29 novembre, infatti, l’incremento era stato del 52,2%, quasi 30 punti percentuali in più rispetto a quello degli ultimi sette giorni (anche l’incidenza cresce ad un ritmo minore). Significa che l’aumento c’è ancora, ma sta rallentando.

Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre, 10:22 © RIPRODUZIONE RISERVATA