Furti in casa, adesivi di plastica nella fessura della porta: così i ladri segnavano le abitazioni da svaligiare

Giovedì 8 Ottobre 2020
Furti in casa, adesivi di plastica nella fessura della porta: così i ladri segnavano le abitazioni da svaligiare

La tecnica era collaudata: bastava infilare delle fascette di plastica trasparente all'interno della fessura della porta e se nei giorni successivi la fascetta era sparita significava che i proprietari di casa erano rientrati. Viceversa, si poteva entrare in azione svaligiando interi appartamenti nel centro città. Così agiva la banda sgominata oggi dalla polizia a Milano, che per mesi ha saccheggiato diverse abitazioni: 7 georgiani gravemente indiziati del reato di furto in abitazioni ubicate in zone centrali di Milano, oltre a un fermo d'iniziativa a carico di un cittadino egiziano, ricettatore professionale del gruppo criminale. Il provvedimento di fermo è stato emesso dal pm di Milano Francesca Crupi e dal procuratore aggiunto Laura Pedio.

 

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È stata un'indagine «lampo» l'hanno definita gli inquirenti, «rapidissima e tempestiva» che in pochi mesi ha portato al fermo degli autori dei furti e del ricettatore e al recupero di una buona quantità di refurtiva e denaro. L'indagine è nata a fine luglio quando gli investigatori hanno capito che il gruppo aveva preso di mira il centro di Milano, operando in modo seriale. Dopo aver individuato un primo sospettato, gli inquirenti, tramite le celle telefoniche e le intercettazioni hanno individuato tre auto che venivano noleggiate dai soggetti per compiere i loro crimini. Sulle stesse sono quindi stati installati dei dispositivi per intercettazioni ambientali in modo da inquadrare le attività criminose messe a segno dai soggetti, individuati anche grazie all'uso delle telecamere. Nelle intercettazioni, i fermati sono stati sorpresi a dire che «la stagione era finita» quando i proprietari delle abitazioni rientravano dalle vacanze, facendo intuire l'intenzione di voler tornare poi nei loro Paesi.

 

 

 

Il cerchio si è chiuso su 7 individui, 5 soggetti che operavano in macchina e 2 in bicicletta, non residenti sul territorio ma che venivano ospitati da altre persone nel Milanese. Cinque gli episodi criminosi compiuti dai fermati, di cui 4 consumati e uno tentato, tutti commessi tra luglio e settembre di quest'anno. Due furti sono stati commessi a Milano, in via Teodorico e in via Mac Mahon e un tentato furto in via Lippi. Gli altri due, invece, sono stati commessi nel Milanese: a Solaro il 20 settembre scorso e l'altro a Pregnana Milanese il 23 settembre. I soggetti, di cui due vantavano precedenti per reati specifici, erano stati già fotosegnalati mentre uno di loro era stato arrestato. A quest'ultimo era stato preso il suo Dna in carcere e comparato poi con un'impronta presa dalla scientifica in uno degli appartamenti saccheggiati, ne ha portato all'individuazione. Corposo il bottino ottenuto dalla banda: intorno ai 20mila euro, tra gioielli e orologi, trovati in parte all'interno del frigorifero del ricettatore, mentre il denaro era nascosto in vari armadi.

 

Nelle intercettazioni il gruppo, definito «organizzato e molto accorto», ogni volta che commetteva un furto parlava di denaro e soldi nascosti nel freezer o di soldi congelati dal ricettatore egiziano, manifestando in un'occasione anche la volontà di derubare quest'ultimo. Quanto ai monili recuperati dagli agenti, a breve verranno inseriti sulla bacheca online della polizia di Stato in modo da consentire ai legittimi persone di rientrarne in possesso. 

Ultimo aggiornamento: 16:04 © RIPRODUZIONE RISERVATA