«È gratis se vieni a prenderlo», il boom degli scambi sul web: ma c'è chi litiga

Domenica 20 Settembre 2020 di Antonio Calitri

Oltre un milione di persone in Italia va a caccia di oggetti usati pronti a strapparli al destino della discarica. Si tratta del fenomeno social del “Te lo regalo se vieni a prenderlo” che riesce a sposare nello stesso tempo l'economia del riciclo e la lotta agli sprechi con l'aiuto ai meno abbienti. In pratica, chi ha deciso di disfarsi di un oggetto, che sia una borsa che non gli piace più o un televisore che vuole sostituire con uno con maggiori funzioni o un divano un po' rovinato, anziché gettare questi oggetti ancora validi ma che non soddisfano più, li regala a chi ne a bisogno, purché se li vada a ritirare. In questo modo l'offerente ha aiutato un bisognoso e l'ambiente evitando di riempire la discarica, ma ha anche risparmiato la fatica e il tempo per portare gli oggetti alle isole ecologiche di smaltimento. Per chi riceve invece è tutto un guadagno.

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Un fenomeno che è nato esattamente 10 anni fa e che ora, con l'acuirsi della crisi economica sta prendendo sempre più piede e solo su Facebook conta oltre un milione di membri iscritti. Il fenomeno è nato ufficialmente nel 2011 dall'intuizione di Salvatore Benvenuto, un formatore calabrese emigrato in Svizzera che, come ha raccontato in una delle poche interviste, «un giorno mi sono recato in discarica per portare alcune cose e ho incontrato un signore che mi ha chiesto se lo avessi potuto aiutare a scaricare un televisore che appariva nuovo e ho espresso al signore il rammarico perché si fosse già guastata» e alla risposta, «va benissimo, è solo che non mi serve più e non so a chi regalarlo» gli venne la voglia di impegnarsi per evitare il ripetersi di quello spreco. Il 14 settembre del 2011 aprì la prima pagina Facebook Te lo regalo se vieni a prenderlo che ebbe successo immediato, imitato da decine e decine di altre pagine e gruppi.

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Oggi il sistema di Benvenuto conta una pagina vetrina aperta da oltre 100.000 fan che sensibilizza sulle questioni ecologiche e una ventina di gruppi territoriali dove vengono proposti oggetti da regalare, che vanno dal Ticino alla Lombardia, dalla Puglia alla Liguria, e perfino all'Isola d'Elba, per oltre 300.000 membri. Cercando in Facebook Te lo regalo se vieni a prenderlo appaiono un centinaio di gruppi, divisi per province, città e perfino quartieri. Ci sono gruppi aperti, con gli annunci visibili a tutti e gruppi chiusi, dove bisogna fare richiesta e rispondere a un piccolo questionario prima di essere accettati. Ognuno si dà delle regole. Poi basta scorrere la pagina, cercare o attendere l'oggetto desiderato e quando lo si vede, esprimere l'interesse ad averlo e attendere che venga assegnato. Cosa che di solito va al primo, altre volte a chi motiva la richiesta, poi ci si mette d'accordo per il ritiro. A volte si può fare un appello a ricevere, come ha fatto Francesco, che in pochi giorni è riuscito ad arredare la cameretta del figlio e ha ringraziato pubblicamente perché «avete reso la mia famiglia felice».
 

 

 Come tutti i fenomeni umani però, anche in queste lodevoli iniziative, non mancano i furbetti che provano a farsi pubblicità o a vendere, a farsi avere l'indennizzo perché te lo portano loro, peccato che l'indennizzo può essere più alto del valore dell'oggetto o l'oggetto non è proprio quello che ci si aspettava. Così come avvengono liti per incomprensioni, perché l'oggetto è stato assegnato a uno piuttosto che l'altro, e perfino qualche tentativo di truffa. E c'è anche chi si arrabbia come Francesca che su un'altra community si è lamentata perché dopo essersi resa disponibile a consegnare lei stessa il dono all'assegnataria che aveva problemi, andando sotto casa, «non rispondeva al telefono e ovviamente mi sono innervosita e sono andata via dopodiché una serie di messaggi inopportuni per non dire altro. È la prima volta che mi capita una cosa del genere e onestamente non fa per me esco dal gruppo».

Ultimo aggiornamento: 21 Settembre, 07:35 © RIPRODUZIONE RISERVATA