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Omicron 5 non si ferma, 20mila sanitari positivi: rinviati interventi e visite. Raddoppiati in 7 giorni i bimbi ricoverati

Giovedì 7 Luglio 2022 di Mauro Evangelisti
Omicron 5 non si ferma, 20mila sanitari positivi: rinviati interventi e visite. Raddoppiati in 7 giorni i bimbi ricoverati

In Italia ci sono almeno 20mila tra medici e infermieri bloccati a casa con il Covid. Negli ospedali si stanno creando problemi seri per la garanzia dei servizi. Anche perché in parallelo stanno aumentando i ricoveri, con un segnale da non sottovalutare che riguarda i minori. 

In corsia ci sono troppe caselle scoperte: questo significa essere costretti ad accorpare i reparti, ma anche a rinviare ciò che è differibile, come attività ambulatoriale e interventi chirurgici programmati. L'effetto del rallentamento sarà allungare le liste di attesa. Alcuni esempi, prendendo due grandi regioni: in Emilia-Romagna sono già più di 1.300 gli operatori sanitari fermati dal Covid («e il personale in servizio ormai è stremato» dicono i sindacati). Nel Lazio sono almeno 2.000. 

D'altra parte la Omicron 5 sta diffondendosi assai rapidamente, anche ieri ci sono stati quasi 108mila casi, con un tasso di positività al 28 per cento. In Italia ci sono 1.146.034 persone infette (con molte reinfezioni e un recente studio sostiene che chi prende il Covid per la seconda volta rischia maggiormente il ricovero): statisticamente è ovvio che vi siano anche molti operatori sanitari. Da una parte medici e infermieri diminuiscono a causa dei contagi, dall'altra stanno aumentando i ricoveri, è stata ampiamente superata quota 8mila. «Preoccupa il fatto che si vedano sempre più spesso anche bambini e giovanissimi che dobbiamo ricoverare a causa dei sintomi del Covid» racconta Giovanni Migliore, presidente di Fiaso (la federazione delle aziende sanitarie) e direttore generale del Policlinico di Bari. Proprio ieri la Fiaso ha diffuso dei dati da cui emerge che raddoppiano, in una settimana, le ospedalizzazioni pediatriche dovute al Covid: sono soprattutto bimbi tra 0 e 4 anni. Tra gli under 18 complessivamente c'è stato un incremento dell'84 per cento. Ha spiegato il professor Alberto Villani, responsabile di Pediatria Generale e Malattie Infettive dell'Ospedale Bambino Gesù di Roma: «Questi dati confermano che l'incremento della circolazione del virus coinvolge l'età evolutiva con modalità e caratteristiche sovrapponibili a quelle della popolazione generale: aumento della contagiosità e del numero di infetti che presentano sintomi e conseguente incremento dei ricoveri ospedalieri». Gli ospedali sono in affanno perché si stanno contagiando gli operatori, dall'altra si sta progressivamente ingrossando la presenza di pazienti Covid. 

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Come se ne esce? Spiega Migliore: «Chi come noi dirige aziende sanitarie e ospedali ha una doppia responsabilità: tutelare la salute dei pazienti e allo stesso tempo proteggere il personale. Per questo continuiamo a svolgere verifiche costanti, con i tamponi, tra i dipendenti. Con una così alta circolazione del virus, ovviamente si trovano molti positivi. Ma questo succede anche in altri servizi di primaria importanza, va detto. Di fronte alla carenza di personale, rispondiamo rispettando una gerarchia delle prestazioni». Significa che si garantisce l'emergenza-urgenza, si rinvia ciò ce non è essenziale, come l'attività ambulatoriale e gli interventi di elezione. La speranza di recuperare le posizioni perdute sul fronte delle liste di attesa svanisce. 

Anche i pronto soccorso sono in enorme affanno. Se fino a qualche tempo fa i positivi tra i ricoverati erano in maggioranza pazienti che finivano in ospedale per altri motivi e poi al test risultavano infetti, ora la parte più significativa va in pronto soccorso proprio per i sintomi del Covid. Carlo Palermo, presidente di Anaao-Assomed, l'associazione che riunisce i medici dirigenti: «Lo stop di così tanti operatori sanitari per il Covid rischia di paralizzare gli ospedali pubblici dove, anche per le ferie da smaltire, c'è comunque carenza di personale. Bisogna spiegare con chiarezza alle persone che è necessario continuare a prestare attenzione». A partire dall'utilizzo delle mascherine che, secondo Gianni Rezza, direttore Prevenzione del Ministero delle Salute, andrebbero usate anche ai concerti, come quello dei Maneskin previsto sabato a Roma (anche se in realtà sarebbe una goccia nell'Oceano perché serate nelle mega discoteche, concerti e grandi raduni avvengono in Italia e Europa quotidianamente). Rezza: «Fortunatamente le polmoniti da Covid oggi sono rare. Non c'è una congestione ospedaliera grazie ai vaccini e al fatto che Omicron rispetto a Delta è una variante meno aggressiva. Ma ammalarsi resta un bell'inconveniente. Se si può evitare è meglio evitarlo». 

Ultimo aggiornamento: 8 Luglio, 09:44 © RIPRODUZIONE RISERVATA