CORONAVIRUS

Palermo, morta bambina di 11 anni per la variante Delta: i genitori erano no vax

Martedì 27 Luglio 2021
Variante Delta, morta bambina di 11 anni a Palermo: tutta la famiglia ha rifiutato il vaccino

Nessun vaccino in famiglia, una vacanza in Spagna e poi la tragedia: la piccola di casa, 11 anni, viene infettata dalla sorella che ha contratto il Covid durante il viaggio all’estero. Vengono contagiati anche i genitori, entrambi No vax, e la bambina, già malata, muore. È successo a Palermo. La ragazzina era stata ricoverata all’ospedale Di Cristina di Palermo. La causa del decesso, spiegano i medici, è una complicazione legata all’infezione da coronavirus.

La piccola è deceduta intorno alle 13. Era risultata positiva alla variante Delta. Da una decina di giorni era stata ricoverata nel reparto di Terapia intensiva, dove era stata intubata a causa dell’aggravamento delle sue condizioni di salute. La piccola era un soggetto estremamente fragile e i medici hanno tentato in ogni modo di salvarle la vita, invano. Il Covid ha peggiorato di colpo le condizioni di salute e tutte le terapie tentate sono state inutili. «Era affetta da una malattia congenita - spiega Salvatore Requirez, direttore sanitario degli Ospedali Civico-Di Cristina - Le sue condizioni di salute erano già compromesse. Ma il quadro clinico è degenerato quando è sopraggiunta l’infezione da Sars-Cov2, nello specifico variante Delta».

 

La patologia

 

L’undicenne, a causa della patologia rara da cui era affetta, era in cura presso il reparto di Pediatria generale da circa 10 anni. Poco più di due settimane fa era stata trasferita all’ospedale Di Cristina perché risultata positiva al Covid. Dopo qualche giorno, le sue condizioni si sono aggravate ed è stato necessario il ricovero in terapia intensiva.

Il contagio è avvenuto qualche giorno fa. La bambina sarebbe stata infettata dalla sorella maggiore, appena tornata da un viaggio in Spagna. «Sono No vax», ha dichiarato il presidente della Regione, Nello Musumeci, sottolineando l’importanza delle vaccinazioni per prevenire le forme gravi della malattia. «Sono vicino, come padre e come presidente, alla famiglia della piccola, che vive il dolore più grande - ha aggiunto - Ogni qualvolta il Covid spegne una vita, è una sconfitta per tutti. E non c’è consolazione, da parte nostra, nella consapevolezza di aver fatto tutto quanto nelle nostre possibilità per evitarlo. Solo il buon Dio potrà dare la forza necessaria ai genitori per andare avanti. Oggi è momento di silenzio e di dolore». Desiree Farinella, referente sanitario dell’ospedale Di Cristina, ha invece sottolineato che «i bambini e i soggetti fragili saranno protetti solo quando si svilupperà l’immunità di comunità. Ricordiamo che si possono vaccinare tutti i bambini dai 12 anni in su, sia presso la nostra struttura dedicata ai più giovani che presso i centri vaccinali. In caso di soggetti fragili che non possono vaccinarsi è necessario che i nuclei familiari siano immunizzati a loro protezione».

Migliorano invece le condizioni di salute del piccolo di due mesi, anche lui positivo al Covid, ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale Cervello. Intanto, resta alto il numero dei nuovi casi in Sicilia. Nelle ultime 24 ore se sono registrati 457 su 6.395 tamponi. Il tasso di positività è arrivato al 7,1%. Il dato che più preoccupa è quello che riguarda che riguarda le ospedalizzazioni: si sono registrati 24 ricoverati in più nei reparti Covid, per un totale di 216 pazienti.

 

 

Neonato con variante inglese intubato a Palermo, ricoverata anche una bimba di 11 anni

 

 

Scuola, l'appello del ministro Bianchi agli studenti: «Vaccinarsi è atto di responsabilità e solidarietà»

 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 10:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA